Economia e lavoro | 03 aprile 2026, 09:23

Stop ai furbi del Made in Italy: multe salatissime in arrivo per chi usa abusivamente il termine artigiano

Dal 7 aprile entra in vigore la nuova legge sostenuta da Confartigianato Piemonte. Giorgio Felici: "Si chiude un'era di ambiguità a tutela dei consumatori e del territorio"

Stop ai furbi del Made in Italy: multe salatissime in arrivo per chi usa abusivamente il termine artigiano

La stagione dei furbetti dell'artigianato si avvia finalmente al capolinea. A partire da martedì 7 aprile scatta una vera e propria rivoluzione nel mercato italiano: le denominazioni "artigianato" e "artigianale" non potranno più essere utilizzate in maniera impropria o ingannevole. Con l'entrata in vigore della Legge annuale per le PMI, l'uso di questi termini sarà infatti riservato in via esclusiva alle sole imprese regolarmente iscritte all'apposito Albo. Una svolta storica, attesa da anni e fortemente caldeggiata da Confartigianato, che introduce sanzioni pesantissime per i trasgressori: le multe potranno raggiungere l'uno per cento del fatturato aziendale, partendo da una base minima di ben 25mila euro.

La battaglia contro il falso Made in Italy

Per i vertici di Confartigianato Imprese Piemonte non si tratta semplicemente di riequilibrare la concorrenza, ma di un passaggio strategico fondamentale nella lotta al mercato del falso, che continua inesorabilmente a drenare risorse all'economia reale. I numeri del territorio delineano infatti un quadro preoccupante: secondo il Rapporto Iperico 2024, il Piemonte si posiziona al quinto posto tra le regioni italiane per quantità di merce contraffatta sequestrata, con un impressionante volume di 6,3 milioni di pezzi e un allarmante incremento del 553 per cento rispetto all'anno precedente. Un segnale d'allarme inequivocabile per l'intero comparto del Made in Italy, oggi chiamato a rafforzare credibilità, trasparenza e legalità lungo tutta la propria filiera produttiva.

I numeri della resistenza artigiana

Nonostante un decennio nero, segnato dalla dolorosa chiusura di circa 128mila aziende a livello nazionale, l'artigianato italiano ha salutato il 2025 dimostrando una tenace resilienza. Con 1,23 milioni di imprese attive, il comparto ha registrato un confortante saldo positivo di 187 unità tra nuove aperture e cessazioni. Soltanto nella nostra regione operano oltre 113mila realtà artigiane, una componente che si conferma essenziale per la tenuta del sistema economico e per la qualità delle esportazioni.

La soddisfazione di Confartigianato

A commentare con soddisfazione il nuovo assetto normativo è Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: "La norma segna un punto di svolta perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale". Riguardo al valore identitario del provvedimento, il presidente aggiunge: "Difendere il termine artigianale significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio". Il nuovo scenario, che permette di tracciare un confine netto tra l'autenticità e l'imitazione, si tradurrà in un beneficio diretto anche per chi acquista. "È una tutela per i consumatori, che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che comprano, ma è anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese", conclude Felici, salutando l'apertura di "una nuova fase di trasparenza e correttezza del mercato".

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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