Scuola - 19 ottobre 2026, 15:18

Moncalvo, buoni mensa più cari del 30%: la minoranza presenta una mozione al sindaco Musumeci

I consiglieri di Moncalvo Viva contestano l’aumento da 5 a 6,50 euro a pasto e chiedono chiarimenti sulla Commissione mensa e interventi per ridurre le tariffe

Moncalvo la mensa

Moncalvo la mensa

La mensa scolastica diventa terreno di confronto politico a Moncalvo, dove l’aumento del costo del buono pasto da 5 a 6,50 euro ha sollevato le proteste di diverse famiglie.

 Sulla questione interviene il gruppo consiliare di minoranza Moncalvo Viva, che ha presentato una mozione indirizzata al sindaco Diego Musumeci, chiedendo all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sulle modalità con cui è stato introdotto l’incremento e di individuare soluzioni concrete per contenere la spesa.

Al centro della contestazione c’è la comunicazione del 16 settembre 2026, protocollo numero 3853, relativa alle nuove tariffe per l’anno scolastico 2026/2027 dell’Istituto comprensivo di Moncalvo. Il passaggio da 5 a 6,50 euro corrisponde a un aumento del 30%, che secondo i consiglieri di minoranza avrebbe colto impreparate numerose famiglie.

L’aumento dopo le adesioni al servizio

Nella mozione, datata 13 ottobre, i consiglieri Andrea Monti, Simona Stabile e Andrea Giroldo riferiscono di aver ricevuto, nelle ultime settimane, diverse segnalazioni da parte di genitori preoccupati per il rincaro.

Secondo quanto riportato nel documento, l’anno scolastico è iniziato il 9 settembre e, già nelle riunioni precedenti all’avvio delle lezioni, alle famiglie era stato chiesto di comunicare la propria adesione o la non adesione al servizio mensa.

Il problema sollevato dalla minoranza riguarda proprio la tempistica dell’informazione: al momento della scelta, sostengono i consiglieri, "i genitori non sarebbero stati messi a conoscenza dell’aumento del costo del pasto".

Una circostanza che, secondo Moncalvo Viva, avrebbe impedito alle famiglie di valutare preventivamente l’effettiva incidenza della spesa sul bilancio domestico, creando difficoltà soprattutto per chi deve organizzare i costi scolastici di più figli.

I dubbi sulla Commissione mensa

La mozione non si limita a chiedere una revisione delle tariffe, ma punta anche a fare luce sul ruolo svolto dagli organismi coinvolti nella gestione del servizio.

Il gruppo consiliare chiede infatti che "vengano forniti al Consiglio comunale chiarimenti sul rispetto delle tempistiche di nomina e convocazione della Commissione mensa scolastica nel corso del 2026, facendo riferimento al Regolamento per il funzionamento della Commissione mensa scolastica dell’Unione Terre del Tartufo".

I consiglieri chiedono inoltre di conoscere il lavoro svolto dalla Commissione e dall’Amministrazione comunale di Moncalvo, alla quale, secondo il regolamento richiamato nella mozione, spetta il compito di fornire alla Commissione le informazioni e la documentazione necessarie.

"Servono soluzioni concrete a tutela delle famiglie"

Il punto centrale della richiesta politica è l’intervento sulle tariffe. Moncalvo Viva propone di impegnare il sindaco e la Giunta ad agire tempestivamente per ridurre il costo del servizio mensa e valutare soluzioni alternative, tenendo conto delle proposte avanzate dalle famiglie.

Particolare attenzione viene sollecitata per i nuclei familiari più numerosi e per quelli che si trovano in condizioni di disagio economico o fragilità.

Nel commentare l’iniziativa, i consiglieri di minoranza non risparmiano critiche all’Amministrazione: "Riteniamo molto grave che questo aumento dei prezzi dei buoni mensa non sia stato prevenuto da Comune e Unione. Il costo della vita è già alle stelle per conto suo e le famiglie sono in difficoltà: ci aspettiamo che il sindaco e la sua Amministrazione adottino soluzioni concrete ed efficaci".

La protesta corre anche sui social

La contestazione è stata rilanciata anche attraverso un post pubblicato su Facebook dal gruppo Moncalvo Viva, con un messaggio provocatorio: "Quando la mensa è davvero... salata!".

Nel testo si parla di una brutta sorpresa per gli studenti e le loro famiglie, sottolineando ancora una volta il rincaro del 30% e la mancata comunicazione preventiva del nuovo costo prima della raccolta delle adesioni al servizio.

Il gruppo ribadisce quindi la richiesta di un intervento rapido da parte del sindaco e della Giunta, affinché si arrivi a una riduzione delle tariffe.

Redazione


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