Economia e lavoro | 15 febbraio 2026, 07:20

Piemonte a misura di giovani: quarti in Italia, ma i servizi frenano la crescita

L'analisi di Confartigianato evidenzia un ottimo posizionamento nell'occupazione, mentre crollano le performance amministrative

Immagine generata mediante software di intelligenza artificiale

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Il Piemonte si conferma una terra dalle grandi potenzialità lavorative, ma che fatica ancora a garantire un ecosistema di servizi pienamente efficiente per le nuove generazioni. È questa la fotografia scattata dall'Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 (ICYF), che assegna alla regione il quarto posto in Italia con un punteggio di 673. Un risultato lusinghiero, che tuttavia nasconde profonde differenze tra i vari indicatori presi in esame: se da un lato il territorio eccelle per le opportunità di impiego, dall'altro scivola nella parte bassa della classifica quando si parla di capacità amministrativa e istruzione.

L'indice, elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Inps, Istat e Unioncamere, misura l'attrattività dei territori per i giovani attraverso 27 indicatori specifici. In testa alla classifica nazionale si posizionano la Lombardia (709 punti), l'Emilia-Romagna e il Veneto, con il Piemonte subito a ridosso del podio.

Luci e ombre: bene il lavoro, male la burocrazia

Analizzando i dati nel dettaglio, emerge un quadro a due velocità. Il Piemonte conquista la medaglia d'argento, posizionandosi al 2° posto per Occupazione e dinamiche giovanili. Questo indicatore premia la capacità di offrire contratti stabili e di ridurre la quota di under 30 esclusi dai percorsi di studio e lavoro. Buona anche la performance relativa alla Struttura e vitalità del sistema produttivo, dove la regione si piazza al 4° posto, dimostrando che il tessuto imprenditoriale locale riesce ancora a rigenerarsi e a coinvolgere le nuove leve, superando regioni storicamente produttive come il Veneto.

Le note dolenti arrivano invece dai servizi. Sul fronte del Capitale Umano e Istruzione, il Piemonte scende al 10° posto, segnalando criticità nella capacità di attrarre laureati e nella performance del sistema educativo. Il dato più preoccupante riguarda però la Capacità amministrativa e inclusione territoriale: qui la regione precipita al 16° posto. A pesare su questo risultato sono le difficoltà nella conciliazione vita-lavoro, la gestione dei servizi sociali e le condizioni abitative, ambiti in cui l'Emilia-Romagna detta legge posizionandosi prima.

Torino traina la regione, Cuneo eccelle nell'impiego

A livello provinciale, il capoluogo sabaudo gioca un ruolo da protagonista. Torino risulta la provincia più performante della regione, conquistando la quarta posizione nella classifica nazionale con 657 punti. Il capoluogo si distingue in particolare per la vitalità del sistema produttivo, per il capitale umano e, in controtendenza rispetto al dato regionale generale, per la capacità amministrativa. Anche Cuneo ottiene risultati di rilievo, emergendo specificamente per i dati relativi all'occupazione e alle dinamiche giovanili.

La ricetta per il futuro: innovazione e sgravi fiscali

Di fronte a questi dati, Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, invita a non sedersi sugli allori e a guardare con realismo alle sfide future. "Oggi il Piemonte è davanti a un bivio: continuare a vivere di rendita, contando su un mercato del lavoro altalenante, oppure elaborare una politica generazionale che rimetta al centro istruzione, servizi, qualità della vita e innovazione produttiva", dichiara Felici.

La preoccupazione principale riguarda il calo demografico, con un crollo del numero dei giovani e un contestuale invecchiamento della popolazione, fenomeno evidente sia a Torino che nel resto della regione. Per invertire la rotta, Felici propone soluzioni pragmatiche: "Riteniamo fondamentale accompagnare le imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione. È, inoltre, fondamentale riconoscere un credito di imposta per i giovani che vogliono rilevare l’azienda di famiglia, subentrare in un’impresa già avviata o creare una propria attività".

La visione per il futuro è chiara: il settore dei servizi alle imprese e la stabilità di alcuni comparti tradizionali offrono ancora spazi di manovra, ma serve un cambio di passo istituzionale. "Il nostro territorio, come tutta l’Italia, ha bisogno di nuove generazioni di imprenditori capaci di portare innovazione e valore aggiunto nei settori ad alta intensità di conoscenza", conclude Giorgio Felici, lanciando un appello alle istituzioni affinché investano su competenze e digitalizzazione. Il messaggio è inequivoc: sostenere chi ha il coraggio di mettersi in gioco non è solo una scelta economica, ma una necessità per garantire la tenuta sociale del Paese.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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