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Politica | 29 gennaio 2026, 08:39

C’eravamo tanto 'odiati': Rasero e Bovino, dai banchi di giunta al ring dell'AI

Botta e risposta social dopo il colloquio informale dell'ex assessore con la nostra Testata. E sullo sfondo restano le ruggini della rottura di Natale 2024

L'immagine, ovviamente generata mediante software di intelligenza artificiale, che abbiamo scelto per rappresentare il match politico e mediatico tra i due esponenti del centrodestra

L'immagine, ovviamente generata mediante software di intelligenza artificiale, che abbiamo scelto per rappresentare il match politico e mediatico tra i due esponenti del centrodestra

Esistono alleanze politiche che nascono per governare ed essere durature e altre che sembrano "scritte dal destino" per esplodere. Quella tra Maurizio Rasero e Mario Bovino appartiene decisamente alla seconda categoria. Parliamo di due personalità forti, due "maschi alfa" del consenso cittadino che per un lungo periodo hanno forzatamente coabitato nello stesso acquario istituzionale, troppo piccolo per contenere entrambi. 

Se sia mai esistita un'amicizia sincera non è dato saperlo, ma la cronaca politica degli ultimi anni ci racconta la storia di un pragmatismo istituzionale che ha permesso loro di governare insieme, pur lasciando trasparire visioni e approcci spesso divergenti dietro le quinte. Una competizione a lungo rimasta sottotraccia, che negli ultimi mesi ha però abbandonato il fair play, fino ad arrivare a trasformarsi, nella giornata di ieri, in un vivace botta e risposta a colpi di Intelligenza Artificiale.

È bastata una semplice apertura al dialogo per riaccendere i riflettori. Mario Bovino, da noi sentito nei giorni scorsi e indicato dai rumors come possibile candidato sindaco di area centrista (sebbene lui, almeno per il momento, tiri decisamente il freno a riguardo), pur preferendo non rilasciare dichiarazioni troppo esplicite ha comunque cortesemente risposto ad alcune sollecitazioni della nostra Testata (RILEGGI L'ARTICOLO). A strettissimo giro, il primo cittadino e presidente della Provincia ha affidato ai social un post, realizzato mediante AI, che a più di uno è parso mescolare geopolitica e pungente ironia.

Nello specifico, Maurizio Rasero ha pubblicato un’immagine, realizzata con l'AI, in cui lui stesso, con espressione severa, punta l'indice contro un Donald Trump inginocchiato in preghiera. Il testo a corredo è un capolavoro di sottile ambiguità: "Dopo la rimozione di Bovino, ora …. Gli USA ed il mondo meritano di più. Molto preoccupato di quello che vediamo accadere dall’altra parte dell’oceano! Curioso ed impaziente di vedere quello che succederà alle elezioni di metà mandato".

Il riferimento di superficie è ovviamente a Greg Bovino (ex capo dell'ICE americana, rimosso dall'incarico), ma il sottotesto astigiano appare evidente. Non solo il sindaco sembra aver voluto giocare sull'omonimia per lanciare una frecciata al suo ex assessore, ma quella chiosa sulle "elezioni di metà mandato" suona come una sfida aperta: un parallelo tra le midterm USA in programma a novembre e la parte terminale del mandato dell'amministrazione locale, quasi a voler invitare l'ex alleato a "pesarsi" politicamente in questo preciso momento storico.

La replica? Altrettanto tecnologica, è giunta pochi minuti dopo. Quando l'ex assessore ha condiviso un video AI dai toni da spy-story: Vladimir Putin osserva col binocolo Donald Trump mentre scopre un quadro con la foto di un Bovino sorridente, tra gli applausi del tycoon. Schermaglie digitali che certificano, se ce ne fosse ancora bisogno, una distanza ormai marcata.

