Economia e lavoro - 15 ottobre 2026, 16:00

Progetto di Vita per le persone con disabilità, la Uil Asti Cuneo: "Al centro ci devono essere desideri e diritti"

Marco Castaldo, responsabile dell'Ufficio H, illustra le novità introdotte dal decreto legislativo 62/2024: "Non basta dare un contributo economico, occorre organizzare servizi capaci di rispondere alle esigenze individuali"

Progetto di Vita per le persone con disabilità, la Uil Asti Cuneo: "Al centro ci devono essere desideri e diritti"

Mettere la persona con disabilità al centro delle decisioni che riguardano la sua vita, superando una logica basata esclusivamente sui servizi disponibili e sui contributi economici. È questo il principio alla base del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, introdotto dal decreto legislativo 62/2024 e al centro dell'attività di sensibilizzazione promossa dall'Ufficio H – Disabilità e Fragilità della Uil Asti Cuneo.

A illustrarne le opportunità  e le modalità di accesso, insieme al segretario Armando Dagna, è Marco Castaldo, responsabile dell'Ufficio H, che sottolinea la necessità di diffondere una maggiore consapevolezza sui diritti delle persone con disabilità e sulle responsabilità degli enti chiamati a garantire sostegni adeguati.

"L'Ufficio H si propone di agevolare, informare e aiutare le persone che si rivolgono al sindacato, ma anche di divulgare una coscienza inclusiva nei confronti delle persone con disabilità e di tutte quelle fragilità che interessano, per esempio, una popolazione sempre più anziana".

Il nuovo modello punta a modificare radicalmente l'approccio alla disabilità. Non è più la persona a doversi adattare ai servizi disponibili, ma sono i servizi a dover essere organizzati in funzione dei suoi bisogni, delle sue aspirazioni e dei suoi obiettivi. Il progetto può interessare diversi ambiti dell'esistenza, dalla casa al lavoro, dalla salute alla formazione, fino alla mobilità, alle relazioni e alla partecipazione alla vita della comunità.

"Il Progetto di Vita cambia proprio la prospettiva nei confronti della persona con disabilità: non è più soltanto un soggetto che usufruisce dei servizi a catalogo del Comune o dell'Ambito territoriale sociale, ma una persona che, con le proprie necessità, i propri desideri e la propria volontà, deve poter decidere della propria vita".

Un passaggio fondamentale riguarda il cosiddetto budget di progetto, che non deve essere inteso soltanto come un contributo economico, ma come l'insieme delle risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche necessarie a rendere concreta l'autonomia individuale.

"Non è più una questione di quanti soldi mi date, ma di come mettiamo insieme i servizi perché io possa raggiungere quell'obiettivo", osserva Castaldo, evidenziando la necessità di una maggiore capacità organizzativa da parte degli enti territoriali.

Tra gli esempi indicati ci sono il sostegno alla domotica per rendere le abitazioni più accessibili, la creazione di servizi affidabili per reperire assistenti personali e il supporto nella ricerca di alloggi privi di barriere architettoniche. L'obiettivo è favorire la permanenza della persona nel proprio ambiente di vita, evitando che la mancanza di sostegni adeguati possa tradursi in una perdita di autonomia o nell'istituzionalizzazione.

"Il Comune non può limitarsi a dire che un servizio non è disponibile e che quindi la persona deve arrangiarsi. Gli enti devono organizzarsi per dare risposte concrete alle esigenze individuali". Castaldo richiama anche le difficoltà quotidiane legate al reperimento di assistenti personali qualificati e alla gestione di sostituzioni o interruzioni improvvise del servizio. Da qui la richiesta di costruire una rete organizzata, capace di mettere in relazione le persone con disabilità, le famiglie, i servizi pubblici e il terzo settore.

Per quanto riguarda il territorio astigiano, la provincia è entrata nella fase di sperimentazione del nuovo sistema nel marzo 2026. La procedura può essere avviata attraverso il servizio telematico INPS SISDA oppure presentando un'istanza tramite Pec al Protocollo del Comune di Asti, indirizzata al Servizio Disabilità dell'Assessorato alle Politiche sociali. È inoltre possibile trasmettere una copia della richiesta al Punto unico di accesso (Pua), all'indirizzo pua@comune.asti.it.

Il percorso prevede una valutazione multidimensionale, la definizione degli obiettivi personali e l'individuazione dei sostegni necessari. Secondo la guida pratica diffusa dall'Ufficio H, dal 1° gennaio 2027 la disciplina sarà applicabile sull'intero territorio nazionale.

L'iniziativa della Uil Asti Cuneo intende quindi far conoscere uno strumento che può incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone con disabilità, richiamando l'attenzione non soltanto sui diritti riconosciuti dalla normativa, ma anche sulla necessità di tradurli in servizi effettivi e accessibili.

Alessandro Franco

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