Uscire dall'incubo dei maltrattamenti non significa soltanto trovare un rifugio sicuro nell'immediato, ma riuscire a costruire le basi materiali per non dover mai più tornare indietro. È con questa direttrice che la Regione Piemonte mette in campo un pacchetto di interventi da 2.007.500 euro, stanziando risorse mirate a favorire il lavoro, l'accesso alla casa e l'emancipazione economica delle donne, affiancando per la prima volta un canale dedicato ai figli vittime di violenza assistita.
Il pacchetto poggia su due provvedimenti: 1.788.500 euro derivanti dal Piano strategico nazionale contro la violenza maschile e 219 mila euro di fondi regionali destinati all'orientamento e alla formazione. Una decisione che risponde a una criticità evidente: secondo i dati di Telefono Rosa Piemonte, il 54% delle donne prese in carico non dispone di indipendenza economica, un fattore che spesso paralizza la scelta di allontanarsi dal maltrattante.
Per spezzare questo vincolo, il capitolo dedicato all'occupazione e all'autonomia finanziaria mobilita complessivamente 669 mila euro. Di questi, 450 mila euro finanzieranno fino a quindici progetti da 30 mila euro per percorsi di formazione, tirocini, microcredito e rimozione di ostacoli pratici, come il conseguimento della patente. Gli altri 219 mila euro andranno a sostenere cinque reti territoriali guidate dai Centri antiviolenza, che introdurranno la figura del facilitatore, un profilo incaricato di raccordare servizi per l'impiego, enti formativi e misure di conciliazione famiglia-lavoro.
Parallelamente, 450 mila euro sono stati vincolati all'autonomia abitativa. Attraverso la sinergia tra i ventitré Centri antiviolenza piemontesi e le otto Agenzie sociali per la locazione, le donne in uscita dalla violenza potranno contare su contributi a fondo perduto fino a un massimo di otto mensilità di affitto, utilizzabili anche per coprire l'eventuale cauzione.
Tra gli elementi più innovativi figura lo stanziamento di 284.500 euro per la tutela dei minori. L'iniziativa finanzierà cinque poli territoriali di quadrante dedicati a bambini e ragazzi che hanno assistito ad abusi domestici. La rete vedrà collaborare Centri antiviolenza, Case rifugio, sanità territoriale e servizi socio-assistenziali per offrire percorsi specialistici ai figli, superando l'approccio che finora tendeva a considerare il trauma infantile solo in via secondaria.
A completare la manovra ci sono 604 mila euro destinati alla prevenzione: 340 mila euro finanzieranno diciassette progetti nelle scuole per educare al rispetto e scardinare gli stereotipi, mentre 264 mila euro saranno distribuiti sul territorio tra atenei, luoghi di lavoro e Terzo settore.
"I numeri dimostrano quanto l'indipendenza economica sia decisiva nel percorso di libertà di una donna", sottolinea l'assessore regionale alle Pari opportunità Marina Chiarelli. "Uscire dalla violenza non può significare soltanto mettersi al sicuro, ma tornare a scegliere della propria vita. Il nostro obiettivo è accompagnare donne e figli dall'emergenza alla piena autonomia, fornendo strumenti concreti per ricominciare", conclude l'assessore.





