Il convegno per Asti si' Cura
Nell'ambito del progetto Asti Si'Cura si è tenuto, giovedì scorso al Tealtro Alfieri, il convegno 'Salute mentale, benessere organizzativo e rischi psicosociali, organizzato dalla Rete per la Sicurezza delle Scuole della Provincia, di cui l'Istituto "Vercelli-Penna" e l'Istituto "Monti" sono scuole capofila. La riflessione si è concentrata sul benessere psicosociale in ambiente lavorativo, con particolare attenzione al comparto scuola.
"Rispondendo alla tematica relativa al benessere e ai rischi psicosociali - ha detto il dirigente del Vercelli-Penna, Giorgio Marino, inaugurando i lavori - con questo convegno siamo usciti dall'ambiente scolastico per analizzare il fenomeno della sicurezza e della prevenzione anche in altri ambiti di impiego, allo scopo di porre un confronto tra i diversi contesti lavorativi".
Tra gli interventi di rilievo, due i più significativi: quello, in mattinata, di Marco De Vecchi, docente dell'Università degli Studi di Torino, presidente dell'Accademia dell'Agricoltura di Torino, (nonché ex studente dell'Istituto "G. Penna") e di Vittorio Lodolo D'Oria, medico e formatore, che si occupa delle malattie professionali degli insegnanti dal 1992, sviluppandone prevenzione, cura e incombenze medico-legali.
De Vecchi ha posto in relazione il concetto di benessere della società con il paesaggio in cui si vive e il patrimonio culturale, indicatori ideali per la qualità della vita del singolo individuo e della popolazione intera.
Lodolo d'Oria ha rimarcato l'alta usura psicofisica di cui la professione insegnante non ha ancora ottenuto pieno riconoscimento. Professionisti chiave per lo sviluppo della società, in larga maggioranza donne (83%), non hanno mai visto riconosciute ufficialmente le proprie malattie professionali. Studi condotti in Francia, Regno Unito, Germania e Giappone indicano che i docenti sono esposti a un forte carico psicofisico, con un'incidenza crescente di diagnosi psichiatriche nelle inidoneità al lavoro. Anche in Italia, cinque indagini condotte tra il 1979 e il 2009 mostrano risultati coincidenti.
A Moncalvo il pranzo scolastico si è mascherato per Halloween
La pausa pranzo nelle mense scolastiche di Moncalvo ha indossato l'abito delle grandi occasioni, tingendosi dei colori e dell'atmosfera tipici della festa più spaventosa dell'anno. La cucina gestita da Dussmann Service, tra le principali realtà nazionali della ristorazione collettiva, ha infatti ideato un'iniziativa speciale pensata per avvicinare i giovani ai sapori autunnali attraverso il gioco e la creatività culinaria.
Il primo turno del servizio ha preso il via oggi, martedì 27 ottobre, coinvolgendo gli alunni delle prime e seconde classi della scuola primaria. La proposta a tema ha visto come primo piatto la Pasta di Halloween, insaporita da una delicata crema di zucca. A seguire, i piccoli commensali hanno trovato nel piatto le cosiddette "Dita mozzate" – würstel di pollo e tacchino cotti al forno – affiancate da croccanti stick di patate ribattezzati "Ossa di zombie" con salsa ketchup ("Sangue di strega"). A chiudere la tavolata non poteva mancare la classica opzione "dolcetto o scherzetto?", interpretata per l'occasione da una crostatina al cacao.
Il calendario dei festeggiamenti gastronomici proseguirà giovedì 29 ottobre, data in cui il menu mostruoso verrà replicato per i bambini dell'infanzia, per le restanti classi terze, quarte e quinte della primaria e per gli studenti della secondaria di primo grado. L'obiettivo dell'iniziativa punta a impiegare ingredienti di stagione per stimolare la curiosità alimentare e favorire la convivialità tra i banchi.
"L'educazione a tavola passa anche dalla curiosità e dal piacere di condividere il momento del pasto, elementi utili a superare la diffidenza verso sapori nuovi. I menu a tema servono a far scoprire prodotti di stagione giocando con i compagni, affiancando il nostro impegno quotidiano su qualità e varietà", ha commentato Francesco Garrubba, direttore della filiale ristorazione scolastica di Dussmann Service.





