L'intelligenza artificiale sta ridisegnando i ritmi del lavoro in Italia, ma i guadagni di velocità non si traducono ancora in un valore aziendale duraturo. Secondo il report "Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI", presentato da Workday in occasione dell'inaugurazione a Milano del suo primo Innovation Lab italiano, emerge un chiaro paradosso: se da un lato l'automazione libera tempo, dall'altro costringe i dipendenti a lunghe sessioni di revisione e correzione.
L'analisi evidenzia che nel nostro Paese il 94% dei lavoratori risparmia da 1 a 7 ore settimanali grazie all'impiego dell'IA, superando la media globale dell'85%. Tuttavia, circa il 40% di questo tempo viene perso in attività di rielaborazione: correggere errori, riscrivere testi o verificare i risultati prodotti da strumenti generalisti. In Italia, un dipendente su due dedica dalle 1 alle 2 ore ogni settimana esclusivamente a chiarire o correggere output di scarsa qualità.
"Crediamo in un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventa la nuova interfaccia per il lavoro, capace di amplificare il potenziale umano", ha dichiarato Fabrizio Rotondi, Country Manager di Workday per l’Italia, durante l'apertura del nuovo hub milanese dedicato alla co-creazione di soluzioni per finanza e risorse umane. Secondo il manager, la missione è accompagnare le imprese verso modelli in cui tecnologia e persone avanzano insieme.
Il peso di questa transizione ricade in gran parte sulle nuove generazioni. I dipendenti tra i 25 e i 34 anni costituiscono quasi la metà (46%) di coloro che affrontano la maggiore quantità di rielaborazione. Nonostante siano i più esperti, sono proprio loro a dover gestire il divario tra strumenti all'avanguardia e strutture lavorative rimaste ancorate al passato. La ricerca sottolinea infatti come l'89% delle organizzazioni non abbia ancora aggiornato i ruoli professionali per accogliere l'innovazione tecnologica.
Un altro nodo critico riguarda la formazione. Sebbene due terzi dei dirigenti la considerino una priorità, solo il 37% dei dipendenti più esposti al carico di rielaborazione dichiara di avervi effettivamente accesso. Le aziende più virtuose, tuttavia, stanno già cambiando rotta: i lavoratori che ottengono i risultati migliori sono quelli che usano il tempo guadagnato per analisi approfondite e pensiero strategico, supportati da investimenti mirati nello sviluppo delle competenze.
Gerrit Kazmaier, Presidente Product and Technology di Workday, ha ribadito la filosofia del gruppo: "L’IA dovrebbe svolgere il lavoro complesso dietro le quinte, così le persone possono concentrarsi sul pensiero critico e la creatività", evitando che i singoli utenti debbano farsi carico di verificare ogni singola risposta.
L'Innovation Lab di Milano si pone quindi come punto di riferimento per aiutare le aziende italiane a superare questa fase di stallo. Workday, piattaforma leader nella gestione finanziaria e del personale che serve oltre l'80% delle aziende Fortune 500, punta a dimostrare che reinvestire nelle persone è l'unica via per trasformare la velocità dell'IA in un vantaggio competitivo reale.










