La questione dell'intitolazione di uno spazio pubblico a don Pino Puglisi torna a scuotere il dibattito politico di Asti. Con un'interrogazione formale, il consigliere comunale Mario Malandrone ha chiesto ufficialmente alla Giunta se sia stata finalmente rivalutata la proposta di dedicare la nuova palestra cittadina al sacerdote simbolo della lotta alla mafia, che proprio per il suo impegno lo mise a tacere per sempre con barbara violenza, richiamando l'attenzione su un'iniziativa popolare che da anni attende un riscontro concreto.
Il documento sottolinea come in città si sia sviluppato nel tempo un importante dibattito pubblico, sostenuto da numerose associazioni, istituzioni scolastiche e semplici cittadini, tutti favorevoli a legare il nome di don Pino Puglisi a una struttura sportiva o educativa. Nonostante il forte sostegno della comunità, la proposta sembra essere rimasta finora inascoltata. L'occasione per riaprire il confronto è data dall'imminente iniziativa "Semi di Giustizia", che si terrà il 12 maggio presso la Collegiata di San Secondo, promossa da Libera e da varie realtà giovanili per riflettere sui temi della legalità.
"L'intitolazione di luoghi pubblici costituisce non soltanto un atto commemorativo, ma anche una scelta culturale e pedagogica", osserva Mario Malandrone, evidenziando come una figura che ha dedicato la vita ai giovani e all'inclusione sociale rappresenti un modello ideale per spazi frequentati quotidianamente dalle nuove generazioni. Proprio per questo, il consigliere suggerisce che, qualora i ritardi nella costruzione della palestra inizialmente individuata proseguissero, si considerino altre opzioni di rilievo, come il futuro palazzetto dello sport in piazza Cosma Manera o gli spazi del bando DesTEENazione.
L'interrogazione punta a chiarire se l'Amministrazione intenda finalmente accogliere questa sollecitazione popolare e quali criteri verranno adottati per le future intitolazioni di edifici pubblici. Il passaggio dalla semplice memoria storica all'impegno civile passa anche attraverso la scelta dei nomi che abitano la città: la richiesta è che il messaggio di don Pino Puglisi trovi finalmente una "casa" ufficiale ad Asti, trasformando un'istanza dei cittadini in una scelta istituzionale condivisa.





