La redazione della rivista storica Astigiani non nasconde una certa delusione per la recente scelta legata alla firma del drappo 2026. Sulla copertina del numero di dicembre era stata infatti lanciata una suggestiva proposta, che puntava ad affidare al genio di Paolo Conte la realizzazione del simbolo della storica corsa di settembre. L'amministrazione ha però virato su un altro nome, nominando maestro del Palio l'artista Marco Aru, chiamato a intraprendere un percorso creativo tra radicamento territoriale e ricerca contemporanea.

Le radici dell'idea e il legame con la corsa
L'intuizione di candidare il cantautore era nata in occasione della mostra di disegni e grafica ospitata a palazzo Mazzetti. Curiosando tra le opere destinate ad approdare a Parigi, la redazione aveva notato l'assenza dei drappi dipinti proprio dal musicista nel 2007. Un'esperienza che, come raccontato dallo stesso artista in passato, lo aveva profondamente incuriosito e coinvolto.
Il legame della sua famiglia con la manifestazione è del resto radicato nel tempo. Pochi sanno che il cavallo Cefisiodote, trionfatore nel 1931 per il comitato di Viatosto, apparteneva proprio al nonno Attilio Pugno. A rendere l'edizione di quest'anno particolarmente evocativa c'era poi una coincidenza temporale non di poco conto: la corsa di settembre rappresenta l'appuntamento più vicino all'importante traguardo dei novant'anni, che Paolo Conte festeggerà il 6 gennaio 2027.
La delusione del direttore e il rilancio per il 2027
Di fronte alla mancata nomina, il direttore della rivista, Sergio Miravalle, ha voluto esprimere il punto di vista della redazione, ponendo l'accento sul potenziale mediatico dell'operazione: "Ci permettiamo di annotare che un Palio firmato da Paolo Conte avrebbe certamente offerto uno stimolo in più e fatto bene alla manifestazione non così ricca di notizie in grado di uscire dalla cinta daziaria astigiana".
Secondo il giornalista un nome di tale levatura internazionale avrebbe potuto garantire una risonanza ben più ampia all'evento cittadino. La delusione del momento non cancella però la speranza per il futuro, invitando le istituzioni a non lasciar cadere nel vuoto questa affascinante prospettiva. "La nostra proposta resta comunque valida anche per il 2027", ha concluso Sergio Miravalle, rivolgendo un augurio finale all'artista cittadino: "Lunga vita a Paolo Conte e alla sua straordinaria vena artistica".





