Le cure palliative in Piemonte hanno bisogno di un rafforzamento della rete assistenziale, con particolare attenzione alla disponibilità di posti hospice e alla loro distribuzione sul territorio. È quanto emerso dall’audizione della Federazione Cure palliative e delle associazioni aderenti in Commissione Sanità del Consiglio regionale, dedicata alle criticità del sistema piemontese.
A richiamare l’attenzione sulla situazione dell’Astigiano è il consigliere regionale Fabio Isnardi (Pd), che segnala il mancato completamento della programmazione dei posti letto hospice nella provincia.

"Dall’audizione è emersa la necessità di un intervento urgente da parte della Regione. Stiamo parlando di un servizio essenziale che accompagna, ogni anno, migliaia di persone e le loro famiglie nei momenti più difficili della malattia, garantendo assistenza, dignità e qualità della vita", sottolinea Isnardi.
Ad Asti posti hospice ancora da attivare
Secondo il consigliere, nella provincia astigiana permane una discrepanza tra quanto stabilito dalle delibere della Giunta regionale e i posti letto effettivamente disponibili.
"Nella nostra provincia c’è una differenza tra quanto previsto dalla programmazione regionale e i posti hospice realmente in funzione. Entro il 2024 si sarebbero dovuti attivare ulteriori nove posti, oltre a quelli già presenti a Nizza Monferrato", afferma Isnardi.
Il consigliere richiama inoltre l’attenzione sulla distribuzione territoriale del servizio. Per rispondere alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie, i nuovi posti dovrebbero essere realizzati nel capoluogo.
"Come segnalato da tempo, i nuovi posti dovranno essere ad Asti città, limitando gli spostamenti necessari alle famiglie dei pazienti", precisa.
La localizzazione dell’assistenza rappresenta infatti un aspetto rilevante per le persone che affrontano patologie complesse e per chi presta loro cura quotidianamente. La possibilità di accedere a una struttura vicina può ridurre gli spostamenti e rendere più agevole la presenza dei familiari accanto al proprio congiunto.
In Piemonte 251 posti letto, ma il fabbisogno è più ampio
Il tema riguarda l’intero sistema regionale. Secondo i dati richiamati da Isnardi, in Piemonte sono attualmente disponibili 251 posti hospice, un numero che consente di raggiungere gli standard minimi previsti dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) soltanto considerando il fabbisogno dei pazienti oncologici.
Le cure palliative, tuttavia, non sono rivolte esclusivamente alle persone affette da tumore. Comprendono anche pazienti con patologie neurologiche, cardiologiche, respiratorie e degenerative, che possono avere bisogno di un’assistenza specifica per alleviare la sofferenza e migliorare la qualità della vita.
"Se non verranno attivati i posti hospice previsti dalla programmazione regionale, il risultato sarà l’aggravarsi delle liste d’attesa, che ritardano l’accesso alle cure e creano ulteriori difficoltà per i pazienti e per le loro famiglie", avverte il consigliere regionale.
La disponibilità di posti letto è quindi uno degli elementi necessari per garantire una presa in carico adeguata, insieme all’assistenza domiciliare e al coordinamento tra i servizi sanitari e le strutture specializzate.
"Un presidio di civiltà e umanità"
Per Isnardi, il potenziamento delle cure palliative deve essere considerato una priorità della programmazione sanitaria, perché riguarda non soltanto l’organizzazione dei servizi, ma anche il diritto delle persone a ricevere un’assistenza adeguata nelle fasi più delicate della malattia.
"Le cure palliative non rappresentano soltanto una risposta sanitaria, ma un presidio di civiltà e umanità. Difenderle significa difendere il diritto delle persone a essere assistite con competenza e dignità nella fase più delicata della loro vita", conclude.
La richiesta del consigliere è dunque rivolta alla Regione Piemonte, affinché dia seguito alla programmazione già prevista e completi l’attivazione dei posti hospice mancanti, con una particolare attenzione alle esigenze del territorio astigiano.





