Asti - 10 ottobre 2026, 07:13

Viviamo in un posto bellissimo dove il Fai invita anche fuori porta

Puntata sulle Giornate Fai d’Autunno che, tra oggi e domani, aprono un paio di luoghi d’alto valore ad Asti e invitano ad Alessandria tra le vetrate artistiche di Luigi Costa

Viviamo in un posto bellissimo dove il Fai invita anche fuori porta

Oggi e domani, sabato 10 e domenica 11 ottobre, tornano le Giornate Fai d’Autunno, appuntamento con la cultura e il territorio, nell'apertura di luoghi straordinari, spesso non visitabili o poco conosciuti. Ad Asti apriranno le porte il Palazzo del Vescovado, storica sede diocesana arricchita da antichi soffitti affrescati, importanti opere d'arte e un giardino settecentesco, e il fronteggiante Seminario vescovile. Edificio che occupa un lato di piazza Catena, di origini tardo cinquecentesche, sorto nella forma attuale durante la seconda metà del Settecento, su progetto di Benedetto Alfieri. Oggi ospita una preziosa biblioteca e una importante collezione pittorica.

Due luoghi d’alto valore, storico ed estetico, che conosco bene. Per questo suggerisco, non solo a me stesso, di farsi un giro ad Alessandria, dove il Fai concentra l’attenzione su un maestro dell’art nouveau, Luigi Costa. Il suo laboratorio di vetrate artistiche produceva opere destinate a città di tutta Italia, andando a far brillare di luci colorate più di cento chiese. Non meno importante la committenza privata che voleva per la propria dimora vetrate, ma anche complementi di arredo come lampadari, appliques, pareti separatorie, lampade da tavolo, paraventi. 

Durante le giornate Fai sarà possibile visitare una mostra a lui dedicata, allestita nell’ex Seminario di Alessandria, edificato nella seconda metà del Settecento, oggi sede della Camera di Commercio, e visitare le chiese di Santa Maria di Castello, di Sant’Alessandro e di San Giacomo della Vittoria in cui si potranno ammirate suoi importanti e luminosi lavori. Gli orari d’apertura, sia oggi che domani dalle 9 alle 18, permettono di cambiare eventuali programmi per rimirare il vetro di Luigi, approfittando dell’ottima scelta per immergervi nella mitica dolcezza di Maison Antonella. Molto più di un bar pasticceria, nella centralissima piazza Garibaldi, a dieci minuti di passeggiata dal palazzo della Camera di Commercio. Luogo veramente speciale dove artigianalità, ricerca e qualità si incontrano per raccontare e stimolare infinite variazioni del concetto di passione. Passateci comunque, ma fosse a colazione...poi mi dite.

Tornando allo scopo principe del vetro d’arte di Costa, lo suggerisco caldamente quale occasione ben utile a conoscere meglio una figura di spicco della prima metà del Novecento, che ha lasciato un segno indelebile in tante chiese italiane, alcune anche nell'Astigiano, tra cui d’apice le diverse spettacolari vetrate a tema sacro che arricchiscono, dal 1928, la chiesa di San Martino a Calosso.

Luigi Costa era nato a Mantova nel 1887, lì aveva frequentato una rinomata scuola d’arte, manifestando sin dall’inizio particolare inclinazione per la vetraria artistica. Dopo il diploma in disegno, prende parte all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906 e si trasferisce nel capoluogo lombardo per continuare la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1910 incontra e sposa una bellezza monferrina e, a ruota, apre ad Alessandria un rinomato laboratorio e negozio di vetrate artistiche. Partecipa alle più prestigiose esposizioni nazionali e internazionali, riportando sempre prestigiosi riconoscimenti. Le sue vetrate artistiche, iniziate nel periodo Liberty e successivamente evolutesi nello stile Art Déco, riscuotono successi su successi, nonché premi e onorificenze di rilievo, fino a riconoscimenti da ben due papi: Pio XI e Pio XII. Insomma, uno proprio bravo. Maestro dell’arte vetraria assai apprezzato e premiato al tempo, oggi ingiustamente dimenticato. Ben venga allora la scelta del Fai, ben venga qualche vostro chilometro fuori porta.

Davide Palazzetti

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