Riaffidare la parola agli elettori per restituire piena autorevolezza a un ente chiave del territorio. È questa la direttrice emersa con vigore dalla 39ª assemblea nazionale delle Province italiane andata in scena a Imperia, un appuntamento che ha chiamato a raccolta amministratori da tutta la penisola per discutere del futuro istituzionale e operativo dell'ente intermedio. A rappresentare il territorio piemontese c’era anche la delegazione della Provincia di Asti, guidata dal presidente Simone Nosenzo affiancato dai consiglieri Andrea Gamba e Davide Massaglia.

Il fulcro del dibattito, sviluppatosi nell'arco di una due giorni particolarmente intensa, ha riguardato il ripristino dell'elezione diretta degli organi provinciali. L'attuale meccanismo di secondo livello ha mostrato nel tempo forti limiti di rappresentatività, allontanando le comunità dalla gestione di partite amministrative cruciali. La necessità di superare questa fase transitoria è stata scandita anche dalle conclusioni del presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Enzo Lattuca, che ha posto l'accento sulla trasparenza, sul senso di responsabilità di chi governa e sul diritto della cittadinanza a scegliere i propri rappresentanti.
A sostegno di questa richiesta non vi è soltanto la volontà della classe dirigente locale, ma un chiaro indirizzo dell'opinione pubblica. Lo confermano i dati rilevati dall'Istituto Piepoli per conto dell'UPI: il 56% degli italiani considera la Provincia un'istituzione utile e ben tre cittadini su quattro bocciano senza appello l'attuale meccanismo elettorale indiretto, auspicando il ritorno immediato alle urne. Una convinzione che si fa plebiscito tra i primi cittadini dei territori, dove il favore per l'elezione diretta valica la soglia del 90%.
Accanto al tema democratico si colloca il nodo cruciale dell'operatività quotidiana e della sostenibilità economica. Come evidenziato dal presidente Nosenzo a margine dei lavori, per rispondere alle attese delle comunità servono strumenti normativi aggiornati e coperture finanziarie adeguate alle responsabilità in campo. Al primo posto figurano gli investimenti per l'edilizia scolastica delle scuole superiori e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture viarie, da sempre spina dorsale della mobilità extraurbana tra ponti, gallerie e chilometri di asfalto da mettere in sicurezza.
Una missione che impone tuttavia la salvaguardia di bilanci solidi e bilanciati, oltre alla facoltà di assumere le figure professionali indispensabili per progettare e gestire gli appalti sul territorio. In questa prospettiva, l'auspicio condiviso dalle Province riunite in Liguria resta quello di dare piena attuazione al dettato costituzionale, qualificando l'ente come presidio intermedio realmente efficiente, autorevole e vicino alle reali esigenze dei comuni e dei cittadini.





