La tutela della salute nei luoghi di lavoro evolve e guarda sempre più alla dimensione psicologica e relazionale dell'individuo. Non si tratta più soltanto di ridurre gli incidenti fisici, ma di costruire contesti professionali capaci di prevenire il disagio e promuovere il benessere organizzativo. Su queste premesse si è sviluppato il convegno ospitato nella sede dell'Unione Industriale della Provincia di Asti, organizzato in stretta sinergia con il Servizio Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (S.Pre.S.A.L.) dell'Asl locale. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle manifestazioni per la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro e della rassegna territoriale Asti Si cura 2026.
A tracciare la rotta dell'incontro è stato il presidente dei vertici industriali astigiani, Luigi Costa, che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di superare la logica del mero obbligo burocratico. Secondo Costa, l'impegno delle imprese deve tradursi in azioni tangibili: "La sicurezza sul lavoro è una responsabilità fondamentale per ogni impresa. Accanto alla prevenzione degli infortuni, è importante affrontare anche i rischi psicosociali e lo stress che incidono sul benessere delle persone e sull'organizzazione", ha ricordato nel corso del suo discorso introduttivo.
Il tema dell'individuazione precoce delle criticità è stato sviscerato da Roberto Zanelli, direttore dello S.Pre.S.A.L. di Asti, attraverso le linee guida del Piano regionale di prevenzione. L'analisi di elementi quotidiani come la distribuzione dei carichi lavorativi, la gestione dei turni e il clima relazionale interno costituisce un'opportunità strategica: valutare lo stress non serve unicamente a conformarsi alla legge, bensì a migliorare i processi aziendali, motivare i dipendenti e trattenere i talenti.
Un percorso di miglioramento che non può prescindere dall'apprendimento e dalla preparazione del personale. Per questa ragione, il tecnico della prevenzione dello S.Pre.S.A.L., Mauro Bonifaci, ha illustrato i parametri dell'Accordo Stato-Regioni, concentrandosi sui requisiti minimi e sui contenuti obbligatori dei percorsi formativi. Affinché la didattica sia davvero efficace, è indispensabile che risponda alle peculiarità del singolo settore operativo e sia supportata da un aggiornamento continuo, con il coinvolgimento attivo di tutte le figure della filiera aziendale.
La mattinata si è conclusa con una sessione di domande e confronto diretto tra i partecipanti, confermando come il dialogo tra tessuto produttivo e organi di vigilanza rappresenti la via principale per rendere i luoghi di lavoro più sicuri, moderni e competitivi.






