È stata annunciata qesta matina la nomina di Marco Aru a Maestro del Palio 2026, una scelta che valorizza un percorso artistico solido e coerente, profondamente radicato nel territorio ma capace di affermarsi anche oltre i confini nazionali.
Nato ad Asti il 23 giugno 1963, Aru si forma presso l’Istituto Statale d’Arte “Benedetto Alfieri”, dove si diploma nel 1983. Prosegue poi il proprio cammino all’Accademia di Belle Arti di Firenze e completa la formazione all’Accademia Albertina di Torino nel 1988. L’esordio risale al 1981, con una mostra collettiva al Palazzo della Provincia di Asti, primo passo di un percorso in costante crescita.
Già negli anni Ottanta emerge per la precisione tecnica, collaborando con il Centro Scientifico Torinese alla realizzazione di tavole anatomiche per il testo “Chirurgia Tropicale”. Il 1989 segna l’avvio della dimensione internazionale con una personale in Germania, al Palazzo Municipale di Biberach, dove nel 1990 il Museo d’Arte acquisisce la scultura Melanconia. Nello stesso anno ottiene il primo premio di scultura alla galleria “Balocco” di Torino e partecipa a importanti rassegne nazionali.
Un artista affermato a livello internazionale
Negli anni Novanta sviluppa un’intensa attività espositiva anche in Spagna, tra Andalusia e Murcia, consolidando il proprio profilo europeo. Dalla metà del decennio si orienta verso opere pubbliche e sacre di ampio respiro: tra queste spiccano i mosaici e gli affreschi della Madonna del Portone di Asti (1996-1999). Tra gli interventi più rilevanti figurano inoltre il restauro del Castello di Castagnole d’Asti e l’allestimento delle Cantine Braida a Rocchetta Tanaro.
Nel corso degli anni Duemila, Aru amplia la propria ricerca verso dimensioni inclusive e sensoriali, come dimostra il progetto “Arte al Buio” (2006), mostra tattile itinerante. Nel 2018 celebra i trent’anni di attività con un’esposizione al Refettorio Vescovile, in occasione della realizzazione del ritratto del vescovo Francesco Ravinale.
La nomina a Maestro del Palio rappresenta oggi il riconoscimento di un percorso artistico maturo, capace di coniugare tradizione e innovazione. Aru incarna pienamente lo spirito del Palio di Asti: un legame profondo con la storia e l’identità cittadina, unito a una visione contemporanea e aperta al dialogo internazionale.
Il ricordo alla moglie scomparsa
"Mi sento profondamente onorato – dichiara Marco Aru – per essere stato scelto come Maestro in questa prestigiosa edizione del Palio di Asti. La mia sensibilità artistica è sempre stata personale e talvolta fuori dagli schemi, ma l’arte è per me prima di tutto ricerca della bellezza e capacità di emozionare, più che semplice rappresentazione della realtà"
L’artista ha voluto ringraziare il sindaco Maurizio Rasero, l’amministrazione comunale e l’assessore al Palio Riccardo Origlia per la fiducia accordata, dedicando il riconoscimento "con profonda emozione" alla moglie Francisca, scomparsa prematuramente, e al maestro Antonio Guarene, figura centrale nella sua formazione.












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