La Regione Piemonte mette in campo un investimento strategico da oltre 12 milioni di euro destinato a ridefinire il futuro delle aree montane e del patrimonio boschivo. Con l'approvazione della delibera di Giunta, l'amministrazione regionale ha tracciato le linee guida per l'utilizzo delle risorse assegnate dal Ministero dell'Agricoltura per il triennio 2024-2026, attingendo al Fondo per le Foreste Italiane. L'obiettivo dichiarato è superare la frammentazione degli interventi passati per abbracciare una pianificazione organica di medio-lungo periodo.
Al centro del provvedimento vi è la volontà di trasformare i boschi da semplice scenario naturale a vera e propria infrastruttura verde, capace di garantire sicurezza idrogeologica e sviluppo economico. Le risorse sbloccate serviranno innanzitutto alla redazione del Programma Forestale Regionale 2028–2037, il documento chiave che orienterà le scelte del prossimo decennio e faciliterà l'accesso ai fondi europei e nazionali. Parallelamente, si procederà con il finanziamento dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale su tutto il territorio piemontese e con l'estensione dei piani di gestione per le proprietà regionali, passaggi fondamentali per una cura coordinata della biodiversità.
Un aspetto cruciale della manovra riguarda il supporto concreto agli operatori del settore. Oltre 4 milioni di euro saranno infatti indirizzati specificamente ai consorzi forestali e alle altre forme associative. Queste realtà sono individuate dalla Regione come il motore operativo per tradurre la teoria in pratica: rafforzare la filiera del legno locale, ridurre il rischio di incendi e contrastare attivamente il dissesto idrogeologico attraverso una manutenzione costante.
Sul valore di questa operazione è intervenuto l'assessore regionale alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo: "Con questo stanziamento il Piemonte compie un salto di qualità nella gestione del proprio patrimonio forestale. Non parliamo solo di pianificazione, ma di una visione che mette insieme tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo economico delle comunità montane", ha dichiarato l'assessore. Gallo ha poi sottolineato l'importanza del metodo aggregativo: "Sostenere la gestione associata significa aiutare i territori a prendersi cura dei boschi, trasformando una risorsa naturale in un’opportunità concreta di lavoro, presidio e resilienza", conclude.
La struttura triennale del piano offre infine a enti locali e gestori una prospettiva di maggiore certezza e continuità, elementi indispensabili per operare con efficacia in un settore che richiede tempi lunghi e visione prospettica.














