Per molte biblioteche italiane l’anno nuovo comincia proprio bene, nel superabile problema di dover scegliere diverse centinaia di nuovi libri da comperare quanto prima. Tutto grazie al Ministero della Cultura che lo scorso 13 novembre ha pubblicato il Decreto Dirigenziale numero 239. Una manna per tante biblioteche pubbliche, aiutate a rimpinguare alla grande i loro scaffali con importanti importi per acquistare libri. 12.699 euro ognuna, salvo alcune che arrivano ad oltre 15.000. Il lungo elenco delle biblioteche beneficiarie dei contributi è parte integrante del D.D.G, con indicazione dell’importo spettante a ciascuna. Elenco suddiviso in tre parti: biblioteche facenti capo a pubbliche amministrazioni, a istituti di diritto privato e a istituti appartenenti alla rete dei funzionari delegati del Ministero stesso.
Oltre 4.300 beneficiari sparsi un po’ in tutte le provincie italiane, tra cui anche diciassette biblioteche comunali dell’Astigiano, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, l’ISRAT di Asti, e la Biblioteca del Seminario Vescovile del capoluogo. Scorrendo i nomi dei Comuni astigiani entrati in elenco con le loro biblioteche mi conforta ed entusiasma la certezza di quante nuove letture troveremo presto a disposizione. Elenco che include Calamandrana, Calosso, Canelli, Castagnole delle Lanze, Cocconato, Fontanile, Isola d’Asti, Mombaldone, Mombercelli, Monastero Bormida, Moncalvo, Montegrosso d’Asti, Portacomaro, Refrancore, San Damiano d’Asti, Settime e Vinchio. Piccole e medie biblioteche che si troveranno a dover dare valore e spazio ad un migliaio di nuovi libri ciascuna. Problema da poco per qualcuna, non proprio da poco per altre.
Le conosco bene praticamente tutte e, pur certo dell’entusiasmo generale, credo che trovarsi da un giorno all’altro mille libri in più degli attuali 1.800 di Isola d’Asti, dei 3.000 di Monastero Bormida, dei 5.000 di Calamandrana o anche dei 9.000 di Vinchio e degli 11.000 di Mombercelli, possa far perdere qualche notte di sonno a responsabili e volontari. L’occasione però e troppo ghiotta per non approfittarne. Approfittarne come singole biblioteche e come insieme per promuovere una più corposa e continua frequentazione di quei paradisi di cultura, sempre e comunque a costo zero per il pubblico, grazie alla proposta contingente di migliaia e migliaia di nuovi prodotti editoriali.
Quella che conosco meglio è sicuramente la Civica di Montegrosso d’Asti, titolata a Enrico Paolucci, dove mia moglie svolge servizio di volontariato. Biblioteca che ha trovato spazio nel retro della stazione ferroviaria, caratterizzata da una bella sala dedicata a bambini e ragazzi e un lungo tavolone che accoglie con le novità. In genere centocinquanta, duecento con spazio, al massimo, per raddoppiarle. Mi scappa da ridere, appena arriveranno i “Mille”, salvo non ci siano già code di appassionati lettori, pronti subito a portarsene, in prestito, la gran parte a casa, avvisati e coinvolti, diciamo da domattina.










