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Economia e lavoro | 11 luglio 2023, 17:43

Cautela ma ottimismo: resi noti i risultati dell'indagine congiunturale dell'Unione industriale di Asti

Nell'assemblea del 13 luglio a Canelli, verrà affrontato il tema della necessità di reperimento da parte delle aziende di manodopera specializzata

Assemblea 2022 (Archivio)

Assemblea 2022 (Archivio)

L'Unione industriale della Provincia di Asti ha resi noti i risultati dell’indagine congiunturale promossa presso le aziende associate per il terzo trimestre 2023.

"I risultati forniscono uno scenario più cauto rispetto a quello prospettato dalla precedente indagine ma ancora tendenzialmente positivo", rimarcano dall'Unione industriale.

Per quanto concerne l’occupazione il 15,4% delle imprese associate che hanno risposto all’indagine ne prevede un aumento mentre per il restante 82,1% la previsione per il III trimestre del 2023 risulta costante, solamente il 2,6 % delle imprese ne prevede una diminuzione (saldo ottimisti/pessimisti 12,8%). Il saldo ottimisti/pessimisti relativo alla produzione si assesta al 2,6% e, pur risultando in diminuzione rispetto alla precedente rilevazione, rimane in ambito positivo.

Previsioni più caute rispetto alla rilevazione di marzo relativamente alle aspettative sugli ordini totali con il 17,90% delle aziende che ne prevede l’aumento (erano 29,7% nella precedente rilevazione) contro il 15,4% che si aspetta una diminuzione ed un saldo positivo del 2,5%. Il 27,8 % delle aziende cha ha risposto all’indagine prevede per il III trimestre del 2023 investimenti significativi, in aumento rispetto a quanto previsto per il trimestre precedente, mentre il 52,8% prevede solamente investimenti marginali (come ad esempio sostituzione macchinari) il restante 19,4% non prevede per alcun tipo di investimento.

Stabili le previsioni legate agli ordini export, con un saldo ottimisti/pessimisti pari a 0 e con l’82,60% delle imprese che prevede un andamento costante per questi ordini. Diminuisce ancora leggermente rispetto alla precedente rilevazione la percentuale di aziende che prevede di far ricorso alla cassa integrazione (si passa da 2,8% delle previsioni registrate per il II trimestre 2023 a 2,6% dell’attuale indagine, valore ancora leggermente inferiore rispetto alla media regionale). In aumento il dato fornito dalle imprese relativamente all’utilizzo degli impianti che risulta di 78,06% (75,78% a marzo).

Le aspettative delle imprese associate che hanno risposto alla nostra indagine previsionale per il III trimestre 2023 - commenta il presidente dell’Unione Industriale della Provincia di Asti Andrea Amalberto – risultano più caute rispetto alla precedente rilevazione di marzo ma ancora per la maggior parte degli indicatori positive. Continua ad essere molto contenuto il numero di aziende che prospetta un ricorso alla cig e buona la percentuale delle imprese che prevede un aumento dell’occupazione. Riguardo a questo ultimo aspetto, nel corso della nostra assemblea che si terrà il 13 luglio, affronteremo il tema della necessità di reperimento da parte delle aziende di manodopera specializzata.”

L’indagine congiunturale, realizzata a giugno tra le aziende del sistema confindustriale piemontese, raccoglie le valutazioni di oltre 1.200 imprese manifatturiere e dei servizi.

"A marzo avevamo riscontrato un buon miglioramento del clima di fiducia, grazie soprattutto al rallentamento dell’inflazione e della dinamica dei costi di materie prime e energia".

A giugno si delinea un raffreddamento delle attese, spiegato per intero dalla netta frenata del comparto manifatturiero cui si contrappone il miglioramento del comparto dei servizi. D’altra parte, restano molto robusti gli indicatori a consuntivo, a conferma del fatto che siamo ben lontani dal prefigurare una svolta negativa del ciclo congiunturale. L’utilizzo della CIG scende al di sotto del 6%; nei servizi è praticamente a zero. Il tasso di utilizzo degli impianti rimane attestato intorno a un livello di pieno utilizzo. Stabile la redditività; tengono gli investimenti, su livelli elevati. Si attenuano ulteriormente le pressioni sui costi degli input.

Si riduce la forbice dimensionale, tra imprese con oltre 50 addetti da un lato e imprese al di sotto dei 50 addetti dall’altro.

A livello settoriale, il terzo trimestre segna una decisa divaricazione tra le valutazioni di manifattura e servizi. In particolare, rallenta la metalmeccanica e soprattutto la meccatronica, che mantiene tuttavia un saldo positivo tra attese di aumento e riduzione di produzione e ordini. Al contrario, nei comparti non-meccanici il saldo scende al di sotto del punto di equilibrio, per effetto soprattutto della svolta recessiva di tessile-abbigliamento e carta-grafica. Bene l’alimentare, reggono gomma-plastica, legno, edilizia e impiantisti. edilizia e impiantisti, automotive, industria elettrica, prodotti in metallo, macchinari e apparecchi. Per quanto riguarda il comparto dei servizi, in tutti i comparti i saldi sono decisamente positivi e in quasi tutti i casi si rafforzano rispetto a marzo.

Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, rimarca: "Le attese delle nostre imprese restano positive. Siamo al dodicesimo trimestre di crescita consecutiva dei tre indici principali per l'economia Piemontese: l’utilizzo degli impianti, +12,8% in tre anni; investimenti, +11,5% rispetto a dopo la pandemia; occupazione, con una crescita di 26,3 punti nel saldo ottimisti pessimisti. Un percorso che anche grazie alla riduzione del costo dell’energia, sta agevolando i programmi di sviluppo, come dimostra il ricorso alla Cig ai minimi storici.

