Con il taglio del nastro dei nuovi locali, la Casa della Comunità di Villafranca d'Asti amplia in modo significativo la propria offerta di servizi, consolidandosi come punto di riferimento essenziale per un bacino di 34.872 abitanti distribuiti su un territorio di 296 chilometri quadrati e comprendente 23 Comuni.
La struttura, già attiva dallo scorso 18 maggio e certificata il 25 maggio, si estende su una superficie totale di 625 metri quadri – di cui 230 aggiunti con i recenti lavori – ed è frutto di un investimento complessivo pari a 1.435.790 euro sostenuto dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'intervento risponde al quadro tracciato dal Decreto Ministeriale 77 per la riforma dell'assistenza territoriale, orientata a garantire continuità di cura, capillarità e forte integrazione multidisciplinare.
La cerimonia di inaugurazione ha visto una nutrita partecipazione istituzionale. Al fianco del direttore generale dell'ASL AT Giovanni Gorgoni e del direttore amministrativo Rosa Alessandra Brusco, sono intervenuti il sindaco di Villafranca d'Asti Anna Macchia, il presidente della Provincia di Asti Simone Nosenzo, i consiglieri regionali Debora Biglia e Sergio Ebarnabo, l'Onorevole Marcello Coppo, i primi cittadini dei territori limitrofi e i referenti dei servizi sanitari e sociali.
Sul piano operativo, il presidio garantisce una copertura medica 24 ore su 24 per sette giorni su sette, combinando l'attività del medico dedicato e della Continuità assistenziale (l'ex Guardia medica). A questa si affianca una presenza infermieristica costante per 12 ore al giorno per tutta la settimana. I nuovi moduli ospitano inoltre studi predisposti per accogliere cinque medici di medicina generale, favorendo un confronto diretto e immediato tra cure primarie e comparto specialistico.
Dagli ambulatori specialistici alla cura di prossimità
Il ventaglio prestazionale include visite di Cardiologia, Diabetologia, Urologia e Pneumologia, a cui si aggiungerà il ramo di Geriatria a partire dai primi mesi del 2027. A supporto della routine clinica sono operativi il centro prelievi, l'ambulatorio infermieristico per il trattamento delle ferite complesse (Wound Care), lo sportello amministrativo per prenotazioni CUP e scelta o revoca del medico, nonché lo sportello dedicato al contrasto del gioco d'azzardo patologico gestito con il SerD.
Centrale è il ruolo del Punto unico di accesso (PUA), in cui operano in sinergia un infermiere dedicato e un assistente sociale del COGESA per orientare l'utente e costruire risposte integrate. Figure cardine della presa in carico continuativa sono gli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), impegnati nell'Ambulatorio di Comunità, nel monitoraggio domiciliare delle malattie croniche e nell'addestramento pratico dei caregiver, oltre che nella promozione di stili di vita salutari. Completano il quadro i servizi di psicologia delle cure primarie e le attività di neuropsicomotricità e logopedia in età evolutiva. In prospettiva, l'Azienda sanitaria intende integrare l'équipe con un'ostetrica e un fisioterapista di comunità.

La sfida culturale della prevenzione
Accanto all'erogazione di visite ed esami, la struttura fa della prevenzione una priorità. L'attività comprende il programma regionale di screening oncologici gratuiti Prevenzione Serena e, a breve termine, una campagna vaccinale contro lo Pneumococco e l'Herpes Zoster curata insieme al SISP, rivolta ai nati tra il 1952 e il 1961 che saranno contattati direttamente dal personale infermieristico. Verranno inoltre introdotti un servizio di accoglienza e percorsi di counseling nutrizionale affidati al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione. Un'anteprima del dialogo con la cittadinanza si è avuta sabato 24 ottobre, con un incontro sulla cardioprotezione e manovre rianimatorie promosso con la Croce Rossa locale nell'ambito della Giornata mondiale per il cuore 2026 dell'Associazione Cuore e Rianimazione "Lorenzo Greco" ODV ETS.
La logica di fondo della Casa della Comunità segna un cambio di prospettiva, come evidenziato dal direttore generale Giovanni Gorgoni: "Con la Casa della Comunità cambia il paradigma: da un approccio centrato sulla patologia si passa a un approccio centrato sulla salute. Prevenzione e cura si accompagnano all'accessibilità dei servizi, all'inclusione sociale e all'equità, mettendo ciascuno nelle condizioni di compiere scelte consapevoli", ha spiegato il dirigente.
Una visione condivisa dall'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, secondo cui l'opera "rappresenta un punto di riferimento per quasi 35 mila cittadini di 23 Comuni, che possono trovare più vicino a casa un insieme di servizi sanitari e sociosanitari, riducendo le distanze tra cittadini e servizi nel quadro del piano regionale di edilizia sanitaria", ha commentato l'assessore.
Si è espresso molto positivamente sull'impatto che la rinnovata struttura avrà sul territorio anche il presidente della Provincia Simone Nosenzo, secondo cui: “E’ un segnale importante di una sanità che si evolve avvicinandosi alla cittadinanza; la realizzazione delle case di comunità è un modo concreto per distribuire sul territorio i servizi sanitari e dare una migliore risposta ai comuni e ai bisogni della popolazione”.
Sull'impatto locale si è soffermata infine la prima cittadina Anna Macchia, auspicando che la struttura "diventi un luogo in cui la cura vada di pari passo con la prevenzione e l'attenzione ai bisogni emergenti, aiutando al contempo la popolazione a evitare accessi impropri al pronto soccorso".






