Sanità - 30 ottobre 2026, 17:21

Un nuovo modello per l'assistenza agli anziani e 10 milioni di euro per le famiglie in attesa [VIDEO]

La Regione lancia un bando per 1500 voucher e punta su cure domiciliari e strutture aperte al territorio per superare la saturazione delle convenzioni tradizionali

La cura degli anziani non autosufficienti richiede un cambio di passo strutturale, orientato al superamento del solo ricovero in struttura a favore dell'assistenza domiciliare, della tecnologia e del sostegno economico diretto ai nuclei familiari. Durante l'incontro “Vivere a lungo, vivere meglio” ospitato alla Nuvola Lavazza di Torino, è emerso come il sistema tradizionale stia mostrando evidenti limiti di fronte al progressivo invecchiamento della popolazione. Per rispondere alle liste d'attesa per i posti convenzionati e contenere la pressione sulle strutture residenziali, la Regione Piemonte ha annunciato l'imminente partenza di un nuovo bando da 10 milioni di euro destinato all'assegnazione di voucher per 1500 famiglie.

Cure a casa e strutture aperte al territorio

L'obiettivo dichiarato dalla giunta regionale è incentivare la permanenza degli anziani nel proprio contesto familiare, trasformando progressivamente le residenze sanitarie assistenziali in poli erogatori di servizi diffusi sul territorio. Secondo quanto illustrato dal presidente Alberto Cirio, l'impianto attuale necessita di una revisione profonda:

“I soldi, da soli, non bastano perché la platea delle persone da assistere continua ad aumentare e le strutture sono in difficoltà. Le persone non autosufficienti che ne hanno le caratteristiche devono avere la possibilità di accedere alle strutture e noi continuiamo a lavorare per ampliare la platea, ma abbiamo l'esigenza di investire affinché gli anziani, che possono farlo, restino il più possibile a casa loro. Pensiamo a delle Rsa dei servizi, strutture capillari sul territorio che, insieme a progetti innovativi come la telemedicina, possano contribuire, in sinergia con le Case della Salute, nell'assistenza domiciliare degli anziani”.

In base ai dati presentati nel corso del convegno, le risorse regionali destinate alla non autosufficienza sono passate dai 273 milioni di euro del 2018 ai 335 milioni di euro del 2025, con un incremento dei pazienti assistiti in convenzione salito a oltre 35 mila unità.

I voucher per le famiglie e il confronto nazionale

Accanto ai progetti finanziati negli ultimi anni con fondi europei e regionali, come Protezione Sociale e Scelta Sociale, l'intervento da 10 milioni di euro punta a fornire un sollievo economico immediato alle famiglie che sostengono le spese di cura in attesa dell'accesso al posto sanitario convenzionato. A fare il punto sugli strumenti di sostegno è stato il vice presidente e assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, ricordando l'impiego dei voucher sia per l'assistenza a casa sia per la retta nelle strutture residenziali.

Sul tema della priorità alla permanenza a domicilio si è espressa anche la ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, intervenuta in collegamento video da Roma:

“Oggi il nostro compito è fare in modo che le persone anziane vivano bene la loro età, possibilmente in un contesto familiare. Le Rsa devono esistere e sono necessarie dove c'è un bisogno di assistenza che non può essere soddisfatto a casa. Però deve essere una condizione di ultima istanza”.

All'appuntamento torinese hanno preso parte rappresentanti dei gestori delle strutture residenziali, organizzazioni sindacali, esponenti della Commissione Europea, dell'Anci, della Fondazione Età Grande e di Confindustria Piemonte, oltre a diversi caregiver che hanno portato la propria testimonianza sulle difficoltà quotidiane legate alla gestione della fragilità.

Redazione

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