Non si placa lo scontro sulle colonie feline tra l'Amministrazione comunale e i volontari. Dopo il sopralluogo della minoranza alla "Casa dell'Avvogatto" e al cimitero e la replica dell'assessore Luigi Giacomini, l'Associazione Difesa Felini torna all'attacco con un comunicato al vetriolo che non risparmia critiche durissime all'operato e alle competenze dell'assessore all'Ambiente.
"Ringraziamo gli uffici, non l'assessore"
I volontari respingono innanzitutto il tentativo di estendere le critiche agli uffici comunali. "L'assessore tenta, a suo modo, di imboccare all'associazione le critiche espresse verso le sue scelte, estendendole anche agli uffici comunali", scrivono i volontari. "Noi al contrario desideriamo esplicitare agli uffici attivi in materia la loro professionalità e presenza e approfittiamo della replica per ringraziarli".
Ma è sull'atteggiamento nei confronti del Consiglio comunale che l'Associazione Difesa Felini affonda il colpo più duro. "Troviamo preoccupante l'atteggiamento neutralizzante verso le attività consiliari manifestato dall'assessore. Non una parola sull'accesso dei consiglieri all'Avvogatto", denunciano.
"Quello che abbiamo percepito dalle risposte dell'assessore è che il Consiglio comunale non venga riconosciuto come soggetto portatore di richieste ma mero strumento ancillare all'esclusivo uso delle istituzioni del governo locale", proseguono i volontari. "Un modo di agire che appare antidemocratico e che lascia un vuoto assordante in un momento storico come questo, dove le istituzioni dovrebbero essere sempre più dialogiche e accoglienti".
"L'erba l'abbiamo tagliata noi, risposta frettolosa per nascondere il lassismo"
Giacomini aveva ricordato gli interventi effettuati alla Casa dell'Avvogatto, tra cui la rimozione delle auto abbandonate e il taglio dell'erba. Ma i volontari smentiscono seccamente: "Precisando che l'erba l'abbiamo tagliata noi, pensiamo che dopo otto mesi, e una storia secolare pregressa di abbandono, più che un minimo obiettivo raggiunto appaia come una risposta frettolosa per nascondere lassismo e indifferenza verso questa partita".
Anche l'individuazione della proprietaria dell'immobile, presentata dall'assessore come un risultato, viene bollata come un fallimento. "Ci chiediamo come si possa, anche davanti all'evidenza dei video, rimbalzare la responsabilità tra pubblico e privato", attaccano i volontari. "C'è un'evidente questione di interesse pubblico data dalla precaria condizione igienico-sanitaria di quel luogo che non ha più il privilegio di attendere gli umori dell'assessore".
"Mancano nozioni giuridiche basilari"
Particolarmente duro il passaggio sull'istituto dell'uso temporaneo, proposto dall'associazione come soluzione per la Casa dell'Avvogatto e respinto da Giacomini. "In relazione a proprietà, possesso e uso temporaneo, i volontari desiderano formalizzare la loro rinuncia di formulare un pensiero argomentativo sull'istituto", scrivono con sarcasmo.
"Ci abbiamo provato ma evidentemente mancano nozioni giuridiche basilari che impediscono all'assessore di comprendere le differenze tra i vari istituti", affondano. "Una mancanza grave, considerato l'ufficio che ricopre e la vincolante necessità di uno studio costante".
L'assessore aveva giustificato la mancata convocazione del tavolo permanente con le associazioni sostenendo che queste "litigano tra loro". Una spiegazione che non convince i volontari. "Non è forse che l'assessore non ha le competenze per condurre un confronto tra attori diversi e con idee diverse dalle sue?", domandano provocatoriamente.
"La risposta affannata anche su questo argomento ci porta a formalizzare la nostra disponibilità ad affiancare l'assessore nella conduzione di incontri complessi e nell'apprendimento di competenze di mediatore", aggiungono. "Non è di certo un male non avere determinate competenze, ci mancherebbe. Lo diventa quando il conduttore-moderatore è un assessore di un ufficio comunale".
"Il prefabbricato se lo compri lei"
Sulla situazione al cimitero, Giacomini aveva annunciato che i volontari avrebbero ricevuto un prefabbricato. Una proposta che scatena l'ira dell'associazione. "Il prefabbricato, gentile assessore Giacomini, lo può comprare lei? Oltre il danno, la beffa", replicano duramente.
"Noi usiamo i nostri soldi per il pagamento delle cure sanitarie e per il mangiare dei mici. Noi vorremmo i box abbandonati a Revignano. Vorremmo partecipare ai bandi e formulare congiuntamente una domanda economica chiara e definita".
I volontari contestano anche il metodo degli incontri individuali annunciato da Giacomini. "L'assessore continua a dichiarare di sentire 'uno a uno' le singole associazioni. Approfittiamo della replica per ricordare, nuovamente e quasi in maniera petulante, che l'Associazione Difesa Felini è una delle realtà con il più alto numero di gatti in custodia", sottolineano. "Quando pensa esattamente di convocarci per darci i suoi 'ordini'?".
Le nuove regole annunciate dall'assessore per la gestione della colonia del cimitero vengono definite "unilaterali e impositive" e dimostrerebbero, secondo i volontari, la scarsa comprensione del fenomeno.
"Nel momento in cui si decide una postazione per un essere vivente come il gatto, molto territoriale, è impossibile pensare che il metodo decisionale escluda, come fino ad ora, l'associazione responsabile della colonia e non si tenga conto del benessere e delle esigenze sia dei felini, sia degli utenti che accedono al cimitero", spiegano.
Il comunicato si chiude con un annuncio che suona come una rottura. "Spiace dover impegnare il nostro tempo in queste risposte, perché avremmo potuto fare tantissimo in questi otto mesi, senza oneri per il Comune", scrivono i volontari.
La soluzione prospettata è quella di fare da soli: "Valutiamo la costituzione degli Stati generali delle associazioni di riferimento, autonomo e indipendente, senza postergare l'iniziativa alla volontà dell'assessore".