"Agli astigiani non serve una persona che sia nota, se no puoi prendere un influencer qualsiasi, agli astigiani serve una persona che sia competente e permetta di essere altrettanto forte rispetto ad Alba nell’attirare turismo culturale". Così il 25 marzo 2022 affermò il leader di Azione Carlo Calenda, ad Asti per supportare il candidato sindaco Marco Demaria.
Un appoggio pieno e convinto – almeno ufficialmente, perché "bene informati" sostengono che Calenda biasimò fortemente la scelta in dialoghi privati con i dirigenti locali – che non trovò riscontro nelle urne dove Demaria ottenne un risicato 1,34% e la lista collegata "Azione – Più Europa" portò a casa circa l’1,3% con l'ovvia conseguenza delle dimissioni del segretario provinciale Fausto Fogliati.
Cui subentrò per un periodo, in veste di commissario straordinario, Luigi Florio, già sindaco di Asti ed europarlamentare di Forza Italia, principalmente con l’obiettivo di garantire una permanenza locale del partito, rimasto comunque ‘ai margini’ della politica cittadina e soprattutto fuori dal Consiglio comunale.
Bovino entra in... Azione
Sono passati meno di 4 anni ma, a determinate condizioni, anche un periodo così breve può sembrare quasi un’era geologica in ambito politico. Oggi, infatti, alla guida di Azione troviamo Mario Bovino, neo coordinatore provinciale del partito, cui spetterà il tutt’altro che facile compito di "rimettere insieme i pezzi" e cercare di dare una valenza e un peso politici locali alla ‘creatura’ di Calenda. Al momento non è dato a sapersi se Bovino si presenterà in prima persona come candidato sindaco o se cercherà di trovare un accordo programmatico per sostenere il candidati di un’altra coalizione, ma per certo la sua rilevanza (per due volte è stato il candidato più votato alle Amministrative, quando si presentò nelle liste di Forza Italia) non è un aspetto trascurabile.
Soprattutto da parte di un centrodestra in pieno fermento, dove le pedine si muovono freneticamente sulla scacchiera. Un ritorno in campo, da tempo sussurrato e del quale si era avuta una prima sostanziale conferma nel dialogo che Bovino ha concesso alla nostra Testata alcune settimane fa, che non stupisce i più attenti osservatori: l'ex assessore, infatti, poche settimane fa aveva partecipato - fianco a fianco con i vertici nazionali di Azione, come dimostrato dalla foto sottostante - a un evento milanese di Forza Italia, suo partito di provenienza.
Il centrodestra tra le decisioni di Rasero e la 'variabile Vannacci'
Il vero nodo gordiano del centrodestra resta però Maurizio Rasero. L'attuale primo cittadino, terminati i due mandati consecutivi, nel 2027 non potrà ricandidarsi per la poltrona più ambita di Palazzo Civico. La domanda che circola nei corridoi è una sola: cosa farà il sindaco uscente? Entrerà con un ruolo di peso ("kingmaker" o assessore di punta) in una coalizione classica, oppure spariglierà le carte presentando una sua lista civica autonoma con un proprio candidato, rischiando di erodere voti agli ex alleati?
I rapporti tra Rasero e Bovino, un tempo costretti a una convivenza forzata e pragmatica, si sono ormai deteriorati fino allo scontro aperto. In questo scenario da "tutti contro tutti", i partiti tradizionali come Fratelli d'Italia (che, forte del consenso nazionale, vorrà probabilmente battere cassa anche in locale), Lega e Forza Italia non hanno ancora espresso indicazioni chiare. A complicare ulteriormente il quadro c'è il "Team Vannacci Asti", guidato dall'avvocato Michele Iannotta (fuoriuscito da FdI), pronto a intercettare l'elettorato più radicale.
In questo mare magnum di ipotesi, non va dimenticata un'altra suggestione che periodicamente riemerge: quella legata a Paolo Lanfranco. L'intervista da noi realizzata con l'ex presidente della Provincia, fuoriuscito dalla Lega, ha destato in più d’uno la voglia di vederlo a capo di una possibile lista civica. E questo, per quanto il diretto interessato – almeno per il momento – non sembri affatto interessato a rientrare nell'agone politico, preferendo osservare le manovre dalla distanza.
Demaria vuole federarlo, ma il centrosinistra pensa a Miravalle
In chiusura, doverosa nota finale per il già citato Marco Demaria che ha recentemente avanzato un’autocandidatura a federatore del centrosinistra, nonostante il ricordo della debacle elettorale del ‘22 non rappresenti certo un eccellente biglietto da visita, soprattutto tenendo conto che in quell’area sembra (almeno per il momento), piacere molto più un’altra suggestione.
Ovvero quella che vedrebbe candidato sindaco il consigliere comunale PD Michele Miravalle che - sfidando la scaramanzia e quella massima secondo cui "Chi entra Papa in conclave ne esce cardinale" - già nell’ottobre scorso affermava: "La strada è ancora lunga, sta iniziando un percorso fatto di confronti con alleati e non mi tiro indietro". Resta da vedere se arriverà alla primavera del 2027 ancora con la mitra in testa o se il lungo logoramento delle trattative gli riserverà qualche spiacevole sorpresa.