Prosegue ad Asti la giornata dedicata al 223° anniversario della morte di Vittorio Alfieri, avviata il 10 ottobre nella chiesa di San Martino, uno dei luoghi alfieriani più suggestivi della città. Il prossimo appuntamento è in programma domenica 25 ottobre alle 18, sempre nella chiesa di San Martino, con il secondo incontro organizzato dalla Fondazione Centro di Studi Alfieriani e ospitato dal Gruppo Culturale San Martino ODV.
Al centro dell’iniziativa lo spettacolo “Che ho a che fare io con gli schiavi?”, titolo che riprende una citazione alfieriana. La rappresentazione, con testi di Carla Forno, vedrà protagonisti Diego Coscia e Valentina Veratrini, accompagnati dalla musica di Felice Reggio alla tromba.
Il legame tra Gobetti e Alfieri
Lo spettacolo darà voce a Piero Gobetti e alla moglie Ada, ripercorrendo il loro profondo legame affettivo e sentimentale. Attraverso la loro storia, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta del giovane intellettuale torinese, sullo sfondo delle tragiche vicende degli anni Venti del Novecento.
La rappresentazione intende mettere in luce la testimonianza di impegno e passione morale e politica di Gobetti, alimentata anche dalla riflessione sul pensiero di Vittorio Alfieri.

Come spiega Carla Forno, lo spettacolo fa seguito al convegno organizzato lo scorso aprile dal Comune di Ferrere insieme alla Fondazione Centro di Studi Alfieriani e al Centro Studi Piero Gobetti, in occasione del centesimo anniversario della morte di Gobetti, indicato nel comunicato con le date 1901-1926.
L’iniziativa vuole proporre, proprio in occasione dell’anniversario della morte di Alfieri, una riflessione sulla fortuna postuma delle sue opere e del suo pensiero politico, ancora capace di interrogare le coscienze sulla condanna della violenza del potere e sulla difesa della libertà.
L’ingresso è aperto a tutti, con offerta libera destinata al restauro dell’organo ottocentesco della chiesa di San Martino.





