Sanità - 14 ottobre 2026, 13:40

Sanità, accordo Regione e sindacati sblocco del turn over. Nursing Up e Nursind: "Non ritiriamo mobilitazione"

Accolta anche la richiesta di equiparazione degli incentivi per il 118, ma ad Asti il sindacato attende il tavolo in Prefettura

Sanità, accordo Regione e sindacati  sblocco del turn over. Nursing Up e Nursind: "Non ritiriamo mobilitazione"

Accordo tra Regione e sindacati sullo sblocco del turn over del personale sanitario piemontese, ma NurSind e Nursing Up avvertono: "non ritiriamo ancora lo stato di mobilitazione". Dopo la rottura delle trattative, questa mattina è uscito un risultato parzialmente positivo dal tavolo di confronto che si è svolto al Grattacielo, al quale hanno preso parte le due organizzazioni sindacali e la Cisl Fp.

Cirio e Riboldi a Bruxelles per liste d'attesa

"Bisogna sottolineare - ha chiarito Francesco Coppolella del Nursind - la bontà della volontà politica che ha ascoltato le nostre richieste, convocando nel giro di 24 ore un confronto". In videocollegamento il governatore Alberto Cirio che, insieme all'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi è volato a Bruxelles per fare capire se si può destinare parte del Fondo sociale europeo all'abbattimento delle liste d'attesa. Un altro tema caldo per la sanità piemontese.

Sblocco turn over 

Nel frattempo Nursind e Nursing up hanno sottoscritto con la Regione l'accordo che prevede lo sblocco del turn over: ora le diverse Asl possono procedere alle assunzioni, tenendo conto del tetto di spesa. Tra le aziende con maggiori problematiche quella di Alessandria, dove nelle scorse settimane è stato proclamato lo stato di agitazione.

"Se non fosse stato sbloccato il turn over, - avverte Claudio Delli Carri del Nursing up - a fine anno avremmo avuto delle grosse carenze di personale. Non ritiriamo però lo stato mobilitazione, se non ci danno tutto quello che è stato chiesto". 

Sul fronte dei numeri, la firma di oggi consente di assumere 1.500 infermieri: di questi però 1.250 sono già nel sistema. Concretamente, i nuovi ingressi saranno circa 250/300.  Ampliando lo sguardo, per colmare il deficit tra nuove Case di Comunità ed assistenza domiciliare mancano all'appello circa 7mila persone.

Centrali del 118

Altra parte dell'accordo è quella legata al welfare aziendale. C'era infatti la necessità di andare incontro alle richieste dei lavoratori del 118: entro il 2027, nelle quattro aziende che ospitano le Centrali Operative, verranno equiparati gli incentivi previsti per questa categoria.

"Il risultato sul 118 è un punto di partenza, non di arrivo. Continueremo a presidiare il confronto affinché gli impegni diventino risultati effettivi e arrivino risposte concrete sulle criticità della sanità pubblica", conclude Alessandro Bertaina, segretario regionale CISL FP Piemonte.

Richieste al tavolo

Tra le richieste ancora rimaste sul tavolo il miglioramento della remunerazione delle prestazioni aggiuntive, il riconoscimento dell'indennità DEA per gli OSS e le altre figure sanitarie interessate, piani occupazionali efficaci per contrastare la carenza di infermieri e incentivi economici per trattenere i professionisti nel servizio sanitario pubblico. Fondamentale anche investire sul personale amministrativo, alleggerendo il carico di lavoro che grava sui sanitari.

Asti: NurSind diserta i tavoli aziendali e aspetta l'incontro in prefettura

Sul fronte astigiano l'intesa regionale viene letta con favore ma senza abbassare la guardia. A tracciare il quadro locale è Gabriele Montana, segretario provinciale di NurSind Asti: "Si tratta di un risultato importante sul fronte occupazionale, perché coprire interamente il turn over permette di compensare tutte le cessazioni in programma fino a dicembre. Pur non essendo la soluzione definitiva per tutti i problemi degli infermieri piemontesi, ci dà una grossa mano", spiega.

Un passaggio strategico che si inserisce nella consuetudine locale: "Nell'Astigiano, grazie alla presenza del polo universitario di Infermieristica, la direzione ha sempre adottato un percorso consolidato: bandire subito dopo le lauree di novembre un concorso a tempo determinato, trasformato poi nel nuovo anno a tempo indeterminato. Questa formula consente ai neolaureati di rimanere a lavorare sul territorio dove hanno studiato, rappresentando un indubbio vantaggio competitivo rispetto ad altre realtà piemontesi dove le selezioni faticano ad attrarre candidati. Un merito reso possibile dalla costante attenzione del tavolo sindacale e dalla disponibilità dimostrata dalle direzioni avvicendatesi".

La soddisfazione per lo sblocco delle assunzioni non cancella però le forti tensioni sul territorio, dove lo stato di agitazione resta confermato. NurSind ha infatti assunto una linea intransigente nei confronti dei vertici dell'Asl At: il sindacato ha formalmente deliberato di disertare le convocazioni indette dalla direzione generale. Nessun confronto, dunque, con l'azienda sanitaria: la segreteria provinciale NurSind attende unicamente la procedura di raffreddamento e conciliazione davanti al Prefetto di Asti, già convocata per il prossimo 22 ottobre alle 17.30, con l'auspicio di ottenere risposte concrete e tangibili su tutte le criticità che interessano i lavoratori della sanità astigiana

Cinzia Gatti

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