Per quanto non abbia mai smesso di farlo quasi quotidianamente, perché nonostante attualmente non ricopra incarichi pubblici il suo punto di vista sulle "cose cittadine" viene sempre recepito con grande interesse, ultimamente il telefono di Mario Bovino ha ripreso a squillare con particolare insistenza.
E non è un caso che il traffico sulla sua linea sia aumentato esponenzialmente nelle ultime ore, di ritorno da una trasferta milanese che non è passata inosservata. Domenica scorsa l'imprenditore astigiano, volto noto della politica locale, ha partecipato con molti altri esponenti passati e presenti del partito 'azzurro' al convegno "Valori: Più Libertà Più Crescita", organizzato da Forza Italia al Teatro Manzoni di Milano nel 32º anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi.
In quell'occasione, Bovino ha avuto modo di dialogare fittamente con diversi esponenti di primissimo piano di partiti di area centrista e moderata. Bocche cucite sui dettagli, ma è evidente che l'ex assessore sta valutando il perimetro per un possibile impegno futuro, senza però sbilanciarsi su sigle o alleanze precostituite. Quella milanese, peraltro, non è stata l'unica interlocuzione di rilievo: da fonti certe risulta che l'ex assessore al Commercio sia nel pieno di in una fase di ascolto attivo, confrontandosi a 360 gradi esponenti politici non necessariamente locali per capire come poter fare, concretamente, il bene di Asti.
Il post social di Capodanno: "LOADING 2027"
I segnali di un ritorno attivo sulla scena c'erano già tutti. A riaccendere i riflettori era stato, lo scorso 31 dicembre, un post evocativo sui suoi profili social: una barra di caricamento dorata su sfondo nero con la scritta "LOADING 2027". Un messaggio chiaro per chi conosce il suo peso specifico elettorale: per due volte consecutive, alle scorse Amministrative, Bovino è risultato il candidato più votato (allora in Forza Italia), sedendo entrambe le volte in Giunta prima della definitiva rottura traumatica con l'Amministrazione.
Tuttavia, chi si aspetta l'annuncio di una candidatura immediata dovrà attendere. Raggiunto telefonicamente per un commento sulle voci che si rincorrono, l'imprenditore frena: "Al momento preferisco non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Anche perché non ho ancora deciso assolutamente nulla". Eppure, dal breve confronto, emerge la volontà di spostare l'attenzione dal "politicismo" ai temi concreti. Il pensiero di Bovino parte dal basso, dalla convinzione che le etichette di partito, nelle urne comunali, contino fino a un certo punto: "A livello locale è relativo il discorso di centro, centrodestra e centrosinistra... vai a prendere quell'elettorato che si fida delle persone", confida nel corso della conversazione.
La fiducia si costruisce con la presenza costante
E la fiducia, secondo Bovino, si costruisce con la presenza costante, non solo in campagna elettorale: "Per capire i problemi della città la devi vivere". Proprio vivendo la città, l'ex assessore individua un'emergenza che gli sta particolarmente a cuore: il futuro delle nuove generazioni. "Quello che viene a mancare è parlare con i giovani", osserva con amarezza, sottolineando come i ragazzi si sentano spesso esclusi dalle decisioni che riguardano il loro domani.
Il motore di questo rinnovato impegno non è l'ambizione personale, ma il desiderio di essere utile a una comunità che lui ritiene rischi il declino: "Vorrei che i miei figli rimanessero in questa città, potendola vivere in piena sicurezza e con prospettive di crescita", confida, lasciando intendere che il suo obiettivo è creare le condizioni affinché Asti torni ad essere attrattiva.
In questa fase di "laboratorio", Bovino sceglie la strada della prudenza ma garantisce serietà: "La politica mi piace, mi piace stare sul territorio e fare le cose". E conclude con una promessa che suona come un avvertimento ai naviganti: "Se deciderò di fare qualcosa, lo farò seriamente e mettendoci la faccia". Il "caricamento" verso il 2027 continua, ma la direzione sembra già tracciata: concretezza e ascolto.














