Il dibattito sul futuro assetto della Banca di Asti si infiamma, spostandosi dal piano tecnico a quello squisitamente politico. Dopo l’annuncio delle indicazioni della Fondazione, che detiene la maggioranza dell'Istituto, per i nuovi vertici e la conseguente decisione dei consiglieri provinciali del Partito Democratico di restituire le deleghe (CLICCA QUI per rileggere l'articolo in merito), interviene duramente Massimo Cerruti, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. La critica dei pentastellati punta l’indice contro quello che definiscono il fallimento del "modello Asti", auspicando una netta separazione tra le segreterie di partito e la gestione della Fondazione e della banca.
“Il Movimento 5 Stelle ha sempre mantenuto saldo il principio di separazione e non ingerenza dei partiti e della politica dalla Fondazione e dalla Banca”, esordisce il consigliere, ricordando come in passato il suo gruppo abbia già denunciato rischi e incompatibilità nelle sedi competenti. Secondo l'esponente pentastellato, il sistema di gestione del territorio finora adottato avrebbe mostrato tutti i suoi limiti, lasciando spazio a una frenetica corsa alla lottizzazione in vista del rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Sotto la lente di ingrandimento finisce in particolare la figura di Maurizio Rasero, sindaco della città e presidente della Provincia, indicato per la presidenza della banca. Una scelta che, per i 5 Stelle, configura una situazione di occupazione totale del potere e un evidente conflitto di interesse. Cerruti non risparmia critiche nemmeno per l'ingresso nel board del consigliere Roberto Vercelli, nonostante le recenti prese di distanza del suo partito: “È chiara la implicazione politica dell’operazione e non pare sufficiente la presa di distanza del Partito Democratico senza provvedimenti concreti”, attacca il consigliere.
La nota di Massimo Cerruti censura inoltre i presunti tentativi di influenzare le strategie patrimoniali dell'ente, definendo inopportuno l'intervento dell'ex presidente della Fondazione, Mario Sacco, volto a orientare i membri attuali sulla gestione delle quote azionarie. Per uscire da questa impasse, il Movimento 5 Stelle propone un cambio di rotta che rimetta al centro le competenze tecniche anziché l'appartenenza politica.
“È necessario un cambio di paradigma che sposti l'asse dalla gestione dei posti alla generazione di valore territoriale”, spiega Massimo Cerruti, sottolineando l'importanza di introdurre requisiti professionali stringenti legati all'innovazione finanziaria e alla sostenibilità. Tra le proposte avanzate spicca anche l'imposizione di limiti ai mandati per garantire un ricambio generazionale obbligatorio: “Il potere si incrosta quando le figure rimangono le stesse per decenni”, conclude il consigliere, assicurando che il Movimento continuerà a vigilare con estrema attenzione sull'evoluzione della vicenda nomine, la cui ufficializzazione definitiva è prevista per l'assemblea dei soci del 27 aprile alle 16.30.










