Attualità - 23 ottobre 2026, 14:16

Spari a ridosso delle case: a Cortazzone scatta la protesta dei residenti

Mercoledì, nonostante stesse transitando una passante, un cinghiarle è stato abbattuto nei pressi di una strada. Pronta una petizione

Immagini inviate dal lettore autore della segnalazione

Immagini inviate dal lettore autore della segnalazione

Una situazione divenuta insostenibile, segnata da timori quotidiani e continue violazioni delle regole di sicurezza durante le battute venatorie. È il quadro allarmante che emerge dalla testimonianza raccolta dalla nostra redazione da parte di un lettore residente di Cortazzone - che ha chiesto di rimanere anonimo per tutelare sé stesso e la sua famiglia, poiché avrebbe ricevuto minacce dai cacciatori proprio a seguito dell'episodio documentato in questo articolo - fattosi portavoce dell'esasperazione e delle preoccupazioni condivise da numerose famiglie della zona.

L'ultimo episodio, culmine di criticità che si trascinano da diversi anni, si è verificato nel primo pomeriggio di mercoledì, intorno alle 14.30. Gli spari dei fucili sono risuonati a ridosso delle abitazioni e dei fondi agricoli privati, portando all'abbattimento di un cinghiale direttamente in mezzo ad una strada pubblica. I colpi sarebbero stati esplosi da un versante all'altro della carreggiata, a brevissima distanza da una donna che stava transitando a piedi e che si è ritrovata improvvisamente sotto il tiro delle armi, rimanendo profondamente scossa.

Le disposizioni di legge stabiliscono parametri rigorosi per l'attività venatoria: è obbligatorio mantenere una distanza superiore a 150 metri se il tiro è indirizzato verso case o strade, mentre in direzione opposta il limite minimo è di 100 metri dagli edifici e di 50 dalle vie di transito carrabili. Distanze che, in una vallata stretta e costellata da caseggiati e aziende agricole, verrebbero ignorate con regolarità. A questo proposito, per approfondire nel dettaglio il quadro normativo in vigore, a questo link è possibile leggere le norme che regolamentano le distanze: https://www.cacciailcacciatore.org/info/regole.html

"Sembra di vivere in uno stato di guerra costante, stressante per noi, per i nostri figli e per i nostri animali", riferisce il segnalatore facendosi interprete del malessere collettivo. La tensione nella comunità è alimentata anche da precedenti allarmanti, come quello che ha visto protagonista un'altra donna residente nell'area che, mentre passeggiava con il cane, ha visto accostare un'auto con a bordo cacciatori pronti a sparare sulla strada a pochi metri da lei, ricevendo persino pesanti insulti (putt*na, fatti i ca*zi tuoi) dopo aver fatto notare l'enorme pericolo.

Mercoledì, subito dopo l'abbattimento dell'animale, sono intervenuti sul posto i militari della stazione carabinieri di Montafia e il primo cittadino Federico Tolio, accorso per verificare di persona i fatti. Ad accrescere la preoccupazione si è aggiunta la permanenza della carcassa dell'ungulato a bordo carreggiata per circa due ore e mezza, circostanza che ha sollevato timori di natura igienico-sanitaria legati al contenimento della peste suina africana.

Il lettore che ci ha fatto la segnalazione ci ha tenuto a precisare di non essere ostile all'attività venatoria in sé, ma di pretendere il rigoroso rispetto delle leggi e della pubblica incolumità. Di fronte a doppiette che sparano a ridosso dei centri abitati, i cittadini hanno deciso di agire: oltre a un formale esposto ai carabinieri, è pronta una raccolta firme indirizzata all'amministrazione comunale per chiedere l'istituzione di zone cuscinetto a tutela della sicurezza dei residenti.

NOTA SULLE IMMAGINI: la carcassa del cinghiale, perfettamente visibile nelle immagini inviate, è stata opacizzata per non turbare la sensibilità dei lettori

Redazione

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