Sanità | 24 marzo 2026, 10:16

Ricerca e sanità territoriale: i tre studi dell’Asl di Asti tra cure domiciliari, prevenzione e supporto ai caregiver

L’azienda sanitaria partecipa a progetti scientifici per analizzare e ripensare l’assistenza fuori dall’ospedale, ma la traduzione pratica sui servizi resta la vera sfida

Ricerca e sanità territoriale: i tre studi dell’Asl di Asti tra cure domiciliari, prevenzione e supporto ai caregiver

La ricerca medica non passa solo dai grandi poli ospedalieri o dai laboratori di biologia molecolare, ma si concentra sempre di più sulle dinamiche dell’assistenza territoriale. In questa prospettiva si inserisce la partecipazione dell’Asl di Asti a tre diversi studi scientifici mirati ad analizzare alcuni degli snodi più complessi della sanità locale: la prevenzione nelle comunità, le cure infermieristiche a domicilio e il supporto ai familiari nelle reti di cure palliative.

I progetti, comunicati nell’ambito dell’iniziativa regionale Curarsi con la ricerca in Piemonte”, si pongono l’obiettivo di raccogliere dati per comprendere meglio l’impatto dell’invecchiamento della popolazione e delle cronicità. L’intento dichiarato è quello di tradurre le evidenze scientifiche in servizi più vicini alle famiglie, anche se il passaggio tra la fase di studio e l’effettivo potenziamento dell’assistenza quotidiana – spesso frenata da carenze di organico e risorse – rappresenta il vero nodo da sciogliere per la sanità pubblica.

Communit-Action: la rete di salute nei quartieri

Il primo progetto, attualmente in fase di autorizzazione, è uno studio osservazionale che punta a valutare l’impatto del programma Communit-Action, un modello di salute comunitaria che l’Asl sta tentando di strutturare.

Lo studio analizzerà cinque diverse iniziative già introdotte o in via di sperimentazione: l’Attività fisica adattata, i Gruppi di cammino, le Palestre della memoria, il progetto EduCaring e gli Ambulatori infermieristici di comunità. Queste attività sono rivolte ad anziani, soggetti fragili e caregiver, e si basano sul coinvolgimento delle associazioni e delle risorse sociali già presenti sul territorio.
L’obiettivo della ricerca è misurare, dati alla mano, se queste reti siano effettivamente in grado di raggiungere la popolazione target, di durare nel tempo e di produrre reali benefici in termini di benessere e accessibilità alle cure per i cittadini.

Le "cure fondamentali" a domicilio

Il secondo filone di ricerca tocca un nervo scoperto dell’assistenza sanitaria post-Covid: le cure domiciliari. Si tratta di uno studio qualitativo promosso dall’Accademia di Scienze Infermieristiche, al quale la struttura complessa Di.P.Sa. (Direzione delle professioni sanitarie) dell’Asl astigiana ha aderito insieme ad altre aziende pubbliche di Lombardia e Veneto.

La ricerca si concentra sul cosiddetto Fundamentals of Care Framework, esplorando quale significato venga attribuito alle cure fondamentali di base da parte di pazienti, familiari e degli stessi infermieri. L’assunto di partenza è che la qualità dell’assistenza a casa non dipenda esclusivamente dall’efficacia clinica della prestazione, ma anche dalla costruzione di una relazione di fiducia stabile tra i professionisti, la persona assistita e chi se ne prende cura ogni giorno.

Cure palliative: la voce dei caregiver

Il terzo studio, intitolato PN–PalCaRe e già in fase operativa, accende i riflettori sulle cure palliative domiciliari, uno degli ambiti più delicati per le famiglie che affrontano il fine vita di un congiunto.

La ricerca utilizza i PROMs (Patient-Reported Outcome Measures) per analizzare i risultati e le criticità dell’assistenza direttamente attraverso la voce e l’esperienza dei caregiver. Lo studio valuta l’efficacia del modello basato sul Primary Nursing, un sistema organizzativo che dovrebbe garantire continuità e personalizzazione affidando il paziente a un infermiere di riferimento.
Raccogliendo il vissuto di chi assiste il malato 24 ore su 24, l’indagine si propone di evidenziare le lacune attuali e di fornire strumenti per sviluppare reti di supporto più solide per le famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare carichi emotivi e fisici gravosissimi.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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