Attualità | 21 marzo 2026, 09:00

La cucina italiana patrimonio UNESCO, da Asti una celebrazione tra istituzioni e tradizione

Conviviale straordinaria per un riconoscimento che supera ricette e tecniche e rilancia identità e trasmissione dei saperi

La cucina italiana patrimonio UNESCO, da Asti una celebrazione tra istituzioni e tradizione

Per festeggiare il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, il presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, Paolo Petroni, ha promosso per il 19 marzo una Conviviale Ecumenica straordinaria, coinvolgendo le Delegazioni attive in Italia e all’estero.

All’iniziativa ha aderito anche la Delegazione di Asti, che si è riunita presso la “Trattoria Sotto il Campanile”, dove hanno preso parte anche il presidente della Provincia e sindaco di Asti Maurizio Rasero, il sindaco di San Damiano d’Asti e consigliere provinciale Davide Migliasso, l’assessore alle Manifestazioni del Comune di Asti Riccardo Origlia, oltre a numerosi membri dell’Accademia, mentre l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi ha inoltrato un messaggio per sottolineare il “grande interesse culturale della riunione”.

“In questa serata celebriamo, con l'orgoglio di chi l'ha voluto fortemente, il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell'Umanità UNESCO”, ha dichiarato l’architetto Massimo Malfa, delegato di Asti, evidenziando il percorso, i protagonisti e l'importanza culturale di questo traguardo.

La vice delegata Donatella Clinanti ha tratteggiato la storia della Delegazione di Asti sottolineando il grande apporto culturale di Giovanni Goria che ha travalicato i confini piemontesi per essere riconosciuto come gastronomo di fama internazionale. Infine, Massimo Malfa, per sottolineare l’impegno per la diffusione della cultura gastronomica, ha presentato i “Nuovi Accademici” che entreranno presto nella Delegazione di Asti: la professoressa Giovanna Banchieri, l’avvocato Serse Zunino e il giornalista Pier Ottavio Daniele.

Contesto e Riconoscimento UNESCO

Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, formalizzato nel dicembre 2025 da UNESCO, che ha individuato nella tradizione gastronomica italiana un sistema articolato di saperi, pratiche sociali e ritualità conviviali tramandate nel tempo. 

Si tratta di un’evoluzione rispetto ai precedenti riconoscimenti ottenuti dall’Italia in ambito alimentare: dalla Dieta Mediterranea, condivisa con altri Paesi nel 2010, all’Arte del Pizzaiuolo napoletano nel 2017, fino alla cerca del tartufo nel 2021. A differenza di questi casi, il nuovo status riguarda l’intero impianto culturale della cucina nazionale, considerata nella sua dimensione diffusa e identitaria, elemento che distingue l’Italia nel panorama internazionale.

Al centro della candidatura, l’idea di una cucina come patrimonio collettivo, radicato nella dimensione domestica e territoriale più che nell’alta ristorazione. Un’impostazione richiamata anche dalla Delegazione di Asti, che ha scelto simbolicamente una trattoria come luogo di celebrazione, sottolineando il valore del passaggio intergenerazionale delle conoscenze gastronomiche.

Il riconoscimento apre così una fase nuova sul piano delle politiche culturali. Secondo il presidente della Provincia di Asti Maurizio Rasero e l’assessore Riccardo Origlia, la certificazione impone un rafforzamento delle strategie di tutela e promozione, trasformando il riconoscimento in leva per lo sviluppo culturale ed economico dei territori.

Redazione

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