Il quarto congresso territoriale della Uiltucs di Asti, dal titolo emblematico “Riconquistare il lavoro disagiato”, si è chiuso con la rielezione di Francesco Di Martino alla carica di segretario generale. Insieme a lui è stata confermata l’intera segreteria uscente, composta da Ferdinando Ferrigno e Silvia Massasso. Una giornata di lavori intensa, aperta dall’elezione di Sergio Diecidue alla presidenza e segnata da un momento di profonda commozione dedicato al ricordo di Anna Rosaria Vitale, storica sindacalista e attivista recentemente scomparsa, ricordata per la sua determinazione e il profondo attaccamento all'organizzazione.


La relazione del segretario: stop al lavoro povero e aperture h24
Nella sua relazione introduttiva, approvata poi nel documento finale insieme alle tesi nazionali, il segretario Francesco Di Martino ha puntato il dito contro la crisi politica e l’avanzata di modelli che minacciano la coesione sociale. Il focus del suo intervento si è concentrato su tre grandi criticità che colpiscono i lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi: la frammentazione contrattuale, gli orari massacranti e il part-time involontario.

“Dobbiamo superare i contratti pirata che alimentano il lavoro povero” ha sottolineato Di Martino, proponendo un contratto unico del terziario in grado di raggruppare anche i settori socio-sanitario e assistenziale per garantire una vera uniformità retributiva. Durissima la critica al modello consumistico delle aperture h24 e domenicali: “È una mancanza di rispetto per gli operatori: proponiamo di limitare i turni settimanali e di innalzare le maggiorazioni retributive per il lavoro festivo, equiparandole a quelle industriali”. Il segretario ha evidenziato come le imprese abusino del part-time involontario per ridurre i costi, creando instabilità finanziaria che si ripercuote sulla vita privata dei lavoratori, in larghissima parte donne. Sul fronte locale, Di Martino ha rivendicato i successi della bilateralità – come i buoni libro per le famiglie degli iscritti – e ha auspicato una rinascita di Asti legata a turismo, cultura e al potenziamento del polo Uni-Astiss.
Il video integrale del congresso
Le voci dei lavoratori: tra precarietà e carichi emotivi
Il congresso ha dato ampio spazio alle testimonianze dirette. Serena Cerrato ha denunciato le dinamiche della distribuzione moderna, fatta di orari comunicati all’ultimo momento e del timore costante di ritorsioni o trasferimenti in caso di rifiuto. Un quadro completato da Isabella Picone, che ha raccontato il pesante carico emotivo e fisico degli operatori Oss, costretti a turni estenuanti e richiami nei giorni di riposo per le carenze di personale, da Andrea Vana che ha portato all’attenzione i disagi della vigilanza privata, frenata da retribuzioni insufficienti e vuoti normativi. Laura Chitic ha portato le istanze dei lavoratori privati che lavorano nel pubblico.
Giorgia Appiano, attualmente scrittrice, ha condiviso invece una toccante riflessione sul lavoro come “luogo di fioritura”, partendo dalla propria esperienza di riscatto dopo aver subito abusi psicologici e svalutazioni professionali. Di parità di genere ha parlato Silvia Massasso, componente della segreteria e responsabile coordinamento donne, che ha proposto congedi parentali paritetici e maggior supporto per le “madri equilibriste”.
Il faccia a faccia tra Coppo e Strazzullo
Il momento politicamente più acceso della giornata si è registrato durante l’intervento dell’onorevole Marcello Coppo (Fratelli d’Italia). Il deputato ha difeso l’operato del Governo Meloni: “La dignità del lavoro passa anche dal grano che ti rimane in tasca. Per questo rivendichiamo il taglio del cuneo fiscale e la defiscalizzazione dei rinnovi contrattuali”. Coppo ha poi lanciato una provocazione sull’uso dell’intelligenza artificiale per la sicurezza sul lavoro, chiedendo ai sindacati se la privacy debba prevalere sulla possibilità di salvare vite umane tramite il tracciamento dei rischi.

A incalzare il parlamentare è intervenuto il segretario nazionale Uiltucs Gennaro Strazzullo, pungolandolo su tre temi cruciali. Sulla Legge Fornero, Strazzullo ha ricordato le promesse elettorali di cancellazione della norma. Pronta la replica di Coppo: “La Fornero non era delle migliori, ma senza l'intervento del governo l'età pensionabile sarebbe aumentata. Noi l'abbiamo abbassata di sei mesi rispetto a quanto previsto e alzato le minime. Ma i soldi non li stampiamo, e paghiamo l'eredità economica di scelte passate come il Superbonus”.
Sulla previdenza complementare, alla richiesta del sindacalista di abbattere l’aliquota sui rendimenti per alleggerire l’Inps, Coppo si è mostrato possibilista (“vediamo cosa riusciamo a fare, è una delle gambe della previdenza”), pur ricordando i nodi delle coperture finanziarie. Infine, lo scontro sulla sicurezza sul lavoro. Per Strazzullo l’attuale Decreto 81 è inapplicabile in settori frammentati come commercio e turismo, dove non si può avere un rappresentante alla sicurezza in ogni bottega. “Trovate voi parti sociali degli applicativi pratici specifici per ogni realtà, e il governo li recepirà. Serve flessibilità, non l'idea di un rappresentante per ogni singolo lavoratore” ha ribattuto Coppo, invitando poi il sindacato a organizzare ad Asti un convegno per affrontare il tema con meno urgenza.
Il ruolo di istituzioni e associazioni
A chiudere il cerchio sono stati i contributi delle autorità e delle categorie. Il consigliere comunale Michele Miravalle ha rilanciato la proposta di asili nido gratuiti per contrastare la denatalità fortemente legata alla precarietà lavorativa, mentre Claudio Bruno di Confcommercio ha sottolineato l'importanza della formazione e degli enti bilaterali per il rilancio del territorio. Infine, il sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero ha riconosciuto alla Uiltucs un approccio sempre onesto e costruttivo, ricordando le battaglie portate avanti insieme, fianco a fianco, durante il periodo più duro del Covid per garantire il riposo e la sicurezza dei lavoratori dei supermercati.


























