L'emergenza legata al caro carburanti torna a dominare il dibattito pubblico e le prime pagine della stampa nazionale. La mobilitazione e le proteste del settore dell'autotrasporto stanno provocando ripercussioni concrete lungo tutta la catena distributiva, traducendosi nell'esaurimento delle scorte alimentari e di beni di prima necessità in numerosi supermercati del Mezzogiorno. Una criticità che non risparmia il Nord: anche ad Asti, dove al momento non si registrano comunque situazioni di emergenza, in alcuni punti vendita la clientela si è trovata di fronte ai primi cartelli che segnalano possibili disservizi o carenze nell'approvvigionamento dei prodotti sugli scaffali.
In questo quadro di forte tensione logistica ed economica, arriva la presa di posizione del principale gruppo energetico italiano. L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha infatti confermato l'intenzione di prorogare la misura di contenimento dei listini alla pompa: "Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno", ha spiegato il manager, ribadendo l'impegno già assunto dalla società.
L'iniziativa non introduce un vincolo generale per l'intera rete nazionale, ma si applica in modo mirato ai distributori a marchio Enilive. Al momento, i parametri di riferimento fissati dalla compagnia prevedono una soglia massima pari a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,25 euro al litro per il gasolio.
La continuità dell'intervento, tuttavia, include un elemento di flessibilità gestionale. Il vertice dell'azienda ha specificato che la garanzia copre la salvaguardia dello strumento del calmiere in sé, ma non l'immutabilità assoluta di queste specifiche cifre fino al 31 dicembre. Eni seguirà da vicino l'evoluzione delle quotazioni internazionali e l'effettiva disponibilità delle forniture energetiche, riservandosi l'eventuale adeguamento periodico dei massimali.
La politica di tutela dei consumatori ha già prodotto effetti rilevanti sia dal punto di vista operativo sia sui conti aziendali. Descalzi ha quantificato in circa 700 milioni di euro l'onere economico sostenuto dal gruppo tra marzo e la chiusura dell'anno per finanziare gli sconti e i tetti tariffari. L'adesione degli automobilisti è stata massiccia, tanto da generare picchi di domanda eccezionali: oltre 900 stazioni di servizio hanno esaurito il carburante prima del tempo, rendendo necessari rifornimenti straordinari anche due volte nell'arco della stessa giornata.





