Circa 200 visitatori hanno partecipato sabato 17 ottobre alla giornata di apertura straordinaria della sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, organizzata nell’ambito di “è cultura!”, il festival diffuso promosso a livello nazionale da Abi e Acri, in programma dal 16 al 24 ottobre. Un risultato che conferma l’interesse del pubblico per le iniziative capaci di avvicinare la comunità al patrimonio artistico del territorio attraverso formule originali e coinvolgenti.
Al centro della giornata, “Ritratto d’artista con angelo”, una visita teatralizzata dedicata a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, e alla figlia Orsola Maddalena Caccia. L’iniziativa, curata dalla Società cooperativa – impresa sociale Casa degli Alfieri in collaborazione con l’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano, ha proposto un percorso tra arte, teatro e storia, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle vicende personali e artistiche dei due pittori.
Tre visite tra arte e storia
La giornata si è articolata in tre appuntamenti: una visita mattutina riservata alle autorità e due rappresentazioni pomeridiane, alle 15.30 e alle 17.30, aperte al pubblico su prenotazione. Alle visite programmate hanno preso parte circa 140 persone, alle quali si sono aggiunti altri 60 visitatori che, tra una rappresentazione e l’altra, hanno potuto accedere alla sede della Fondazione e ammirarne le opere.
Il percorso teatrale, ambientato nel 1619, ha permesso di avvicinarsi alla produzione artistica del Moncalvo e di sua figlia, attraverso un racconto che ha intrecciato le opere conservate nella collezione con le storie dei loro autori.
Tra i dipinti protagonisti dell’iniziativa figurano “La Vergine col Bambino e San Giorgio” di Guglielmo Caccia e “Le Sibille” di Orsola Maddalena Caccia. Capolavori che rappresentano una parte significativa del patrimonio artistico custodito dalla Fondazione e che, grazie all’apertura straordinaria, sono stati resi accessibili a un pubblico più ampio.
Per gli astigiani, l’appuntamento ha rappresentato un’occasione per conoscere più da vicino opere importanti per la storia culturale locale, frutto di acquisizioni portate avanti dalla Fondazione con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico del territorio dal rischio di dispersione.
Una tradizione iniziata vent’anni fa
La partecipazione a “è cultura!” si inserisce in un percorso ormai consolidato. La prima adesione della Fondazione risale infatti al 2006, quando l’iniziativa promossa dall’Associazione bancaria italiana si chiamava “Palazzi Aperti”. Negli anni successivi, l’istituzione astigiana ha partecipato a circa dieci edizioni, proseguendo fino al 2019.
Dal 2023 la manifestazione si è rinnovata, assumendo la forma dell’attuale festival nazionale “è cultura!”, promosso da Abi e Acri e organizzato da ABIServizi con la collaborazione di FEduF.
Con l’edizione del 2026, la Fondazione Cr Asti prosegue dunque un’esperienza avviata vent’anni fa, scegliendo di puntare su una modalità di visita che va oltre la semplice osservazione delle opere. La teatralizzazione diventa uno strumento per rendere l’arte più accessibile, coinvolgendo i visitatori in un racconto capace di unire il valore dei dipinti alle vicende storiche e umane dei loro protagonisti.





