Sanità | 16 febbraio 2026, 07:20

Sanità in affanno: in Piemonte 1,3 milioni rinunciano alle cure

Un'indagine di Facile.it evidenzia come il fenomeno delle liste chiuse sbarri la strada a 8 pazienti su 10

Immagine generata mediante software di intelligenza artificiale

Immagine generata mediante software di intelligenza artificiale

La fotografia della sanità in Piemonte scattata nel 2025 restituisce un quadro dalle tinte fosche, dove il diritto alla salute sembra scontrarsi sempre più spesso con barriere economiche e burocratiche. Sono infatti 1,3 milioni i pazienti che, nel corso dell'anno, hanno dovuto rinunciare a curarsi. Le motivazioni principali risiedono nelle difficoltà economiche o nell'impossibilità di accedere alle prestazioni a causa di tempi d'attesa eccessivamente dilatati.

È questo il dato più preoccupante che emerge dall'indagine commissionata da Facile.it all'istituto di ricerca mUp Research. Lo studio ha acceso i riflettori su una criticità specifica del sistema: il fenomeno delle liste d'attesa chiuse. Si tratta della totale assenza di disponibilità per prenotare una prestazione, un muro di gomma contro cui hanno dichiarato di essersi scontrati, almeno una volta, ben 8 pazienti su 10.

La fuga verso il privato e i costi 

Di fronte all'impossibilità di accedere al servizio pubblico nei tempi necessari, la reazione dei cittadini piemontesi è stata quella di spostarsi in massa verso la sanità privata. Secondo l'indagine, nel 2025 oltre il 75% dei pazienti ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Una scelta obbligata che comporta un impatto non indifferente sui bilanci familiari: scorrendo i dati, si scopre che la spesa media sostenuta per ciascuna prestazione presso una struttura privata è stata di circa 281 euro.

Indebitarsi per curarsi 

Non tutti però riescono a far fronte a queste spese extra attingendo ai propri risparmi. Sono circa 135mila i pazienti che, pur di non rinunciare alla salute o per non gravare eccessivamente sul budget domestico, hanno dovuto chiedere un prestito a finanziarie, amici o parenti. "Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come possono essere quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata", spiegano gli esperti di Facile.it. "Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare", aggiungono gli analisti.

L'identikit di chi chiede aiuto 

L'osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it ha analizzato nel dettaglio il profilo di chi ricorre al credito per motivi di salute in regione. In Piemonte, i prestiti personali per spese mediche hanno rappresentato il 4,4% del totale dei finanziamenti richiesti. Chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, 5.909 euro, una somma da restituire attraverso un piano di ammortamento di 54 rate con un importo medio mensile di 124 euro.

Interessante notare come l'età media dei richiedenti sia piuttosto elevata: chi firma per un prestito medico ha mediamente 49 anni, un valore decisamente più alto rispetto ai 44 anni di media registrati per i prestiti personali generici in regione. Anche la componente di genere mostra un dato significativo: nel 48% dei casi a presentare domanda è stata una donna. Si tratta di una percentuale molto più elevata rispetto alle richieste totali di prestito in Piemonte, dove solitamente la quota femminile si ferma al 33,4%, evidenziando come il peso delle spese sanitarie gravi in modo particolare sulla popolazione femminile.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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