I ragazzi di oggi hanno ancora sogni, desideri e ambizioni? Oppure, come spesso si sente dire, la generazione Z fatica a immaginare il proprio futuro? A queste domande proverà a rispondere Alberto Rossetti, psicoterapeuta e psicoanalista, protagonista di un nuovo appuntamento della rassegna "Crescerleggendo" 2026-2027.
L'incontro, dal titolo "Ma i ragazzi sognano?", è in programma giovedì 13 novembre alle 20.45 alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti.
Rossetti, che collabora da anni con gli organizzatori, si occupa di clinica dell'adulto e dell'adolescente e ha pubblicato diversi saggi dedicati all'adolescenza, alla comunicazione e alle nuove generazioni.
Dal sogno notturno al progetto di vita
Il percorso proposto partirà dal racconto e dall'interpretazione di alcuni sogni notturni emersi durante il lavoro terapeutico, per allargare poi la riflessione al sogno inteso come espressione di un desiderio e come capacità di immaginare e costruire il proprio futuro.
Un'occasione per approfondire le tante questioni con cui i ragazzi della Gen Z si confrontano nel percorso verso l'età adulta: dalla ricerca della propria identità alla scoperta del corpo, dalle relazioni tra pari alla separazione dai genitori, fino al rapporto con il mondo adulto.
Spazio anche al ruolo delle nuove tecnologie e dell'Intelligenza Artificiale, sempre più presenti nella quotidianità delle giovani generazioni, e alla complessa costruzione di un progetto di vita.
Il libro di Rossetti e le modalità di partecipazione
Ulteriori spunti di riflessione arriveranno dall'ultimo volume dell'autore, "Il libro dei sogni della Gen Z", pubblicato da Città Nuove. Il libro sarà acquistabile al termine dell'incontro grazie alla presenza della Libreria Alberi d'Acqua.
La partecipazione è gratuita e a ingresso libero. È gradita la prenotazione scrivendo a genitorinsieme.asti@gmail.com oppure compilando il modulo online.
A chi ne farà richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
L'appuntamento è promosso da Genitorinsieme Odv, Biblioteca Astense Giorgio Faletti e Istituto superiore V. Alfieri, scuola polo per il bullismo.





