Economia e lavoro | 22 aprile 2026, 16:12

Apre ad Asti il primo sportello informativo sugli Istituti tecnologici superiori per avvicinare giovani e imprese in Piemonte

L'iniziativa partirà il 4 maggio nella sede dell'Unione industriale per far conoscere le scuole di eccellenza post-diploma

A partire dal 4 maggio, gli uffici dell'Unione Industriale della Provincia di Asti ospiteranno il primo sportello informativo piemontese dedicato alle Its Academy. Si tratta di un progetto strategico, sviluppato in sinergia con Confindustria Piemonte, per rafforzare il dialogo tra la formazione terziaria professionalizzante, il tessuto produttivo e il territorio.

Il nuovo spazio nasce per supportare i giovani alla ricerca di percorsi ad alta specializzazione, le famiglie che desiderano approfondire le opportunità formative e le aziende che necessitano di tecnici qualificati. Lo sportello potrà contare sul supporto tecnico dell'Its Aerospazio/Meccatronica di Torino, ma sarà a disposizione di tutte le sette fondazioni piemontesi.

Cosa sono gli Its Academy

Gli Its (Istituti Tecnologici Superiori) sono scuole di eccellenza post-diploma ad alta specializzazione tecnologica. I percorsi hanno una durata biennale, per un totale di 1.800 ore di formazione, e si distinguono per un approccio fortemente pratico e strettamente legato al mondo del lavoro.

Almeno la metà del corpo docente proviene direttamente dal settore produttivo, mentre un 30 per cento delle ore è dedicato a stage aziendali o contratti di apprendistato. In Piemonte gli studenti coinvolti sono circa 4.200, suddivisi in sette specializzazioni: sistema moda, agroalimentare, biotecnologie, green tech, aerospazio meccatronica, turismo e information technology. Il punto di forza di queste accademie è il tasso di occupazione: a un anno dal diploma supera mediamente l'80 per cento, con picchi ancora più alti nei settori manifatturieri e tecnologici.

Il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, sottolinea l'importanza strategica dell'iniziativa: "Nasce questo sportello ad Asti, il primo in Piemonte, grazie a cui riusciremo a mappare in maniera ancora più efficiente le esigenze delle imprese, trasferendole alle accademie, che saranno quindi in grado di offrire percorsi formativi che rispondano al meglio alle esigenze delle filiere dentro cui operiamo". L'obiettivo, aggiunge il presidente, è partire da Asti per replicare il modello in tutta la regione, mettendo in rete le diverse competenze e specializzazioni.

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente dell'Unione Industriale della Provincia di Asti, Luigi Costa: "Portare ad Asti un punto di riferimento stabile su queste opportunità significa investire sui giovani, sostenere la competitività del territorio e costruire un dialogo ancora più stretto tra scuola, imprese e istituzioni". Secondo Costa, le accademie rappresentano oggi uno strumento fondamentale per rispondere alla fame di competenze tecniche avanzate delle imprese locali, garantendo al contempo un'occupazione di qualità.

Il ruolo delle accademie di filiera

Oltre alle informazioni sui singoli percorsi, lo sportello offrirà alle aziende dettagli utili sulle Accademie di Filiera del Piemonte. Si tratta di piattaforme collaborative regionali in cui istituzioni scolastiche, enti di formazione, Its e imprese co-progettano interventi mirati, analizzando i fabbisogni reali di specifici settori produttivi.

Un focus particolare viene riservato alle transizioni digitale ed ecologica, permettendo così al sistema economico piemontese di mantenere alta la propria competitività e favorendo un incontro sempre più puntuale tra la domanda e l'offerta di competenze.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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