Attualità - 02 ottobre 2026, 11:45

Terre del Bianco, nove fiere unite da un unico racconto: il tartufo diventa strategia per il territorio

Presentato a Palazzo Mazzetti il nuovo progetto di comunicazione integrata promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dai GAL Basso Monferrato Astigiano e Terre Astigiane. Livio Negro: "Per la prima volta una strategia condivisa e di ampio respiro". Mobrici: "Nove sindaci che si mettono in gioco insieme"

Le immagini della presentazione (Merphefoto)

Le immagini della presentazione (Merphefoto)

Nove fiere, nove Comuni e un unico racconto. È questa l'idea alla base di "Terre del Bianco", il nuovo progetto di comunicazione integrata dedicato alle principali manifestazioni del tartufo che, tra ottobre e dicembre, accompagneranno la stagione autunnale tra Monferrato e Astigiano. L'iniziativa è stata presentata questa mattina, venerdì 2 ottobre, a Palazzo Mazzetti ad Asti e nasce dalla volontà di mettere in rete realtà che fino a oggi hanno promosso soprattutto singolarmente le proprie fiere.

Il progetto è promosso e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dal GAL Basso Monferrato Astigiano e dal GAL Terre Astigiane, con il patrocinio della Regione Piemonte. Un elemento che, durante la presentazione, è stato indicato più volte come il vero valore aggiunto dell'iniziativa: non soltanto mettere sotto uno stesso "cappello" nove manifestazioni, ma costruire una strategia comune capace di accompagnare nel tempo la promozione turistica, culturale ed economica del territorio.

Il calendario si sviluppa dal 4 ottobre al 13 dicembre, creando una vera e propria stagionalità del tartufo. Nel circuito rientrano le fiere nazionali di Montiglio Monferrato, Mombercelli, Moncalvo, Montechiaro d'Asti, Canelli, San Damiano d'Asti e Asti, la Fiera internazionale di Murisengo Monferrato e la Fiera regionale di Nizza Monferrato.

Ma, come è stato sottolineato durante la conferenza, il calendario rappresenta soltanto il primo tassello. L'obiettivo è infatti costruire progressivamente una proposta territoriale più ampia, nella quale le singole identità possano convivere all'interno di un'immagine riconoscibile e condivisa.

A evidenziare questo passaggio è stato soprattutto Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, che ha sottolineato come il progetto rappresenti l'inizio di un percorso destinato ad andare oltre la stagione 2026. Il lavoro, ha spiegato, è partito dalla volontà di mettere insieme Fondazione, GAL e amministrazioni comunali, cercando innanzitutto di costruire una stagionalità coordinata, distribuendo gli appuntamenti su più fine settimana e su un territorio ampio.

"Il progetto con cui iniziamo quest'anno è prettamente un progetto di comunicazione", ha spiegato Negro, evidenziando però la prospettiva più ampia che lo accompagna: mantenere le singolarità e le appartenenze delle diverse realtà, ma contemporaneamente "poter pensare a un futuro e a un posizionamento che non è solo più quello del nostro territorio, quindi non è più quello solo del Piemonte, ma avere delle ambizioni per un impatto turistico, culturale più ampio".

È proprio questa la scommessa di Terre del Bianco: trasformare nove appuntamenti distinti in un sistema capace di presentarsi all'esterno con maggiore forza. "Cerchiamo di fare veramente rete, di essere fieri di ciò che abbiamo costruito e fieri di ciò che potremmo costruire", ha aggiunto Negro, ricordando come il progetto sia stato sostenuto concretamente dalla Fondazione. Un aspetto richiamato anche da altri interventi: mettere in comune risorse e strumenti significa infatti dare concretezza a un'idea che altrimenti rischierebbe di rimanere soltanto sulla carta.

Sulla stessa linea Filippo Mobrici, presidente del GAL Terre Astigiane, ha insistito sul significato del lavoro comune tra le amministrazioni. "Vedo nove sindaci che si tolgono dal campanilismo tipico nostro piemontese, astigiano, forse anche italiano, per mettersi in gioco assieme", ha osservato. Per Mobrici è questo uno degli elementi più significativi dell'iniziativa: utilizzare risorse che singolarmente sarebbero limitate per sostenere un progetto capace di coinvolgere più territori.

