Attualità - 20 ottobre 2026, 09:33

Asti, il Consiglio comunale torna a Palazzo Civico: “Siamo ritornati nella nostra casa”

Dal patrimonio arboreo ai Pfas, dal CPIA alle torri storiche ancora da illuminare: sullo sfondo le possibili dimissioni di Stefania Morra. Via libera unanime ad un odg su Tecnocall e Mediacom

Le immagini del ritorno del Consiglio comunale a palazzo civico (Merphefoto)

Le immagini del ritorno del Consiglio comunale a palazzo civico (Merphefoto)

“Che bello essere qui. Siamo ritornati nella nostra casa originale”. È stato l’assessore Stefania Morra a salutare così il ritorno del Consiglio comunale di Asti a Palazzo Civico, nella sede storica di piazza San Secondo, dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione. Una seduta attesa, caratterizzata dal ritorno nell’aula consiliare e da un’agenda fitta di interpellanze, confronti politici e provvedimenti di bilancio. Tra i temi più discussi il verde pubblico, la qualità dell’acqua, la riqualificazione delle torri, le condizioni degli edifici comunali e il futuro di oltre cento lavoratori del territorio.

Undicimila alberi, nuovi controlli sul verde

Il primo capitolo ha riguardato la salute del patrimonio arboreo cittadino, che, secondo il censimento aggiornato al 2025, conta circa 11 mila alberi di medio e alto fusto. Morra ha illustrato le verifiche effettuate dagli agronomi, con controlli visivi e approfondimenti strumentali in presenza di anomalie. Gli esemplari vengono suddivisi in quattro classi di pericolosità e, a seconda dei casi, possono essere sottoposti a interventi di messa in sicurezza, consolidamento delle chiome o abbattimento.

È inoltre in corso una valutazione attraverso il protocollo ART, per approfondire il rischio legato alle alberature. “Il rischio di danni in presenza di alberi non può mai essere portato a zero”, ha precisato l’assessore, spiegando che il nuovo strumento permetterà di gestire il patrimonio verde in maniera più mirata.

L’interpellanza era nata anche alla luce delle cadute provocate dal maltempo. La consigliera Ferlisi ha ricordato che la preoccupazione riguarda sia l’incolumità delle persone sia la conservazione del verde: “Non per fare polemica, sinceramente, ma semplicemente per proteggere i cittadini e, nello stesso tempo, preservare il nostro patrimonio arboreo”.

Al centro del confronto anche il Bosco dei Partigiani, dove il camminamento tra piazza Lugano e piazza Vittorio Veneto è stato riaperto dopo gli interventi eseguiti ad agosto dal personale forestale regionale. Resta chiuso il tratto in salita verso le mura. Malandrone ha riconosciuto la necessità dei lavori, ma ha contestato i tempi: “Stiamo parlando di un intervento sulle robinie che dura complessivamente circa 9-10 mesi”. Per il consigliere, la riapertura di una parte del percorso non cancella il disagio provocato da una chiusura così prolungata.

Sempre sul verde, la vicesindaco ha spiegato che il grande pioppo bianco della rotonda di corso XXV Aprile è stato abbattuto perché ormai secco. L’assessore Loretta Bologna ha proposto di coinvolgere nuovamente le scuole Rio Crosio e Brofferio, che avevano voluto una targa in ricordo dell’albero per il suo valore simbolico e inclusivo, valutando la possibilità di piantarne uno nuovo, più adatto alla posizione. Miroglio ha chiesto che la sostituzione sia anche una forma di “compensazione di tipo emotivo-affettivo”, oltre che ambientale.

Pfas, Giacomini assicura: “I controlli hanno dato esito negativo”

La qualità dell’acqua potabile è stata un altro passaggio centrale della serata. L’assessore Giacomini ha riferito che i controlli effettuati da ASP a gennaio e giugno 2026 sulle fonti di approvvigionamento idropotabile hanno dato esito negativo per la presenza di Pfas. Le analisi vengono svolte da laboratori accreditati sui campioni prelevati al campo pozzi di Cantarana e sulle forniture interconnesse con altri gestori.

I dati sono condivisi con l’Asl, mentre l’amministrazione attende da Arpa il quadro dei risultati dei monitoraggi sulle acque superficiali e sotterranee dal 2021 a oggi. “Appena sarà nostro possesso, ben volentieri lo metteremo a disposizione sul sito del Comune di Asti”, ha assicurato Giacomini.

