Dalla conoscenza alle scelte, dalle sperimentazioni alle piazze
Non aspettare che il caldo renda invivibili le piazze o che i temporali mettano in crisi gli spazi urbani: anticipare il cambiamento climatico è la sfida di GreenUP Piemonte. Il progetto promosso da Fondazione AGRION con Regione Piemonte, ANCI Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, UNCEM Piemonte e Asproflor passa dai 31 Comuni della partenza, a febbraio, a oltre 50 amministrazioni aderenti, grazie all’ingresso di un nuovo gruppo di 20 Comuni. Oggi vengono consegnati i primi 30 report territoriali e inaugurato a Manta il GreenUP Innovation Lab, annunciato appena otto mesi fa.
Al centro c’è GestMI, il sistema di analisi ideato e realizzato da Marika Cattaneo, coordinatrice del progetto GreenUP: 18 capitoli di analisi che integrano indicatori ESG e nuovi parametri ambientali, economici, sociali e territoriali. Non una semplice fotografia, ma un cruscotto gestionale per leggere rischi, impatti e opportunità, fissare priorità, programmare interventi e misurarne l’efficacia nel tempo. I Comuni si impegnano in un primo percorso biennale, con l’ambizione di trasformarlo in un accompagnamento continuativo delle politiche di sostenibilità.
«Vogliamo costruire oggi i luoghi in cui cresceranno i nostri figli e che consegneremo alle generazioni future. Paesi più freschi e sicuri, ma anche più belli: borghi e città all’altezza dell’eccellenza agroalimentare piemontese, capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo. GreenUP nasce in Piemonte, ma vuole mettere strumenti e conoscenze a disposizione dell’intero Paese.» Giacomo Ballari, presidente di Fondazione AGRION.
«Sono felice e grato ad Agrion per avere consentito alla Provincia di partecipare al lancio di GreenUp. Si tratta di un progetto che aiuterà i nostri Comuni a gestire le aree verdi ed il verde urbano. Temi rispetto ai quali serve formazione e informazione, sia nei confronti dei cittadini sia rispetto ai dipendenti.» Luca Robaldo - Presidente della Provincia di Cuneo.
«Con GestMI superiamo il report ESG tradizionale: colleghiamo dati che di solito rimangono separati e li trasformiamo in indicazioni utili per amministrare. Ogni Comune può capire che cosa sta accadendo, quali effetti produce sulla comunità e dove conviene intervenire. Più crescerà la rete, più potremo leggere anche le esigenze di vallate e territori interi.» Marika Cattaneo, coordinatrice del progetto GreenUP e ideatrice del sistema di analisi GestMI.
Il Living Lab non finisce a Manta: le prove sono già nei Comuni
Il nuovo laboratorio, il cui sviluppo è coordinato da Matteo Bontà in collaborazione con l’architetto Luca Zanellati, Ariele Muzzarelli e Lorenzo Berra, è un punto di partenza, non una vetrina. Più di 15 aziende e startup partecipano mettendo a disposizione e sviluppando tecnologie per rigenerare gli spazi urbani: sistemi per il microclima e l’irrigazione intelligente, soluzioni per l’attecchimento delle piante, materiali innovativi, illuminazione adattiva, recupero delle risorse, rilievi con droni e strumenti digitali. Sono 25 le tesi di prova agronomica in campo: alcune avviate a inizio anno e già con primi risultati, mentre dalla primavera sono partite sperimentazioni anche nei Comuni della rete. Il Living Lab diventa così diffuso: le soluzioni si verificano nei luoghi dove potranno essere adottate.
«Abbiamo coordinato lo sviluppo del GreenUP Innovation Lab pensando a un laboratorio operativo, capace di mettere alla prova tecnologie e pratiche agronomiche in condizioni reali. Le 25 tesi in campo e i test già avviati nei Comuni ci permettono di osservare risultati, confrontare soluzioni e trasferire indicazioni concrete a progettisti, imprese del verde e amministrazioni.» Matteo Bontà, responsabile Area Progettazione AGRION e coordinatore dello sviluppo del GreenUP Innovation Lab.
Una rete aperta, dal Piemonte all’Italia
Il laboratorio è aperto ad altre imprese, startup, professionisti ed enti di ricerca. La crescita della rete alimenterà un patrimonio condiviso di dati e competenze, utile anche alle politiche sul verde urbano, sull’adattamento climatico e sul ripristino della natura. Il modello potrà sostenere inoltre i percorsi delle tre Riserve della Biosfera MAB UNESCO piemontesi: territori chiamati a diventare laboratori viventi di equilibrio tra natura, persone ed economia.
Le dichiarazioni istituzionali
Paolo Bongioanni, Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte: «La qualità e la competitività delle nostre produzioni agroalimentari passa anche per il legame che esse sanno stabilire con i territori che le esprimono e le raccontano. Campagne e città che sperimentano e attuano politiche avanzate come quelle offerte dalla partecipazione al progetto GreenUp sono una leva avanzata nell’affrontare temi chiave come il cambiamento climatico, la sostenibilità economica e il ruolo delle comunità locali e nel trasformarli in un volano virtuoso capace di collegare qualità della vita, agricoltura e turismo in un quadro di benefico sviluppo economico».
«Per un Comune adattarsi al clima che cambia significa affrontare questioni molto concrete: capire quali piazze hanno più bisogno di ombra, quali alberi scegliere, come ottimizzare le risorse idriche e curare gli spazi verdi. I report di GreenUP aiutano le amministrazioni a leggere i bisogni del territorio e a definire le priorità; il laboratorio di Manta offre un luogo in cui osservare e sperimentare soluzioni insieme a ricercatori e imprese. Da questo lavoro può nascere un metodo condiviso: verificare i risultati, confrontare le esperienze e mettere a disposizione di tutti ciò che funziona. La sfida climatica richiede collaborazione tra i Comuni: così la tutela della biodiversità diventa una scelta concreta per rendere i nostri paesi più resilienti e preparati alle sfide del futuro», dichiara Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna e alla Biodiversità.
Sergio Ferraro, presidente Asproflor — «Siamo lieti di essere stati partner tecnico di GreenUP e aver così contribuito a portare concretamente l’innovazione verde nei centri urbani. Abbiamo aderito con entusiasmo a Green Up perché in linea con i nostri obiettivi statutari: creare spazi che migliorino la qualità della vita. La scelta delle piante, la progettazione e la cura del verde devono rispondere sia alle esigenze delle persone sia alle nuove condizioni climatiche: mitigare il caldo, favorire la biodiversità e utilizzare l’acqua in modo più efficiente. Riteniamo strategica la collaborazione con Fondazione AGRION perché ci ha permesso di unire esperienza sul campo e ricerca, offrendo alle amministrazioni indicazioni utili per costruire comunità più vivibili e resilienti».











