Attualità - 04 novembre 2026, 11:17

Banca di Asti, Malandrone interviene sul piano industriale: "Servono garanzie su lavoro e autonomia"

Il consigliere comunale di Ambiente Asti chiede chiarezza sulla discontinuità annunciata dai vertici in vista del CdA del 12 novembre

Banca di Asti, Malandrone interviene sul piano industriale: "Servono garanzie su lavoro e autonomia"

L'avvicendamento al vertice della Banca di Asti accende i riflettori sulle linee di sviluppo future dell'istituto di credito di piazza Libertà. Con l'insediamento di Maria Teresa Armosino alla presidenza e in vista del prossimo consiglio di amministrazione fissato per il 12 novembre, il consigliere comunale della lista civica Ambiente Asti, Mario Malandrone, interviene pubblicamente per porre precise richieste di garanzia su livelli occupazionali, tutela dell'autonomia decisionale e radicamento nella provincia.

Al centro dell'attenzione c'è il nuovo piano industriale che l'amministratore delegato Roberto Fiorini presenterà al consiglio, un documento preannunciato all'insegna di elementi di continuità ma anche di marcata rottura rispetto al passato. Un passaggio su cui il capogruppo civico esprime interrogativi puntuali: “È proprio su questa discontinuità che vorremmo capire qualcosa di più: rispetto a quali scelte precedenti, con quali obiettivi e con quali conseguenze per i lavoratori e per il territorio”, sottolinea Malandrone, ponendo l'accento sulla tenuta occupazionale dell'istituto.

Il riferimento immediato va all'intesa sindacale siglata lo scorso 23 ottobre, che ha stabilito un tetto massimo di 165 uscite volontarie tramite prepensionamento a fronte di un turnover occupazionale pari al 75%. Nonostante il negoziato abbia migliorato la proposta iniziale dell'azienda – che prevedeva quaranta inserimenti –, la prospettiva di un saldo negativo genera preoccupazione. Per il rappresentante dell'opposizione consiliare, in una fase complessa segnata da vertenze aperte nel capoluogo come quelle di Konecta e Tecnocall-Mediacom, è necessario evitare disparità di giudizio tra realtà industriali in crisi e riorganizzazioni bancarie orientate al mero contenimento dei costi. Da qui l'appello a chiarire quante delle future assunzioni ricadranno effettivamente sulla sede astigiana e sulle filiali locali, salvaguardando la qualità dell'assistenza offerta alla clientela.

Altro snodo cruciale evidenziato nell'intervento riguarda l'indipendenza gestionale della banca. L'interrogativo posto è se il piano punterà su una crescita organica – fondata su investimenti, sostegno all'imprenditoria locale e presidio capillare delle filiali nei piccoli centri – oppure se si aprirà a ipotesi di aggregazione con altri gruppi del settore creditizio. Sullo sfondo viene richiamata anche la trasparenza societaria, con specifico riferimento ai quesiti emersi nell'ultima assemblea dei soci sull'ingresso nell'azionariato del veicolo Economa Srl, temi ritenuti meritevoli di risposte chiare per preservare la credibilità dell'ente.

In questo assetto gioca un ruolo decisivo la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, socio di maggioranza relativa, a cui viene chiesto di vigilare affinché le scelte strategiche non deraglino dagli interessi generali della collettività. Il cambio della guardia tra il sindaco uscente Maurizio Rasero, che ha guidato la presidenza dell'istituto nella fase preparatoria del piano, e la nuova presidente induce il consigliere a sollecitare la massima indipendenza delle decisioni economiche dalle dinamiche dei partiti: “Non vorremmo che il confronto sul futuro della Banca di Asti si riducesse a una discussione sulle nomine, lasciando sullo sfondo le questioni fondamentali del lavoro, del credito e della presenza territoriale”, rimarca il consigliere.

La data del 12 novembre viene così individuata come il primo vero spartiacque per la governance: l'auspicio formulato è che i contenuti programmatici vengano condivisi apertamente con le organizzazioni di categoria e le istituzioni locali, affinché lo sviluppo patrimoniale della banca proceda di pari passo con la crescita economica e sociale della città.

Redazione


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