Stimolati da questa "guerra dei pixel", anche noi abbiamo voluto giocare con l'AI nella foto di copertina, immaginandoli come due pugili pronti al gong sotto l'insegna "ASTI". Un'immagine non casuale: l'uno, Bovino, è stato assessore allo Sport; l'altro, Rasero, aveva scherzosamente indossato i guantoni (immagine sottostante) durante la conferenza stampa di annuncio del patrocinio al primo Asti Pride, proprio per ironizzare sulle frizioni interne alla sua maggioranza contraria all'evento. 

Oggi, però, il confronto si gioca su un piano decisamente più politico e meno scherzoso.

Il giallo di Natale e i "bigliettini" 

Il punto di non ritorno di questo rapporto tormentato ha una data precisa: il 20 dicembre 2024. A pochi giorni dal Natale, Maurizio Rasero fa trovare al suo assessore al Commercio e Lavori Pubblici il regalo meno gradito: la revoca delle deleghe. La motivazione ufficiale è scarna, generica: "Venir meno del rapporto di fiducia". Nessun dettaglio, solo gelo.

È soltanto nelle settimane successive, a inizio gennaio 2025, che il quadro si chiarisce. Sebbene il sindaco non abbia mai esplicitato formalmente una correlazione tra l'allontanamento e la vicenda giudiziaria emersa, la notizia che l'ex assessore aveva precedentemente (già a settembre) presentato un esposto in Procura rende quantomeno plausibile ritenere i due fatti conseguenti. L'esposto riguardava una vicenda di "bigliettini" alle elezioni provinciali 2022 e l'ipotesi che Rasero, presidente uscente dell'Ente e ricandidato, li avesse usati per monitorare il voto dei consiglieri. Una vicenda che ha portato all'iscrizione del sindaco nel registro degli indagati, ma che si è conclusa con un'archiviazione: il fatto, così come contestato, non costituiva reato. Nessuna conseguenza penale, dunque, ma la definitiva certificazione della fine di un'alleanza politica.

A rendere lo scenario ancora più articolato, c'è anche il progressivo allontanamento tra il sindaco e il dottor Aldo Pia - noto farmacista e notabile cittadino che per decenni ha rivestito incarichi di primo piano nella vita cittadina, come presidente di Ascon Confcommercio e di Banca di Asti - lavorando a stretto contatto con Rasero all'insegna di un'alleanza a lungo parsa solidissima. Almeno fino all'emergere di divergenze di veduta divenute insanabili proprio nel corso del 2024: il fatto che il dottor Pia sia il suocero e importante sostenitore di Bovino ha aggiunto un dettaglio familiare a un mosaico politico già piuttosto complesso.

Pesi massimi del consenso verso le Amministrative 2027 

Se il confronto tiene banco, è perché entrambi hanno i numeri dalla loro parte. Mario Bovino è stato il candidato più votato in entrambe le ultime tornate elettorali, cui ha partecipato nelle liste di Forza Italia, confermandosi un vero "collezionista" di preferenze. Maurizio Rasero, dal canto suo, ha portato la sua lista civica da poco più di un comunque ragguardevolissimo 12% del 2017 al 26,51% del 2022, consolidando una leadership indiscussa nel centrodestra.

Il paradosso? Questi due protagonisti non potranno confrontarsi direttamente per la fascia tricolore. Rasero sarà in dirittura d'arrivo del suo secondo mandato da sindaco, pertanto non potrà ricandidarsi per un terzo. Le opzioni sul tavolo sono diverse: sostenere un (o una) erede di coalizione o lanciare una figura espressione della sua civica: in quest'ultimo caso, ovviamente, finirebbe per "erodere" parte del consenso al candidato di coalizione. Una situazione non dissimile da quanto avvenuto a Canelli, dove i voti degli elettori di centrodestra sono stati suddivisi tra due candidati d'area. Bovino, invece, per il momento rimane alla finestra, forte di un consenso che è ben conscio di avere, ma per adesso silente sulle mosse future.

Il ring politico è pronto. Ma per ora, in attesa del 2027 (o delle fantomatiche elezioni di metà mandato evocate da Rasero), la partita si gioca sui social.

Gabriele Massaro


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