Economia e lavoro | 17 marzo 2026, 13:51

L' Alta Langa DOCG debutta a New York

27 produttori protagonisti del primo evento dedicato al Metodo Classico piemontese negli USA

L' Alta Langa DOCG debutta a New York

L’Alta Langa DOCG ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti con un evento dedicato al trade ospitato da Eataly Downtown a New York. Organizzato dal Consorzio Alta Langa, l’appuntamento ha riunito 27 produttori e oltre 200 professionisti del vino e rappresentanti dei media, segnando una tappa importante per la conoscenza della denominazione sul mercato statunitense.

L’evento si è svolto il 10 marzo e ha presentato Alta Langa DOCG tra le realtà emergenti nella categoria degli spumanti premium Metodo Classico italiano, un segmento che continua ad attirare l’attenzione dei professionisti del vino negli Stati Uniti.

Tra i partecipanti alla degustazione, c’erano sommelier, wine director, buyer, importatori, distributori e giornalisti di settore, molti dei quali scoprivano per la prima volta i vini Alta Langa DOCG: la folta partecipazione ha confermato l’interesse degli operatori americani nei confronti di uno spumante che ha rivelato caratteri di forte identità territoriale e qualità sorprendente.

La giornata si è aperta con due panel formativi dal titolo “Why Alta Langa DOCG Belongs on Your Wine List: Education, Positioning, and Profitability”, guidati da Juliana Colangelo, esperta di wine marketing e host dell’Italian Wine Podcast, in dialogo con Giovanna Bagnasco e Paolo Rossino, rispettivamente consigliera presidente della commissione Promozione e direttore del Consorzio Alta Langa. Gli incontri hanno illustrato gli standard produttivi della denominazione, le sue caratteristiche distintive e le opportunità di posizionamento dell’Alta Langa DOCG nel mercato statunitense, offrendo ai partecipanti una panoramica sulla storia del territorio, sui vigneti e sull’approccio produttivo.

Il pomeriggio è proseguito con un walk-around tasting che ha visto protagonisti 27 produttori. I partecipanti hanno potuto così scoprire la denominazione attraverso un’ampia selezione di vini e confrontarsi direttamente con i produttori. La degustazione ha messo in luce la diversità e l’eleganza di Alta Langa DOCG, contribuendo a delinearne con maggiore chiarezza l’identità stilistica del prodotto e il suo potenziale nel mercato statunitense.

La giornata ha segnato il debutto dell’Alta Langa DOCG al di fuori dei confini nazionali.  Abbiamo scelto di organizzare l’evento a New York riconoscendone il valore di città iconica, nonché simbolo e sostanza di un mercato del vino italiano da sempre molto attivo e vivace. Si è trattato di una “prima” che ci ha consentito di presentare il nostro vino a uno dei mercati più influenti al mondo e di condividere l’identità e la qualità che caratterizzano la nostra denominazione - ha commentato Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa -. Il riscontro da parte del trade statunitense è stato estremamente positivo, certamente oltre le aspettative”.

La sera precedente il Consorzio Alta Langa aveva organizzato anche un cocktail di benvenuto presso Terroir, uno tra i wine bar più apprezzati di New York. L’incontro ha visto la presenza di sommelier, wine director, buyer e operatori della stampa specializzata, offrendo una prima occasione di degustazione del prodotto (esclusivamente presentato nel formato magnum) e di confronto con i produttori in un clima di informale convivialità.

Cantine partecipanti: 

Agricola Brandini, Agricola TT, Banfi, Bava, Bera, Borgo Maragliano, Casa E. di Mirafiore, Coppo, Cuvage, Deltetto 1953, Enrico Serafino, Ettore Germano, Fontanafredda, Giuseppe Contratto, La Fusina, Marcalberto, Marco Capra, Marziano Abbona, Mauro Sebaste, Nada Giuseppe, Pecchenino, Tenuta Carretta, Tenuta Il Falchetto, Tenuta Langasco, Tenuta Rocca, Terrabianca, Vite Colte.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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