Il presidente del GAL Terre Astigiane ha inoltre attribuito un ruolo centrale alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e a Livio Negro, sottolineando come il sostegno al progetto non sia rimasto soltanto nelle intenzioni. L'iniziativa, ha spiegato, rappresenta una base dalla quale partire per costruire successivamente progetti più ambiziosi e per arrivare a un posizionamento del territorio in grado di attrarre nuovi flussi e nuovi investimenti.

Anche Daniele Basso, presidente del GAL Basso Monferrato Astigiano, ha evidenziato il valore del percorso avviato. Il progetto, ha ricordato, nasce da un'idea già presente in precedenza, ma oggi trova una dimensione più ampia grazie alla disponibilità dei Comuni, al coinvolgimento della Fondazione e alla collaborazione con il GAL Terre Astigiane. L'obiettivo è trasformare questa prima esperienza in uno strumento stabile per affrontare, in futuro, anche iniziative di maggiore portata.

Un percorso che guarda quindi oltre la semplice promozione delle fiere. Il tartufo diventa il filo conduttore attraverso il quale raccontare un territorio, con le sue diverse municipalità, le tradizioni, le economie e le peculiarità.

A rappresentare la Regione Piemonte è intervenuto l'assessore Marco Gallo, che ha sottolineato l'importanza di lavorare insieme e ha richiamato il valore del tartufo bianco come elemento distintivo dell'identità piemontese. Nel suo intervento ha ricordato anche l'impegno regionale per la tutela del patrimonio legato al tartufo, dalla formazione alla protezione degli ambienti naturali nei quali il prodotto nasce, in un contesto nel quale i cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide per il futuro.

Il riferimento al patrimonio UNESCO aggiunge un ulteriore elemento al racconto. La cerca e cavatura del tartufo in Italia, infatti, rappresenta un patrimonio culturale immateriale, mentre il territorio è inserito anche nel più ampio sistema dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. È all'interno di questo contesto che il progetto prova a costruire un'immagine territoriale capace di tenere insieme prodotti, paesaggio, cultura e turismo.

La comunicazione: dal nome al portale del territorio

A costruire materialmente questa nuova identità è stata la visual designer Debora Lombardi, che ha curato naming, logo, visual identity, landing page e impostazione della comunicazione online e offline.

Lombardi, con una formazione in architettura e 25 anni di esperienza nella progettazione della comunicazione, ha spiegato come l'obiettivo sia stato quello di costruire un vero progetto di comunicazione integrata a 360 gradi, nel quale strumenti diversi possano parlare con un linguaggio comune.

"Terre del Bianco" è quindi pensato per essere immediatamente riconoscibile sui diversi supporti: dalla carta ai giornali, dalle campagne pubblicitarie ai social, fino agli strumenti digitali. La necessità era creare un'identità capace di accompagnare il progetto senza cancellare le caratteristiche delle singole fiere.

Anche la scelta del nome risponde a questa esigenza. "Terre" richiama i luoghi e le comunità, mentre "Bianco" rimanda immediatamente al tartufo e alla sua preziosità. Il pittogramma del tartufo accompagna il nome, rendendo immediatamente comprensibile il prodotto al quale il progetto è dedicato.

La stessa logica è stata applicata al logo. Lombardi ha spiegato che il colore della terra e il bianco dorato del tartufo vengono utilizzati per rappresentare visivamente il rapporto tra il territorio e il prodotto, con il tartufo come elemento prezioso e punto di unione tra le diverse terre.

Particolarmente significativa è poi la scelta dell'immagine coordinata. Una fotografia del tartufo bianco e una serie di elementi grafici richiamano una sorta di rete: nove Comuni collegati da un unico filo, una rappresentazione visiva dell'idea stessa alla base del progetto.

