Attualità - 04 ottobre 2026, 06:55

Bollo auto, la frontiera degli 80 kW: un solo kilowatt può costare 209 euro e spostare il mercato astigiano (ma non solo)

L'indagine di Manirent sul "tax notch": da 80 a 81 kW il beneficio svanisce. In ballo Golf, Leon, BMW Serie 1 e Classe A. E se la misura diventasse permanente, effetti su listini, noleggio e usato

Bollo auto, la frontiera degli 80 kW: un solo kilowatt può costare 209 euro e spostare il mercato astigiano (ma non solo)

C'è un numero che dal 2027 potrebbe contare più del previsto per chi compra o vende un'auto: 80. È la potenza massima, espressa in kW, indicata per beneficiare della nuova esenzione dal bollo auto. Il risultato è un confine fiscale molto netto: a 80 kW il beneficio c'è, a 81 kW scompare completamente. E quel singolo kilowatt, quasi invisibile sulla strada, può valere fino a 209 euro l'anno.

Da zero a quasi 209 euro: il salto della soglia

Nel regime ordinario il passaggio da 80 a 81 kW vale appena 2,58 euro (tariffa di riferimento di 2,58 euro per kW fino a 100 kW). Alla frontiera dell'agevolazione, invece, lo stesso kilowatt può valerne quasi 209: un'auto da 80 kW pagherebbe 206,40 euro di bollo ordinario, azzerati dall'esenzione; una da 81 kW continuerebbe a pagare 208,98 euro.

Una simulazione elaborata da Manirent evidenzia che l'incremento fiscale al margine diventa 81 volte quello ordinario. In economia pubblica un meccanismo di questo tipo viene definito tax notch: superata una determinata soglia non aumenta soltanto l'imposta marginale, ma scompare l'intero beneficio.

Non solo sportive: la fascia "sensibile" del mercato

Sopra gli 80 kW non ci sono soltanto auto sportive. Una Volkswagen Golf da 116 CV sviluppa circa 85 kW; una Seat Leon della stessa potenza si colloca nella stessa fascia; la BMW 116, versione d'ingresso della Serie 1, arriva a circa 90 kW, mentre una Mercedes Classe A 180 si colloca intorno ai 100 kW del motore termico. Con la tariffa utilizzata nella simulazione, 85 kW significano circa 219 euro l'anno, 90 kW circa 232 euro e 100 kW 258 euro.virgilio

Dall'altra parte della soglia esistono invece modelli generalisti da 74, 75 o 78 kW che possono avere prezzi e prestazioni relativamente vicini ma ottenere il beneficio completo. La nuova frontiera non separa necessariamente un'auto economica da una di lusso: separa ciò che sta sotto gli 80 kW da ciò che sta sopra.

Se la misura diventa permanente, gli 80 kW entrano nei listini

Se l'esenzione resterà limitata al solo 2027, l'effetto industriale potrebbe essere modesto. È difficile immaginare un costruttore che modifichi una gamma europea per consentire ai clienti italiani di risparmiare circa duecento euro per dodici mesi. Se però la misura diventasse strutturale, il calcolo cambierebbe. Un'auto da 85 kW accumulerebbe, alle tariffe attuali, quasi 1.100 euro di bollo in cinque anni; una da 90 kW oltre 1.160 euro; una da 100 kW circa 1.290 euro.

Potrebbe nascere quella che, provocatoriamente, si potrebbe definire la "versione Italia da 80 kW". L'industria automobilistica ha storicamente adattato motori, cilindrate e potenze anche alle regole fiscali dei diversi mercati. Con una soglia permanente, quando tecnicamente e industrialmente possibile, una variante da 79 o 80 kW potrebbe diventare più interessante di una quasi identica da 85 o 90 kW. Anche la comunicazione sarebbe immediata: "80 kW, bollo zero".

L'effetto più plausibile non sarebbe necessariamente vendere più auto, ma cambiare quali auto vengono vendute. Il mercato italiano vale circa un milione e mezzo di nuove immatricolazioni l'anno. Se, in uno scenario puramente indicativo, soltanto il 20% riguardasse modelli con alternative commercialmente vicine tra circa 70 e 100 kW, la zona sensibile supererebbe le 300 mila vetture. Se appena un cliente su dieci modificasse la propria scelta per rimanere sotto la soglia, il mix delle immatricolazioni potrebbe spostarsi nell'ordine delle 30 mila auto l'anno.

Noleggio, credito automotive e concessionari: il "bollo zero" come argomento di vendita

L'impatto potrebbe propagarsi anche ad altri settori. Nel noleggio a lungo termine il bollo entra nel costo complessivo di utilizzo del veicolo e può quindi incidere sulla competitività delle offerte. Nel credito automotive, 219 euro l'anno equivalgono a circa 18 euro al mese, una cifra non enorme ma significativa in un mercato dove le vetture vengono spesso confrontate sulla rata mensile. Per concessionari e reti commerciali, infine, il "bollo zero" potrebbe trasformarsi in un ulteriore argomento di vendita.

L'effetto più grande potrebbe arrivare sull'usato

Il mercato dell'usato potrebbe essere ancora più sensibile. In Italia si scambiano ogni anno oltre tre milioni di vetture usate, quasi il doppio delle nuove immatricolazioni. Immaginiamo due auto di cinque anni, stessa categoria, chilometraggio e condizioni simili: una da 80 kW e una da 85. Se l'esenzione fosse permanente, la prima garantirebbe al proprietario un risparmio ricorrente di circa 200 euro l'anno. Su altri cinque anni di utilizzo il vantaggio nominale può avvicinarsi ai mille euro.

Questo non significa che un'auto da 80 kW varrà automaticamente mille euro in più. Chilometraggio, affidabilità, allestimento, domanda e alimentazione resteranno fattori molto più importanti. Ma un costo di possesso permanentemente inferiore ha un valore economico e il mercato potrebbe incorporarne almeno una parte nelle quotazioni. Le versioni appena sotto soglia potrebbero quindi conservare meglio il valore, mentre quelle immediatamente sopra potrebbero dover compensare con prezzi più bassi.

Il nodo equità: la misura guarda l'auto, non il reddito

Ed è qui che emerge il punto più delicato della misura. Gli 80 kW sono un criterio semplicissimo da amministrare: il dato è già sul libretto, non richiede ISEE, dichiarazioni aggiuntive o nuove procedure. Ma misura l'automobile, non la condizione economica del proprietario. Una persona con reddito elevato e un'auto da 75 kW può beneficiare dell'esenzione; una famiglia con reddito più basso e un'unica vettura usata da 85 kW può restarne fuori.

Questo non basta per definire la misura regressiva: per farlo servirebbero dati sui redditi effettivi dei beneficiari. Ma lascia aperta una domanda tecnica molto semplice: perché proprio 80 kW e perché far scomparire integralmente il beneficio appena superata la soglia?

Se l'intervento resterà annuale, probabilmente il mercato assorbirà l'effetto. Se diventerà permanente, quel numero potrebbe entrare nei configuratori, negli slogan delle concessionarie, nelle offerte di noleggio e nelle valutazioni dell'usato. 80 kW: zero euro. 81 kW: quasi 209. Un solo kilowatt, quasi invisibile sulla strada, ma potenzialmente abbastanza grande da cambiare il mercato.

Redazione

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