Sanità | 23 marzo 2026, 13:19

Rinasce la stanza del sorriso all'ospedale Cardinal Massaia: Il benessere oltre la malattia [FOTO]

Nel reparto di Oncologia riapre lo spazio affidato a estetiste e parrucchiere volontarie. L'ex dirigente Franco Testore: "La stanza del sorriso è una risposta a una domanda non fatta"

C’è una dimensione della cura che non passa attraverso i farmaci o le terapie mediche, ma che si nutre di attenzione, dignità e umanità. Nel reparto di Oncologia dell'ospedale Cardinal Massaia di Asti ha riaperto le porte un luogo speciale, destinato a fare la differenza nel difficile percorso di chi affronta una diagnosi tumorale. Si tratta della "Stanza del sorriso", un ambiente dove il benessere psicologico e fisico si fondono per restituire ai pazienti, donne e uomini, l'immagine di sé che la malattia tenta di oscurare.

Il progetto affonda le sue radici nel 2007, quando prese vita grazie all'intuizione del progetto Vita, che da trent'anni supporta il reparto con ascolto e accoglienza. Dopo un forzato blackout dovuto alla pandemia e ad alcune difficoltà logistiche legate agli spazi, la stanza è potuta rinascere anche grazie all'impegno del dirigente attuale, Marcello Tucci e della caposala coordinatrice Manuela Cazzulo, che hanno individuato e riadattato un locale privo di altre destinazioni.

Il ritorno di uno spazio vitale per i pazienti

A tenere le fila di questa importante iniziativa è il dottor Franco Testore, ex direttore del reparto, in pensione da sette anni ma instancabile motore del volontariato locale. Attraverso l'associazione ASTRO, che organizza anche il prezioso servizio del Pulmino amico per il trasporto dei malati oncologici, Testore continua a prendersi cura di chi soffre. Come egli stesso sottolinea con emozione, la stanza del sorriso rappresenta un supporto fondamentale per affrontare gli effetti collaterali delle terapie, dalla perdita dei capelli alle tossicità cutanee.

L'ex primario ha spiegato: "Non si cura una malattia, il paziente non è il contenitore della malattia, ci si prende cura di una persona". Un approccio empatico che si respira in ogni angolo del reparto, dove si cerca di non disperdere mai il valore dell'immagine corporea, che spesso diviene un elemento chiave per avere la forza di proseguire le cure. Anche la caposala Manuela Cazzulo ha evidenziato quanto sia cruciale questo aspetto psicologico, raccontando l'esperienza di una collega infermiera che, diventata paziente, ha subito posto due domande emblematiche. Ha ricordato: "La prima domanda che mi ha fatto è stata: guarirò? La seconda: mi cadranno i capelli?". La paura di perdere la propria identità visiva, specialmente per chi deve spiegare la malattia ai propri figli piccoli, è un peso enorme.

Una rete di generosità e volontariato

Il cuore pulsante della nuova stanza del sorriso è formato da un gruppo di professioniste del settore estetico che hanno scelto di donare il proprio talento. Ad accogliere i pazienti ci sono Roberta Viviano, parrucchiera specializzata nella gestione della caduta dei capelli, e Cinzia Bruzzese, truccatrice pronta a regalare bellezza attraverso il make-up. Accanto a loro operano due estetiste specializzate in estetica oncologica dell'associazione APEO (Associazione professionale di estetica oncologica), ovvero Deisy Condor e Silvia Dusi, quest'ultima disposta a viaggiare da Alessandria pur di prestare la sua preziosa opera all'interno della struttura astigiana.

Tutto questo è stato reso possibile da una catena di solidarietà straordinaria. Il dottor Testore ha voluto ringraziare il club Lions storici, artisti e presepisti per l'importante donazione di oltre cinquemila euro ma anche un gesto di profonda umanità giunto dalla casa di riposo Serratrice Dafarra di Costigliole. I dipendenti della struttura, infatti, hanno rinunciato alla loro tradizionale cena di Natale per raccogliere e donare oltre 2.000 euro alla causa. A loro si sono uniti professionisti del calibro del parrucchiere torinese Franco Curletto, che ha regalato attrezzature indispensabili e aziende del settore che hanno fornito gli arredi, come la speciale poltrona da taglio.
La presidente dei Lions, Elena Binello ha voluto rimarcare quanto i tremila biglietti della loro lotteria siano andati "a ruba", per l'importanza della causa.

La cura della persona oltre la malattia

Alla cerimonia di riapertura ha partecipato anche il direttore sanitario Barbara Caimi, che ha voluto portare una riflessione profonda sull'importanza del progetto. In un momento così delicato come quello della malattia oncologica, ritrovare la propria essenza passa anche attraverso un filo di trucco o la cura delle unghie.

"La bellezza della cura ci deve essere sempre, in qualsiasi momento della nostra vita, sia nei momenti più complessi, come quelli che possono accadere durante i problemi oncologici", ha sottolineato aggiungendo un concetto fondamentale per tutto il personale sanitario e volontario: "Ricordiamoci sempre che la presa in carico è anche prendere in carico veramente la bellezza della persona", ha concluso. 
Ricorda ancora Testore: "La stanza del sorriso è una risposta a una domanda non fatta".

Con queste consapevolezze, la Stanza del sorriso torna a essere un rifugio sicuro, un luogo dove la malattia si mette in pausa e la persona torna, prepotentemente, al centro di tutto.

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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