La tutela della biodiversità e l'autonomia produttiva tornano al centro del dibattito agricolo attraverso la cooperazione dal basso. Nello scenario dello storico mulino Polleri di Monastero Bormida, i piccoli coltivatori indipendenti della Val Bormida si danno appuntamento l'11 ottobre per la settima edizione di "Un sacco di semi". L'evento, inserito nel circuito delle feste contadine promosse dall'Associazione Rurale Italiana (Ari), rappresenta un tassello cruciale per consolidare la comunità che ruota attorno al grano Furat, una varietà nata dalla miscela di sementi messa a punto dai ricercatori Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando. Questa coltivazione si distingue per la naturale capacità di adattamento al territorio, l'ottima resistenza alle mutazioni climatiche e ai parassiti e il ridotto fabbisogno idrico, caratteristiche che consentono di azzerare l'uso di pesticidi o biotecnologie.
L'iniziativa intende offrire un'alternativa concreta alle dinamiche commerciali imposte dai colossi del settore sementiero. "Questo incontro permette di redistribuire i semi dell'ultimo raccolto a chi sceglie di entrare nella rete", spiega Fabrizio Garbarino, agricoltore e allevatore astigiano nonché esponente di Ari, sottolineando come "i coltivatori vogliano tornare protagonisti sui propri terreni, rivendicando la libertà di scegliere le sementi senza dipendere da consorzi o multinazionali". La giornata non sarà solo un momento divulgativo, ma segnerà anche il primo passo formale verso la costituzione di una vera e propria rete d'impresa incentrata sul Furat e sulla valorizzazione del tipico pane della vallata. Nel corso dell'evento saranno inoltre mostrati un motocoltivatore e una seminatrice, acquistati grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Crocevia e ai fondi dell'otto per mille dell'Unione Buddhista Italiana.

Il programma si aprirà alle 10 con i banchi dei produttori, i laboratori dedicati alla panificazione e lo scambio aperto di semi, talee, ortaggi, legumi e varietà floreali. La mattinata proseguirà alle 11.30 con una prima visita guidata al mulino, seguita alle 12 dall'accensione di un forno comunitario a legna, a disposizione di tutti coloro che vorranno cuocere i propri impasti. Alle 12.30 la Pro Loco della Val Bormida curerà il pranzo a base della tradizionale "puccia". Dopo un secondo tour dell'impianto molitorio alle 14.30, il pomeriggio entrerà nel vivo alle 15 con la consegna e la ridistribuzione delle sementi di grano Furat, accompagnata dalla tavola rotonda operativa per definire gli assetti della nuova rete d'impresa locale.





