L’agricoltura e il settore vitivinicolo piemontese sono nel pieno di una “tempesta perfetta”, e le istituzioni devono intervenire con urgenza, abbandonando la politica delle "briciole". È questo il duro monito lanciato dal consigliere regionale del Partito Democratico, Fabio Isnardi, a margine del presidio organizzato oggi da Coldiretti davanti alla sede del Consiglio regionale del Piemonte, culmine di una giornata di mobilitazione proseguita poi con un incontro tra una nutrita rappresentanza di consiglieri e le associazioni di categoria.
I costi insostenibili e il rischio per i giovani
Secondo Isnardi, il comparto ha un disperato bisogno di risposte strutturali da parte dell'ente regionale. “L’aumento vertiginoso dei costi dei carburanti e dei fertilizzanti, unito alle pesanti incertezze derivanti dall’attuale instabilità geopolitica, stanno prolungando una crisi le cui conseguenze economiche si abbatteranno sull’intero Piemonte”, ha spiegato il consigliere dem.
A tremare è la stessa sopravvivenza economica delle aziende agricole. Isnardi sottolinea come i costi di produzione per un singolo ettaro di vigneto siano cresciuti a dismisura, diventando del tutto insostenibili in diverse zone della regione. Un quadro allarmante che rischia di avere un impatto sociale ed ecologico devastante: le crescenti difficoltà nelle vendite, complice anche il cambiamento nelle abitudini dei consumatori, stanno riempiendo le cantine di giacenze. “In queste condizioni di asfissia economica – avverte Isnardi – molti giovani che vorrebbero avvicinarsi all’agricoltura saranno costretti a scegliere altre strade. Il risultato? Il paesaggio vitivinicolo che tutto il mondo ci invidia perderà i suoi principali custodi”.
Il nodo del bando di stoccaggio: "Escluso il 90% delle aziende"
Un altro punto dolente toccato dal consigliere astigiano riguarda le misure di supporto tecnico introdotte finora, considerate gravemente inadeguate. In particolare, Isnardi si scaglia contro il recente bando per lo stoccaggio della produzione invenduta, destinata alla trasformazione. “Condivido le perplessità espresse da Coldiretti sull'inefficacia della misura – precisa – perché prevede un quantitativo minimo di vino in giacenza troppo alto, pari a 300 ettolitri. Un limite che taglia fuori di fatto il 90% delle aziende, soprattutto quelle piccole, il cui invenduto continua a giacere nelle cantine senza alcuna via d'uscita o sussidio”.
L'appello alla Regione: "Servono fatti, non a parole"
L’agricoltura non è solo una voce del bilancio, ma il cuore pulsante dell’economia e dell'identità dell'Astigiano e del Piemonte intero. "Se davvero consideriamo questo settore come fondamentale – conclude Isnardi – dobbiamo dimostrarlo nei fatti e non solo a parole. Occorrono stanziamenti maggiori per superare l'emergenza di oggi e una programmazione a lungo termine per il domani. Solo così potremo garantire un reddito dignitoso a chi lavora la terra e un futuro a chi si prende cura dei nostri bellissimi territori. Finora, dai governi nazionali e regionali, sono arrivate solo briciole, del tutto insufficienti per affrontare la gravità della situazione”.





