Asti - 03 luglio 2026, 14:07

21 anni di reclusione per gli abusi sulla figliastra

Ad Asti la Corte d’Assise condanna Giacinto Sostero: decisive le testimonianze e il materiale sequestrato

La lettura della sentenza

La lettura della sentenza

Condannato a 21 anni di reclusione Giacinto Sostero, l'uomo accusato di abusi sessuali e riduzione in schiavitù nei confronti della figlia della ormai ex compagna, per oltre vent'anni. La sentenza è arrivata dalla Corte d’Assise del tribunale di Asti, presieduta da Alberto Giannone, dopo che, già durante l’ultima seduta, il pubblico ministero, Manuela Pedrotta, aveva chiesto 20 anni per l’imputato.

Le indagini

Sostero era stato indagato per maltrattamenti nei confronti di familiari, protratti fino alla fine del 2024, dalla Procura della Repubblica, che aveva raccolto numerose prove, tra cui le testimonianze delle stesse vittime, che hanno permesso al giudice di convalidare l'arresto.

Cruciale l'intervento di un commerciante, da cui la madre della ragazza, oggi ventisettenne, si recava abitualmente, che, accorgendosi della situazione, le ha aiutate a rivolgersi alle forze dell'ordine, liberandole dal contesto di abuso.

Anni durissimi, ascoltati durante questi mesi attraverso le parole della vittima, della famiglia affidataria da cui viveva prima di tornare dalla madre, fino alla vita scolastica, alle privazioni e alle gelosie dell’imputato.

 Un incubo lunghissimo, raccontato non solo dai testimoni, ma dal materiale rinvenuto sui dispositivi, tra cui le chiavette USB contenenti  file in cui l'imputato filma la ragazza, dicendole le pose da assumere. E, ancora, link a siti pedopornografici e foto scaricate da internet di bambini molto piccoli costretti a rapporti sessuali.

Le motivazioni della sentenza

Ora si attendono i 90 giorni per la pubblicazione delle motivazioni che hanno portato alla sentenza, con la possibilità di un ricorso in appello da parte della difesa, rappresentata dall’avvocato Borio.

Francesco Rosso

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