Sanità - 30 settembre 2026, 12:15

Sanità, anche ad Asti stop alla procedura su SPID e CIE personali

La direzione generale dell'Asl ha bloccato la procedura dopo la diffida di NurSind. Il segretario astigiano Gabriele Montana: "Continueremo a monitorare la situazione e a tutelare la privacy dei dipendenti sanitari"

Sanità, anche ad Asti stop alla procedura su SPID e CIE personali

La procedura indicata dalla Regione Piemonte sull'utilizzo di SPID, CIE e dispositivi personali da parte del personale sanitario è stata sospesa anche all'Asl di Asti. A comunicarlo è Gabriele Montana, segretario di NurSind Asti, dopo la diffida inviata da NurSind Piemonte alla Direzione Sanità regionale e alle Aziende sanitarie.

La diffida contestava le modalità con cui venivano applicate le disposizioni regionali sull'autenticazione a due fattori per l'accesso ai sistemi informatici legati alle ricette dematerializzate. In particolare, il sindacato aveva contestato l'utilizzo obbligatorio di credenziali personali e dispositivi privati per lo svolgimento delle attività lavorative.

Secondo quanto riferisce Montana, le indicazioni regionali sono arrivate alle aziende nella tarda serata del 29 settembre, mentre alle 6:55 del mattino successivo la Direzione generale dell'Asl di Asti ha inviato una comunicazione disponendo lo stop della procedura.

"Anche ad Asti la procedura indicata dalla Regione Piemonte è stata stoppata. La comunicazione regionale è arrivata alle aziende alle 23 e, alle 6:55, la Direzione generale dell'Asl di Asti ha inviato una mail disponendo lo stop e confermando che le procedure continueranno come sono state svolte fino ad ora."

La questione, secondo il segretario astigiano di NurSind, presenta alcune analogie con una vicenda già affrontata dall'Asl nei mesi scorsi, relativa alla gestione dei rifiuti attraverso il sistema RENTRI.

In quella circostanza, agli infermieri territoriali era stato inizialmente richiesto di utilizzare il proprio SPID o la Carta d'identità elettronica per lo scarico dei rifiuti. Una procedura che, racconta Montana, era stata contestata sia da NurSind sia dalla RSU dell'Asl Asti.

Il confronto aveva riguardato anche le diverse tipologie di SPID e l'esistenza di strumenti destinati all'utilizzo professionale. Dopo un percorso durato quasi sei mesi, l'Asl ha modificato la procedura, esonerando gli infermieri dalla gestione dello scarico dei rifiuti sul territorio e, di conseguenza, dall'utilizzo dello SPID personale.

"Anche in quel caso avevamo contestato l'utilizzo dello SPID personale per attività lavorative. Dopo quasi sei mesi di confronto, l'Asl ha modificato la procedura di gestione dei rifiuti RENTRI, esonerando gli infermieri dalla gestione dello scarico sul territorio e dall'utilizzo dello SPID personale."

La diffida di NurSind

La posizione del sindacato era stata formalizzata con una diffida del 29 settembre, indirizzata alla Direzione Sanità della Regione Piemonte e ai direttori generali delle Aziende sanitarie regionali.

NurSind contestava in particolare l'obbligo di utilizzare SPID o CIE personali per accedere ai programmi aziendali e l'eventuale impiego di dispositivi mobili privati per gestire i codici di verifica. Secondo l'organizzazione sindacale, gli strumenti necessari alla sicurezza informatica devono essere messi a disposizione delle strutture sanitarie, senza trasferire sui dipendenti gli oneri organizzativi ed economici.

La diffida chiedeva quindi la sospensione delle disposizioni e di ogni eventuale blocco degli accessi, oltre all'adozione di soluzioni tecniche aziendali e regionali. NurSind aveva inoltre annunciato il possibile ricorso al Garante per la Protezione dei Dati Personali in caso di mancato riscontro.

Per  il sindacato, la sospensione della procedura chiude per il momento la vicenda, ma non esaurisce l'attenzione del sindacato sul tema della privacy. "Continueremo a monitorare la situazione sia a livello regionale sia territoriale e tutte le questioni che possono ledere il diritto alla privacy dei dipendenti sanitari."

Redazione

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