Nella lettura delle previsioni dei nostri associati sono percepibili i timori legati ai due nostri principali mercati di riferimento, Germania e Francia. Così come pesano inflazione e aumento dei tassi.

Oggi più che mai diventa quindi ancora più urgente un piano Industria 5.0, che razionalizzi e stabilizzi gli incentivi esistenti per gli investimenti, consentendo alle imprese di programmare a medio-lungo termine. Integrando questo programma nel Pnrr con il supporto alle Pmi tecnologiche del piano europeo Sure 5.0, avremo anche messo basi importanti di supporto all’accelerazione dei percorsi formativi e di aggiornamento professionale. La crescente richiesta di competenze, legata alle transizioni in atto, è la chiave per aumentare produttività e attrattività delle nostre aziende e del nostro territorio"

I risultati

Per il terzo trimestre del 2023, le attese sulla produzione delle oltre 1.200 imprese piemontesi restano positive, in linea con quelle del secondo trimestre: il 22,4% delle aziende prevede un aumento dei livelli di attività, contro il 14,5% che si attende una diminuzione. Il saldo ottimisti-pessimisti è pari a +13,7% (era +15,6% a marzo).

Il 19,0% delle rispondenti prevede un aumento dell’occupazione, contro il 5,2% che ne prevede la riduzione, e un saldo ottimisti-pessimisti pari a +13,7% (era 16,6% la scorsa rilevazione). Si assestano le attese sugli ordini, con un saldo del +4,4% in calo di oltre 10 punti percentuali rispetto alla scorsa rilevazione.

Frenano, invece, le aspettative sull’export, con un saldo ottimisti-pessimisti pari a -2,5%, probabilmente a causa del protrarsi dell’incertezza e al rallentamento dell’economia globale. Buono il livello degli investimenti, che interessano oggi il 27% delle rispondenti (era il 28,4% a marzo). Cala ulteriormente il ricorso alla cassa integrazione, che interessa ora il 5,6% delle imprese. Stabile il tasso di utilizzo di impianti e risorse, tornato sui valori medi di lungo periodo (80%). Resta ampia la forbice tra le imprese medio-grandi (oltre 50 dipendenti), più ottimiste sui livelli produttivi (saldo +11,5%) e le più piccole (sotto i 50 addetti), che registrano un saldo di 5 punti inferiore (+6,3%).

Si assestano ancora gli aumenti dei prezzi, rispetto al 2022: il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione dei costi è pari al +9,0% per i prezzi delle materie prime (era il 25,1% a marzo), a +1,1% per l’energia (era il 0,6%) e +19,7% per logistica e trasporti (era il 28,0%).

A livello territoriale, si osserva un miglioramento superiore alla media regionale per Cuneo, Verbania, Torino e Canavese, con saldi sulle previsioni di produzione rispettivamente del +16,7%, +15,6%, +12,8% e +10,1%. Seguono Novara, Alessandria e Asti, che rallentano ma restano ottimiste, con saldi rispettivamente del +7,4%, +6,5% e +2,6%. Saldi negativi, invece, per Vercelli e Biella (rispettivamente -15,2% e -4,7%).

Nel manifatturiero, si registra un raffreddamento delle attese, rispetto a marzo, con saldi che passano da +15,5% a +2,2% per la produzione.

Inversione di tendenza per i nuovi ordini, con saldo ottimisti-pessimisti che torna negativo dopo parecchi trimestri, passando da +12,6% a -1,4%.

Positive, per contro, le attese sull’occupazione, co saldo pari a +10,6%, da +14,9% di marzo. Negativo anche il saldo dell’export, che passa da +4,9% a -2,7%.

Bene gli investimenti, che interessano il 28,3% delle aziende, in leggero assestamento rispetto al 29,5% di marzo. Stabili il tasso di utilizzo delle risorse (78%), mentre resta basso il ricorso alla CIG, che riguarda oggi il 7,9% delle imprese.

A livello settoriale, restano positive le attese del comparto alimentare (+21,4% il saldo ottimisti – pessimisti), e dell’edilizia e impiantisti (+11,4%). Le attese della metalmeccanica registrano un deciso rallentamento, pur restando positive, con saldo ottimisti pessimisti che passa da +15,7% di marzo a +3,6%. A calare sono soprattutto il comparto dei prodotti in metallo (saldo -5,1%) e quello dell’elettronica (-3,4%): resta positivo l’andamento dei macchinari (+8,2%) e dell’automotive. Tra gli altri settori manifatturieri cala il tessile (-17,6%) la carta-grafica (-13,6%), il legno e le manifatture varie (entrambi 0,0%)

Nei servizi il clima di fiducia resta stabilmente positivo rispetto a marzo. Il saldo relativo ai livelli di attività è pari al 21,4% (era 15,8% la scorsa rilevazione), quello relativo agli ordinativi è pari a +18,4% (da +20,5%), quello sull’occupazione è pari +21,2% (era 20,8%). Gli investimenti si assestano leggermente (24,9%), azzerato il ricorso alla CIG (0,3%). Resta alto il tasso di utilizzo delle risorse (86%).

A livello settoriale, le attese delle aziende del terziario sono positive in tutti i comparti, con saldi pari a +27,6% per i trasporti, +25,6% per i servizi alle imprese, +23,4% per l’ICT, +9,6% per gli altri servizi, +15,0% per le utility, +16,1 per commercio e turismo.

Comunicato stampa

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