Eventi - 17 ottobre 2026, 18:12

Asti, il Festival dei Popoli si chiude con il murale dedicato a donne, pace e comunità [FOTOGALLERY]

L’inaugurazione dell’opera davanti all’oratorio di San Domenico Savio ha concluso la quinta edizione della manifestazione, iniziata il 25 settembre

Le autrici del progetto

Le autrici del progetto

Si è chiusa oggi, sabato 17 ottobre, la quinta edizione del Festival dei Popoli di Asti, con l’inaugurazione del murale "Il filo invisibile: donne, pace, comunità", realizzato davanti all’oratorio di San Domenico Savio, in via Tosi. L’opera rappresenta il momento conclusivo di un percorso iniziato il 25 settembre e sviluppato attraverso laboratori e occasioni di confronto sui temi della cura, dell’integrazione e del ruolo delle donne nella società.

Il Festival ha scelto di concludersi con un segno destinato a restare nel quartiere, trasformando una parete in uno spazio di espressione collettiva. Il murale porta nello spazio pubblico storie, esperienze e contributi che spesso rischiano di rimanere poco visibili, dando forma al tema scelto per questa edizione: "Il filo invisibile. Donne, pace, comunità".

Letizia Veiluva, l’arte per raccontare le storie delle donne

A curare la realizzazione artistica è stata Letizia Veiluva, illustratrice e muralista astigiana nata nel 1999. Dopo gli studi alla Libera Accademia d’Arte Novalia di Alba, conclusi nel 2022, nel 2024 ha conseguito il master in editoria illustrata Ars in Fabula. Lavora attraverso il progetto Limber Illustration e si occupa di illustrazione, fumetto e arte urbana.

Nel murale Veiluva ha tradotto in immagini il percorso collettivo del Festival. Volti, mani e storie delle donne migranti diventano il centro di una composizione che richiama la cura, le relazioni e il senso di appartenenza. L’opera invita a riconoscere il contributo delle donne alla vita quotidiana e alla costruzione di legami all’interno della comunità.

Dennis Marcela Bejarano, la promotrice del progetto

A promuovere l’iniziativa è stata Dennis Marcela Bejarano, che ha accompagnato il progetto mettendo in relazione il Festival, le realtà associative, le istituzioni e le persone coinvolte nel percorso.

Il suo impegno si inserisce in un’esperienza già avviata nell’edizione precedente, quando aveva ideato e sostenuto il murale "Sport e inclusione", realizzato in via Del Bosco con il coinvolgimento di giovani astigiani e il sostegno di Migrantes, Cgil, Comune di Asti e volontari.

Anche il nuovo intervento nasce da una dimensione partecipata, nella quale l’espressione artistica si intreccia con il lavoro sociale e con la possibilità di creare occasioni di incontro. Il ruolo di Bejarano è stato quello di promuovere e accompagnare l’iniziativa, mentre la realizzazione artistica è stata affidata a Veiluva. L'intrattenimento musicale dell'evento è stato affidato al violoncellista Leonard Plumbini.

Un’opera che resta dopo la fine del Festival

La scelta di concludere la manifestazione con un murale permanente dà concretezza al tema dell’edizione. Non si tratta soltanto di abbellire uno spazio urbano, ma di lasciare nel quartiere una testimonianza del percorso svolto e dei valori che lo hanno guidato.

Il filo invisibile evocato dal titolo rappresenta ciò che unisce le persone anche quando provengono da contesti diversi: la cura, la solidarietà, il rispetto e la possibilità di riconoscersi parte di una stessa comunità.

Il dialogo, in questa prospettiva, non si esaurisce negli incontri organizzati durante il Festival, ma può lasciare tracce, creare legami e modificare il modo in cui si guarda agli altri.

Betty Martinelli

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