"Si è cercato proprio di creare quell'identità che renderà Terre del Bianco riconoscibile in qualsiasi momento, in qualsiasi supporto", ha spiegato Lombardi, dai giornali alle campagne social, fino agli strumenti digitali.

E proprio sul digitale si concentra una parte importante della strategia. È stato registrato il dominio terredelbianco.it e realizzata una prima landing page destinata a diventare la porta d'accesso all'intero circuito.

Al momento il portale presenta la mappa dei nove Comuni e il calendario delle fiere, collegando ciascun appuntamento alle informazioni già disponibili sui siti dei singoli organizzatori o delle amministrazioni. Ma l'idea per il futuro è molto più ambiziosa: trasformare questa prima struttura in una vera piattaforma del Bianco, con pagine dedicate alle singole manifestazioni, programmi, informazioni utili, curiosità, contenuti sul territorio e una mappa interattiva capace di accompagnare il visitatore attraverso l'intero circuito.

A questa struttura si affiancano i canali Facebook e Instagram, già attivati, attraverso i quali verrà sviluppato un racconto continuativo. L'obiettivo è accompagnare il pubblico verso ciascuna fiera, aumentando progressivamente la comunicazione con l'avvicinarsi degli appuntamenti e raccontando programmi, eventi e peculiarità dei singoli territori.

La strategia non si limita però alla rete. La comunicazione comprende anche l'offline, con la presenza sui giornali e una campagna pubblicitaria su quotidiani nazionali. È la logica, appunto, della comunicazione integrata illustrata da Lombardi: strumenti differenti, rivolti a pubblici differenti, ma riconducibili immediatamente allo stesso progetto.

Dalle nove fiere a un possibile sistema territoriale

Il primo anno di Terre del Bianco è dunque soprattutto un anno di costruzione. Il progetto parte dalla comunicazione, ma gli organizzatori hanno più volte ribadito che l'obiettivo è creare una base sulla quale sviluppare successivamente iniziative più articolate.

Le singole fiere manterranno le proprie caratteristiche, le proprie tradizioni e il proprio rapporto con le comunità locali. Ciò che cambia è il modo in cui vengono presentate all'esterno: non più nove appuntamenti separati, ma nove tappe di un unico racconto territoriale.

Anche Riccardo Origlia, assessore alle Manifestazioni del Comune di Asti, ha sottolineato la scelta di spostare la Fiera del Tartufo di Asti a dicembre, così da chiudere il calendario di Terre del Bianco e inserirsi in modo più armonico nel circuito delle manifestazioni, valorizzando ulteriormente l'appuntamento astigiano.

È questa, in definitiva, la sfida lanciata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dai due GAL e dalle amministrazioni coinvolte: utilizzare il tartufo non soltanto come prodotto da promuovere, ma come elemento capace di mettere in relazione paesaggio, cultura, turismo ed economia.

La stagione di Terre del Bianco si apre il 4 ottobre a Montiglio Monferrato e si chiuderà il 12 e 13 dicembre ad Asti, attraversando nel frattempo il Monferrato e l'Astigiano con un calendario che punta a trasformare l'autunno del tartufo in un unico grande percorso attraverso il territorio.

Il calendario di Terre del Bianco

Il circuito accompagnerà la stagione del tartufo dal 4 ottobre al 13 dicembre, con nove manifestazioni distribuite tra Monferrato e Astigiano:

Montiglio Monferrato – Fiera nazionale del tartufo, 4 e 11 ottobre
Mombercelli – Fiera nazionale del tartufo, 17 e 18 ottobre
Moncalvo – Fiera nazionale del tartufo, 18, 24 e 25 ottobre
Nizza Monferrato – Fiera regionale del tartufo, 1° novembre
Montechiaro d'Asti – Fiera nazionale del tartufo, 7 e 8 novembre
Canelli – Fiera nazionale del tartufo, 8 novembre
Murisengo Monferrato – Fiera internazionale del tartufo, 15 e 22 novembre
San Damiano d'Asti – Fiera nazionale del tartufo, 5 e 6 dicembre
Asti – Fiera nazionale del tartufo, 12 e 13 dicembre

Alessandro Franco

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