Malandrone ha però contestato le precedenti dichiarazioni pubbliche dell’assessore, in particolare il riferimento alla possibilità per i privati di far analizzare l’acqua. “Lei dovrebbe avere i dati dell’Asl, dovrebbe avere i dati di ASP”, ha osservato il consigliere, chiedendo che le istituzioni forniscano direttamente informazioni chiare sulla qualità dell’acqua potabile. E ha aggiunto: “Adesso ci conferma che li ha, siamo più tranquilli e più sereni”.

“Mi illumino le torri”, lavori conclusi ma manca l’accensione

L’interpellanza sul progetto “Mi illumino le torri” ha riportato l’attenzione sulla valorizzazione del patrimonio storico cittadino. Morra ha ricostruito l’evoluzione dei finanziamenti e delle spese, spiegando che gli interventi si sono conclusi a luglio e che sono in corso le operazioni di collaudo.

La consigliera Briccarello ha però posto una domanda semplice: quando saranno finalmente illuminate le torri? “Vediamo i fari collocati a parete, vediamo le telecamere, vediamo gli apporti tecnici per l’illuminazione realizzati e collocati sugli edifici, ma di fatto noi non vediamo le torri illuminate”, ha osservato. “Affinché il progetto abbia un senso, le torri devono essere illuminate”.

La risposta dell’assessore è stata rassicurante sui tempi: “Siamo in dirittura d’arrivo”. Gli impianti devono essere collegati all’illuminazione pubblica e devono concludersi le verifiche finali, con qualche ritardo legato anche alla videosorveglianza.

CPIA, la scuola cresce ma l’edificio accanto è in degrado

Sul tavolo anche le criticità degli spazi del CPIA, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che conta circa 2.400 studenti. L’assessore Bologna ha difeso il valore della scuola e il lavoro degli insegnanti: “L’integrazione non è solo una parola scritta su un foglio, ma viene fatta tutti i giorni dagli insegnanti che ci sono all’interno”.

L’amministrazione, ha spiegato, ha accolto favorevolmente la richiesta di concedere nuovi spazi e continuerà a cercare finanziamenti per recuperare l’ala dell’edificio che oggi manca alla scuola. Un precedente tentativo attraverso il bando Pinqua non aveva dato risultati.

La consigliera Briccarello ha riconosciuto l’importanza del CPIA, ma ha insistito sullo stato dello stabile adiacente: “Abbiamo una scuola che ha un numero altissimo di iscritti, una questione positiva da un punto di vista sociale e di integrazione, di fianco a un edificio abbandonato, degradato, fatiscente”. Per la minoranza, il recupero dell’immobile potrebbe consentire di ampliare le aule e, contemporaneamente, rispondere al problema dei vuoti urbani e del degrado in una zona delicata della città.

Le possibili dimissioni di Morra agitano il Consiglio

Sul fondo del dibattito è rimasta anche la questione delle possibili dimissioni dell’assessore e vicesindacp Stefania Morra, evocata apertamente da alcuni esponenti della minoranza. La consigliera Briccarello ha fatto riferimento a una figura che, secondo quanto circolato, sarebbe prossima a lasciare l’incarico, sottolineando il peso che un’eventuale uscita avrebbe per l’amministrazione comunale.

“Secondo me questo Consiglio comunale per questi sei mesi non dovrebbe permettersi di perdere una delle figure cruciali di questa amministrazione”, ha dichiarato Briccarello, riconoscendo il lavoro svolto dall’assessore anche nelle risposte a interpellanze che non erano direttamente di sua competenza. La consigliera ha inoltre criticato la mancanza di un chiarimento pubblico sulla situazione, rivolgendosi direttamente al sindaco Rasero.

Anche il consigliere Bosia, intervenendo durante la discussione sul bilancio, ha parlato di “un assessore di fatto prossimo di dimissioni”, contestando l’assenza di una spiegazione in aula. “Proprio perché non c’è niente da nascondere, le cose basta spiegarle. Basta coinvolgere, basta condividere”, ha affermato, chiedendo maggiore trasparenza su una vicenda che, a suo giudizio, avrebbe meritato un confronto pubblico anziché essere lasciata alle indiscrezioni.

Malandrone ha criticato l’assenza di Rasero al momento della discussione dell’interrogazione sulle possibili dimissioni dell’assessora Morra, che potrebbe lasciare l’incarico per assumere un ruolo dirigenziale in Provincia, accusando il sindaco di aver evitato il confronto per poi rientrare in aula. Il consigliere ha chiesto chiarezza sulle ragioni dell’uscita e sulla continuità dei progetti dei lavori pubblici. Nel mirino anche l’incertezza sugli assetti della Giunta, in una fase definita politicamente delicata per l’amministrazione cittadina.

