Dalla prevenzione del suicidio al sostegno ai giovani, fino alla tutela del benessere psicologico degli operatori sanitari: tre progetti dell'Asl AT entrano nella Mental Health Collection of Practices di EUREGHA, la rete europea delle autorità sanitarie regionali e locali.
La pubblicazione raccoglie 22 esperienze dedicate alla salute mentale, con l'obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e la collaborazione tra territori europei.
A illustrare le tre azioni astigiane a Bruxelles è stata Mara Barcella, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Persona e della Comunità, in occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città. La manifestazione ha ospitato un confronto promosso da EUREGHA insieme alla Commissione NAT del Comitato europeo delle Regioni e all'Ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità: al centro, il passaggio dagli impegni delle politiche per la salute mentale a interventi concreti, capaci di ridurre le disuguaglianze e rafforzare l'assistenza nelle comunità.
Le tre esperienze dell'Asl AT condividono un'impostazione: riconoscere precocemente il disagio, rendere più accessibili gli interventi e costruire percorsi che mettano in relazione servizi sanitari, contesti di vita e risorse del territorio.
Prevenzione del suicidio e accesso tempestivo alle cure
Il primo progetto propone un modello di prevenzione del suicidio articolato su più livelli. Integra azioni rivolte alla comunità, accesso rapido ai servizi psicologici specialistici e interventi mirati nei contesti di maggiore vulnerabilità. L'obiettivo è intercettare precocemente le difficoltà, favorire una rapida valutazione clinica e garantire interventi tempestivi e continuità assistenziale alle persone con disagio psicologico o a rischio di suicidio.
Un percorso dedicato agli adolescenti e ai giovani adulti
Il secondo progetto riguarda lo sviluppo ad Asti di uno Youth Mental Health Hub, un servizio di intervento precoce per adolescenti e giovani adulti. Il modello mette in rete i servizi di salute mentale per adulti e minori, quelli per le dipendenze, le cure primarie, gli enti locali e le organizzazioni del territorio.
Sono previste valutazioni multidisciplinari rapide, interventi psicologici e psichiatrici e un accompagnamento nel passaggio dai servizi per minori a quelli per adulti, una fase delicata per la continuità delle cure. Il percorso comprende anche la prescrizione sociale, attraverso il collegamento con opportunità di formazione, lavoro, partecipazione e benessere offerte dalla comunità.
Il progetto punta a prevenire l'aggravarsi dei disturbi, sostenere l'inclusione sociale e ridurre gli accessi evitabili al pronto soccorso e i ricoveri. La sua realizzazione sarà accompagnata dalla valutazione degli esiti clinici e organizzativi e dei risultati riferiti dai pazienti.
La salute psicologica di chi lavora nella sanità
Il terzo programma, coordinato dal dottor Maurizio Mellana, direttore ff della struttura complessa di Psicologia Clinica, è dedicato alla salute e alla sicurezza degli operatori della sanità pubblica, con particolare attenzione a stress, burnout e violenza sul lavoro. Il punto di partenza è un’indagine organizzativa realizzata dal Comitato Prevenzione rischi psicosociali organizzativi e benessere (PROB) dell’Asl AT per individuare i gruppi maggiormente esposti: nel 2025, all’Asl AT, il questionario ha coinvolto 1.400 persone, con un tasso di risposta del 65%.
Il modello prevede interventi graduati in base al rischio: formazione sulla comunicazione, sulle tecniche per disinnescare situazioni di tensione e sulla gestione dello stress; incontri di rielaborazione e supporto per le équipe coinvolte in eventi critici; valutazione clinica e sostegno individuale tempestivo per chi manifesta stress acuto o difficoltà psicologiche.
“L’inserimento nella raccolta delle buone pratiche EUREGHA porta le tre esperienze astigiane in uno spazio europeo di confronto e apprendimento reciproco. Il filo conduttore è una salute mentale sempre più vicina ai luoghi e alle reti in cui le persone vivono il proprio disagio mentale, anziché nei tradizionali luoghi di cura, valorizzando il contributo delle comunità, quale alleato strategico nell’individuazione precoce degli esordi e nel supporto complementare all’approccio strettamente clinico”, commenta Giovanni Gorgoni, direttore generale ASL AT.