Un incontro tra culture, un dialogo tra sensibilità artistiche lontane, un legame che attraversa il tempo e trova nell’arte e nella poesia un linguaggio universale. È questo il significato più profondo della mostra “Poeta di Poeti”, inaugurata venerdì 16 ottobre nella suggestiva cornice barocca della chiesa di San Rocco, a Canelli, dove sono esposti per la prima volta ufficialmente alcuni degli antichi dipinti giapponesi che Giuseppe Ungaretti donò alla sua musa, Bruna Bianco.
Una giornata di grande valore culturale e simbolico, che ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti istituzionali, accolti dal sindaco di Canelli, Roberta Rosa Giovine, insieme a ospiti del mondo culturale e artistico.
A conferire un significato internazionale all’evento è stata la presenza dell’Ambasciatore del Giappone in Italia, Ono Hikariko, accompagnata dal funzionario dell’Ambasciata, Ufficio Cultura e Stampa, dott. Hiroshi Kubo, a testimonianza dell’importanza del dialogo culturale tra i due Paesi.
La presenza dell’Ambasciatore si è inserita in una più ampia visita alla città, che nella mattinata di sabato 17 ottobre l’ha portata, sempre accompagnata dalla Sindaca Roberta Giovine, a Palazzo Anfossi, sede del Comune di Canelli, e alle storiche Cattedrali Sotterranee delle Cantine Bosca (Patrimonio dell’Umanità), dove è stata accolta dalle padrone di casa, Pia e Polina Bosca. Ha inoltre visitato la mostra e assistito alla dimostrazione del Ricamo Bandera, organizzate dall’associazione “Dal fuso in poi” in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Canelli. Un’occasione per apprezzare le affinità tra l’antica tradizione tessile piemontese e il ricamo giapponese, accomunati dalla sapienza artigianale e dalla ricerca della bellezza. La visita si è conclusa con un incontro con una rappresentanza di imprenditori e associazioni canellesi, ulteriore opportunità di conoscenza e confronto tra la realtà locale e la delegazione giapponese.
Al centro dell’iniziativa, la volontà di Bruna Bianco, che ha fortemente desiderato che queste opere fossero presentate proprio a Canelli, città profondamente legata alla sua storia con Ungaretti, prima di intraprendere un percorso che le porterà a essere conosciute anche nel mondo. Una scelta che restituisce alla città un ruolo speciale: quello di luogo in cui una vicenda privata, nata dall’incontro tra due anime sensibili, si apre alla comunità e diventa patrimonio condiviso. A dar corpo alla volontà di Bruna Bianco è stata la collaborazione tra il Comune di Canelli, la “Turma Ungà” e le associazioni Memoria Viva Canelli e Mnemosyne di Brescia, con la partecipazione della Biblioteca G. Monticone e del Club per l’Unesco di Canelli.
La mostra, curata da Paolo Linetti, esperto di arte giapponese, prende il titolo dalla presenza, nella collezione, di ritratti di antichi poeti giapponesi. “Poeta di Poeti” diventa così molto più di un’esposizione di dipinti: è un invito a scoprire come la poesia possa vivere anche attraverso le immagini, i segni, la luce e il silenzio. Nelle opere si incontrano tradizioni artistiche differenti, ma unite dalla medesima ricerca dell’essenziale, dalla capacità di evocare emozioni e dalla tensione verso ciò che supera i confini delle parole.
Il legame tra Ungaretti e queste opere racconta anche una storia di fascinazione e riconoscimento. Il poeta, che aveva maturato un profondo interesse per la cultura giapponese, affidò i dipinti a Bruna Bianco nel 1968, riconoscendo in lei una sensibilità capace di comprenderne e custodirne la profondità. Quel dono, oggi, si trasforma in un gesto di apertura: ciò che apparteneva a una storia intima diventa occasione di incontro tra popoli, generazioni e visioni del mondo.
Nella cornice di San Rocco, luogo storico di Canelli, la bellezza dell’arte giapponese dialoga con la memoria del territorio e con la vocazione internazionale della cultura. La presenza delle autorità italiane e giapponesi sottolinea il valore di un’iniziativa che supera la dimensione espositiva per farsi esperienza di conoscenza reciproca, amicizia e condivisione.
«La bellezza non conosce confini: attraversa il tempo, unisce culture diverse e trova nella poesia una lingua capace di parlare a tutti». È questo lo spirito che accompagna “Poeta di Poeti”, una mostra che celebra non soltanto il valore artistico di una preziosa collezione, ma anche la forza dei legami umani e della cultura come strumento di dialogo e di pace.
Con questa inaugurazione, Canelli si conferma luogo di memoria e di cultura viva, capace di accogliere una storia straordinaria e di trasformarla in un ponte tra Italia e Giappone, nel segno di Ungaretti, di Bruna Bianco e di quella bellezza che, quando viene condivisa, appartiene a tutti.