Nel corso della seduta, tuttavia, non è arrivata una conferma ufficiale sulle eventuali dimissioni di Morra. Il tema è rimasto sullo sfondo del confronto politico, insieme alle richieste di maggiore chiarezza sui prossimi assetti dell’amministrazione e su chi sarà chiamato a guidare il confronto sul prossimo bilancio comunale.

Tecnocall e Mediacom, il Consiglio fa fronte comune

Uno dei momenti politicamente più significativi è arrivato con l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno per salvaguardare oltre cento posti di lavoro in Tecnocall e Mediacom. Il documento, presentato dal consigliere Malandrone e condiviso da maggioranza e opposizione, chiede a Iren, committente dell’appalto, di assumere un ruolo attivo per garantire la continuità occupazionale.

La preoccupazione è legata anche alla scadenza, avvenuta l’11 ottobre, del contratto di solidarietà. Secondo quanto riferito in aula, ai tre incontri promossi dal Comune il committente non si sarebbe presentato. L’ordine del giorno sollecita quindi un confronto con Iren, l’individuazione di strumenti utili a tutelare i lavoratori anche in vista dei nuovi bandi previsti per giugno 2027 e un aggiornamento al Consiglio comunale.

“Questi lavoratori sono astigiani”, ha sottolineato Malandrone, invitando l’aula a sostenere una posizione comune. “Questi cento posti di lavoro sono cento posti di lavoro che si rischiano di perdere sul territorio”. Un appello accolto da tutti i presenti, al di là delle divisioni politiche.

Rasero: “Un ordine del giorno condiviso da tutti”

Sul caso Tecnocall e Mediacom è intervenuto anche il sindaco Maurizio Rasero, che ha ricostruito il percorso attraverso cui maggioranza e opposizione sono arrivate a presentare un documento unitario. Rasero ha ricordato la riunione in Provincia alla quale aveva partecipato anche l’assessore Loretta Bologna, alla presenza dei lavoratori preoccupati per il proprio futuro occupazionale. In quell’occasione, il sindaco ha sostenuto la necessità di superare le divisioni politiche per arrivare a una posizione comune.

“Essendo questo un tema largamente condiviso da tutti, su cui ci sarebbe potuta essere un’unanimità”, ha spiegato, aveva proposto al consigliere Malandrone di condividere preventivamente il testo con la maggioranza, così da arrivare a un documento unico. Un percorso che ha consentito di presentare l’ordine del giorno con il sostegno trasversale del Consiglio.

Bilancio, scontro su Palazzo Ottolenghi e Cascina Volta

La seduta è proseguita con la quarta variazione al bilancio di previsione 2026-2028, approvata con 20 voti favorevoli e 11 contrari. La manovra contempla circa 1,16 milioni di euro di maggiori spese, per manutenzioni, verde pubblico, illuminazione e adeguamenti contrattuali del personale. L’equilibrio viene raggiunto attraverso nuove entrate, minori spese e l’utilizzo di circa 579 mila euro di avanzo disponibile.

Non sono mancate le critiche sulla situazione di Palazzo Ottolenghi, dove la presenza dei piccioni è diventata motivo di preoccupazione per il degrado e le condizioni igieniche. Morra ha precisato che gli interventi finanziati riguardano sistemi di dissuasione e protezione, non soltanto la pulizia. Briccarello ha replicato che “è inutile mettere i dissuasori a un edificio storico se prima non vengono chiusi i buchi di entrata”, chiedendo un sopralluogo per verificare direttamente le condizioni dei cortili interni e dei balconi.

La consigliera ha inoltre chiesto una verifica sulle tariffe richieste dall’Archivio storico comunale per le fotografie dei documenti effettuate con il telefono, sostenendo che il costo di 50 centesimi per immagine meriti un approfondimento alla luce della normativa sui beni culturali.

Infine, il confronto è tornato sulla vicenda di Cascina Volta, con la minoranza che ha chiesto chiarimenti sulle somme iscritte a bilancio e sul parere legale relativo alle richieste economiche rivolte alle famiglie. Il Consiglio ha poi approvato il riconoscimento di un debito fuori bilancio da 108.565 euro per gli interventi urgenti al cimitero, necessari dopo i danni provocati dal maltempo del 10 settembre.

Alessandro Franco


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