Canelli | 06 marzo 2026, 12:36

A Canelli la danza celebra Rodari con lo spettacolo "A sbagliare le storie"

La Compagnia ErsiliaDanza porta sul palco una riflessione poetica sull'infanzia e il gioco

A Canelli la danza celebra Rodari con lo spettacolo "A sbagliare le storie"

Il mese culturale a Canelli si apre nel segno della fantasia e della formazione dedicata alle nuove generazioni. Oggi, venerdì 6 marzo, la programmazione di Canelli In Teatro ospita un appuntamento di rilievo inserito nel cartone di IPUNTIDANZA, dedicato specificamente ai giovani e alle famiglie.

Protagonista dell'appuntamento è la Compagnia ErsiliaDanza con la produzione intitolata "A sbagliare le storie", un lavoro che trae linfa vitale dall'universo letterario di Gianni Rodari. Lo spettacolo vede in scena i personaggi di Giovanni Perdigiorno, noto per la sua costante distrazione, e Alice Cascherina, celebre per le sue continue cadute. I due protagonisti interagiscono all'interno di una cameretta dove gli oggetti più comuni si trasformano, attraverso il potere dell'immaginazione, in mondi fantastici e inesplorati.

L'opera, curata da Alberto Munarin, non è solo un esercizio di stile coreografico, ma si pone l'obiettivo di affrontare temi profondi come l'alfabetizzazione emotiva. Attraverso piccoli litigi, invenzioni e interrogativi universali sul significato dell'amore, la danza dialoga costantemente con interazioni video, creando un linguaggio scenico contemporaneo, leggero ed evocativo.

Questo evento rappresenta un'occasione preziosa per permettere agli studenti e alle famiglie di vivere il teatro come un'esperienza educativa e formativa, capace di stimolare la capacità di sognare e di leggere la realtà con occhi nuovi. La rassegna, realizzata grazie alla collaborazione con Piemonte dal Vivo, conferma la centralità di Canelli come polo culturale dinamico e attento alla promozione della cultura della danza sul territorio.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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